Le novità dalla Commissione europea e le richieste italiane
Novità rilevanti (anche) per il nostro Paese sul fronte dell’energia: la Commissione europea ha «allargato le maglie» sul Patto di stabilità e, nelle ultime ore, sono arrivate informazioni preziose sulle opportunità di sovvenzione.
Nel dettaglio, la flessibilità fiscale comunitaria sulla spesa per il comparto concede deroghe agli Stati fino a un massimo dello 0,6% del Pil cumulato tra il 2026 e il 2028, e dello 0,3% l’anno, all’interno del tetto dell’1,5% massimo per le spese nella difesa; l’organismo di Bruxelles ha reso noto un elenco «esemplificativo e non esaustivo» con 22 voci ammissibili per incassare gli aiuti che vanno dalle colonnine di ricarica agli incentivi per le ristrutturazioni fino agli investimenti in nucleare. Quelle che non compaiono, però, sono le agevolazioni per le auto elettriche.
L’Italia aveva invocato una maggiore elasticità, in uno scenario nel quale pesano le tensioni riguardanti lo Stretto di Hormuz (da cui passavano le navi cariche di greggio, un flusso interrotto quasi del tutto dall’avvio delle ostilità fra Usa e Israele e Iran) e si guarda alla Legge di Bilancio d’autunno, l’ultima del governo di Giorgia Meloni, visto che nel 2027 terminerà la XIX Legislatura.
La lista delle voci Ue, si è appreso, è stata oggetto di un lungo braccio di ferro al Comitato Economico e Finanziario, l’organo consultivo di coordinamento sulle politiche economiche europee composto da alti funzionari delle amministrazioni dei 27 paesi membri, delle banche centrali, della Banca centrale europea e della Commissione Ue; gli investimenti, nelle intenzioni di Bruxelles, dovranno rafforzare in modo strutturale la resilienza del sistema energetico del Vecchio Continente e accelerare l’uscita dai combustibili fossili, ma sono stati esclusi in partenza interventi compensativi sul «caro energia», come le misure sulle accise.
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto ha commentato così: «Sono in corso gli approfondimenti necessari sugli aspetti tecnici e sull’ammissibilità delle singole misure, anche con riferimento ai profili di finanza pubblica, così da poter valutare pienamente le opportunità offerte dalla nuova clausola per l’energia. Ritengo inoltre importante il fatto che la Commissione europea abbia esplicitamente incluso gli investimenti sul nucleare tra quelli che possono rientrare nell’ambito delle misure finanziabili. È un riconoscimento – ha spiegato il rappresentante dell’Esecutivo – significativo della rilevanza che il nucleare può avere nel rafforzamento della sicurezza e della resilienza del sistema energetico europeo e nel percorso di transizione energetica».
Ecco, pertanto, ha sottolineato che l’Italia «sta lavorando per cogliere, con concretezza e responsabilità, tutte le opportunità che questo nuovo quadro europeo può offrire», ha terminato Pichetto.










