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Infortuni sul lavoro, Italia meglio dell’Ue

da | 29 Set 2026 | Prevenzione e igiene ambientale

I dati nel report annuale dell’Inail. Calano i decessi, ma aumentano le malattie professionali

Sugli infortuni sul lavoro l’Italia fa meglio dell’Europa. Guardando ai dati 2023, ultimi disponibili per i confronti internazionali, il Belpaese registra 991 casi di infortuni non mortali per 100 mila occupati, contro i 1.300 della media Ue-27. Per i casi mortali, invece, siamo in linea con l’Unione europea (1,20 decessi su 100 mila contro 1,23 dell’Ue), nettamente sotto alla Francia (3,50) e abbastanza sopra alla Germania (0,53). È solo uno degli aspetti che si apprendono dalla lettura della relazione annuale dell’Inail, presentata nell’Aula gruppi parlamentari della Camera dei deputati.

Alla presentazione ha preso parte il presidente dell’Istituto, Fabrizio D’Ascenzo, che ha voluto sottolineare le ultime novità normative approvate in materia di sicurezza: «Con l’emanazione del decreto 159 del 31 ottobre, nel 2025 è stato compiuto un decisivo salto di qualità per il rafforzamento del ruolo dell’Inail nella promozione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro», ha spiegato D’Ascenzo. «Convertito nella legge 198/2025, il decreto ha attribuito all’Inail nuove e più ampie funzioni. Ha inoltre previsto la revisione delle aliquote per premiare le aziende virtuose, l’incentivazione dei dispositivi di protezione individuale intelligenti, il rafforzamento della formazione nei settori a maggior rischio, l’adozione di linee guida per il tracciamento dei “near miss” e la consultazione gratuita delle norme tecniche», il pensiero del presidente Inail.

Detto del confronto internazionale, che ci vede quindi più virtuosi di molti paesi, nonché dell’intera media Ue, la relazione si focalizza sugli ultimi dati relativi all’Italia, quindi sul 2025. L’anno scorso le denunce di infortunio complessive sono state 600mila (+1,2% rispetto al 2024), di cui 519mila riguardanti lavoratori (l’80% in occasione di lavoro e il 20% in itinere, queste ultime in crescita del 2,4%) e 81mila relative agli studenti. Le denunce con esito mortale si sono attestate a 1.198 (1.189 per i lavoratori e nove per gli studenti), in calo del 3,3% rispetto alle 1.239 dell’anno precedente. I comparti manifatturiero, costruzioni, sanità, trasporti e commercio raccolgono oltre il 70% del totale delle denunce in occasione di lavoro della gestione Industria e servizi, con quasi il 60% dei decessi concentrato nelle costruzioni, nel manifatturiero e nei trasporti. «Purtroppo, i settori più rischiosi sono sempre gli stessi – ha sottolineato D’Ascenzo – e su questi dobbiamo insistere con ancora più efficaci e mirati interventi di prevenzione».

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Un aspetto centrale è quello delle malattie professionali, su cui l’Inail ha posto sempre maggiore attenzione negli ultimi anni. Anche perché è il fenomeno che registra tassi più alti di crescita: «Le denunce hanno raggiunto quota 98.312, in forte aumento rispetto alle 88.338 del 2024 (+11,3%). Il dato del 2025 è il più alto degli ultimi 26 anni e quadruplica i valori registrati nel 2000». Secondo D’Ascenzo, la crescita costante delle malattie professionali «non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma evidenzia un’efficace emersione del sommerso e una più puntuale azione di prevenzione. L’incremento può essere dunque attribuito a una maggiore informazione e consapevolezza delle tutele assicurative, nonché all’ampliamento nel tempo del novero delle patologie riconoscibili». Con 70mila denunce, pari a tre casi codificati su quattro, le patologie muscolo-scheletriche si confermano le più frequenti.

La relazione passa in rassegna anche le prestazioni economiche erogate dall’Istituto. Sul fronte delle entrate, i premi e i contributi ammontano a 10,38 miliardi di euro, registrando una crescita del 6% rispetto al 2024. Le prestazioni economiche erogate a infortunati e tecnopatici ammontano complessivamente a oltre 5,61 miliardi, in aumento dell’1,70% rispetto all’anno precedente.

Infine, l’Inail dedica un capitolo all’assistenza psicologica verso i lavoratori, in attuazione del protocollo di intesa siglato con il Consiglio nazionale degli psicologi. All’intesa hanno aderito 3.611 iscritti all’Ordine e sono state prescritte oltre 3.800 prestazioni di supporto psicologico e terapeutico.

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