Ok in Consiglio dei ministri al nuovo decreto-legge in materia ambientale
Nuove risorse per le bonifiche, procedure ambientali più rapide e un fondo da 11 milioni annui per affrontare gli eventi climatici. Sono alcune delle novità previste dal decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 2 ottobre e assegnato in questi giorni alla commissione Ambiente della Camera. Il provvedimento interviene anche sull’economia circolare e sulla gestione dei rifiuti. «Con questo provvedimento interveniamo su alcuni dei principali nodi dell’azione ambientale del Paese: vogliamo una pubblica amministrazione capace di rispondere con tempestività alle emergenze ambientali e climatiche. Allo stesso tempo, rafforziamo gli strumenti per l’economia circolare e mettiamo risorse importanti sulle bonifiche. La tutela dell’ambiente richiede regole efficaci, tempi certi e capacità di realizzare gli interventi», ha commentato il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
In materia di bonifiche, il testo stanzia ulteriori 200 milioni di euro per la Terra dei fuochi, destinati agli interventi del commissario unico. Le risorse, spiegano da Palazzo Chigi, saranno sottoposte a uno specifico meccanismo di monitoraggio per garantirne il corretto utilizzo.
Sul fronte delle bonifiche dei siti potenzialmente contaminati, il decreto fissa a 150 giorni il termine entro il quale la provincia deve adottare l’ordinanza nei confronti del responsabile della potenziale contaminazione, prevedendo l’intervento sostitutivo della regione in caso di inerzia. Introdotti inoltre criteri per la caratterizzazione ambientale delle aree marine nei siti di interesse nazionale, mentre agli interventi finanziati con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione vengono estese le semplificazioni già previste per la riqualificazione dei siti orfani.
Potenziate anche le attività istruttorie ambientali. Le verifiche di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale dei progetti Pnrr e Pniec vengono attribuite alla commissione dedicata ai due Piani, mentre l’autorizzazione paesaggistica viene inclusa nel procedimento di Via, evitando un’istruttoria separata. Stanziati inoltre 500 mila euro per il 2027 per rafforzare le attività istruttorie del Mase relative al rinnovo e al riesame delle autorizzazioni integrate ambientali, con particolare riferimento ai profili sanitari.
Il decreto istituisce inoltre un Fondo per gli investimenti legati a eventi imprevedibili di natura ambientale e climatica, con una dotazione di 11 milioni di euro annui dal 2027. Gestito dal Mase, lo strumento finanzierà gli investimenti dei comuni per affrontare situazioni come le crisi nella gestione dei rifiuti o i fenomeni di deterioramento ecologico, purché non configurino emergenze ai sensi del Codice della protezione civile. Il contributo massimo sarà di un milione di euro per singolo evento.
Previsti, infine, quattro interventi in materia di economia circolare. Il primo introduce obblighi di trasparenza e di astensione in caso di conflitto di interessi per le organizzazioni che attuano la responsabilità estesa del produttore e per i rappresentanti delle imprese negli organi dei consorzi per la gestione degli imballaggi.
Il secondo innalza i limiti quantitativi per il deposito delle terre e rocce da scavo qualificate come rifiuti e consente, nei cantieri che ne producono fino a 20 metri cubi, il riutilizzo diretto nel sito di produzione, escludendo quelle provenienti da siti oggetto di bonifica o contenenti determinati materiali.
Il terzo chiarisce le condizioni alle quali l’impiego del combustibile solido secondario in sostituzione dei combustibili tradizionali non costituisce una modifica sostanziale dell’autorizzazione integrata ambientale, introducendo un meccanismo di silenzio-assenso.
Il quarto prevede che i produttori di bottiglie in Pet per bevande comunichino annualmente al Consorzio nazionale imballaggi (Conai) i quantitativi immessi sul mercato, oltre alla quantità e alla provenienza della plastica riciclata utilizzata.















