Guerra nel Golfo, il petrolio s’impenna, in Italia polemiche sul decreto sicurezza

da | 20 Apr 2026 | In evidenza, Primo piano

Il sequestro di una nave iraniana (ri)accende lo scontro con gli Usa

Una nave battente bandiera iraniana di nome «Touska», che ha cercato di superare il blocco nello Stretto di Hormuz, è stata messa in guardia, ma si è rifiutata di ascoltare e così la Marina l’ha fermata colpendo la sala macchine».

Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump sul suo social «Truth», dando così nelle ultime ore nuovamente fuoco alla miccia delle tensioni nel Golfo, tanto che la replica di Teheran è arrivata prontamente, con l’annuncio di altre azioni militari, in un panorama già tesissimo.

Nello specifico il regime degli ayatollah ha sostenuto che «le forze armate della Repubblica islamica dell’Iran reagiranno presto e adotteranno le misure di ritorsione contro quest’atto di pirateria armate e contro i militari americani»; quanto ai negoziati di pace in Pakistan, a seguito dell’avvio del conflitto fra Usa-Israele e Teheran vi sono ancora degli slittamenti e molta incertezza sulla loro attuale efficacia per fermare gli scontri.

Pubblicità
Banner Notifier febb2026

Quel che è sicuro, è che da stamattina c’è stata un’impennata del prezzo del petrolio e che il «caro-carburanti» è al centro delle preoccupazioni dei governi europei (quello italiano incluso): l’ipotesi di problemi significativi agli approvvigionamenti, che potrebbero tanto riguardare i consumi domestici, quanto i trasporti (con un paventato blocco dei voli, in vista della stagione estiva), viene messa in costante risalto nelle interlocuzioni fra gli Stati dell’Ue.

Nel nostro Paese, inoltre, monta la polemica sul decreto sicurezza dell’Esecutivo di Giorgia Meloni e, in particolare, sulla norma che coinvolge gli avvocati, che ha incassato la sorpresa e l’indignazione del massimo organo di rappresentanza della categoria, il Consiglio nazionale forense.

Il provvedimento che attribuisce al Cnf un ruolo nel processo di rimpatrio degli immigrati e nella gestione dei pagamenti dei legali coinvolti, ha visto l’Avvocatura non essere mai stata informata di tale coinvolgimento, si legge in una nota, «né prima della presentazione dell’emendamento, né durante il suo iter parlamentare, né dopo la sua approvazione.

L’istituzione chiede che il Parlamento intervenga per eliminarne ogni coinvolgimento, sottolineando che le attività previste non rientrano tra le proprie competenze istituzionali», ha fatto sapere l’organismo presieduto da Francesco Greco. Ma FdI difende la posizione con il capogruppo al Senato Lucio Malan che spiega: «Riguardo l’emendamento, firmato dal senatore Marco Lisei di Fratelli d’Italia e dagli altri capigruppo di maggioranza in Commissione, al decreto Sicurezza che introduce compensi agli avvocati, per le pratiche di rimpatri volontari dei migranti, va fatta chiarezza. Oggi l’avvocato viene pagato dallo Stato soltanto se va a giudizio e per andare a giudizio deve fare ricorso contro l’espulsione. Se invece, con il suo lavoro, si decide per un rimpatrio volontario assistito, non gli viene corrisposto alcunché. Grazie alla norma che abbiamo approvato, adesso sarà pagato anche in quest’ultimo caso. Nessun avvocato perderà nulla – aggiunge – anzi parecchi avvocati saranno invece pagati per una prestazione che oggi svolgono gratuitamente, senza alcuna limitazione alla loro libera professionalità. Più in generale, ci sarà maggiore sostegno al rimpatrio volontario, il che è da vedersi come un vantaggio per una gestione razionale dell’immigrazione».

Il centrosinistra, invece, schierato a favore delle posizioni dell’Avvocatura, preannuncia battaglia. E, visto che il decreto è vicino alla conversione (in questa settimana dovrà essere varato alla Camera, dopo il voto al Senato, pena la decadenza), affiora la mediazione di Fi che punta a far licenziare un ordine del giorno per far sì che la norma possa essere attuata soltanto dopo un confronto con i professionisti.

Europa sempre più calda, raddoppiata la media globale

I numeri nel report Deloitte. Impatto deciso anche sul Pil. E in Italia va ancora peggio Gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi della storia. E l’Europa «guida la classifica», con un tasso di riscaldamento doppio rispetto alla media globale. Una dinamica che in...

Caldo e radiazione solare: nuova brochure INAIL-FORMEDIL

La guida fornisce indicazioni operative per gestire temperature elevate e radiazione solare, dalla pianificazione delle attività al riconoscimento dei primi sintomi Inail e Formedil hanno pubblicato la brochure “Rischio caldo e radiazione solare – Proteggersi è un...

Iscriviti alla newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere aggiornamenti da Opificiumagazine.it

Grazie! Ti sei iscritto alla newsletter.

Pin It on Pinterest