Il Ministro Pichetto Fratin annuncia al Senato l’avanzamento dell’iter per recepire la direttiva europea. Allo studio l’impiego della flessibilità di bilancio concordata con Bruxelles per sostenere l’efficientamento energetico e accelerare la transizione del patrimonio edilizio nazionale.
Prosegue il percorso del Governo per recepire la direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici, conosciuta come Direttiva Case Green (EPBD). Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha già trasmesso la bozza contenente i principi e i criteri direttivi per il recepimento nell’ambito della legge di delegazione europea 2026, attualmente all’esame del Senato. Nel frattempo, sono in corso gli approfondimenti tecnici necessari alla predisposizione del decreto legislativo attuativo.
A fare il punto è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto nel corso del Question Time a Palazzo Madama lo scorso 8 ottobre. Tra i temi principali, oltre all’iter normativo, figura la possibilità di utilizzare la flessibilità di bilancio concordata con l’Unione Europea per finanziare interventi di efficientamento energetico e sostenere la diffusione delle fonti rinnovabili.
La legge di delegazione europea come primo passaggio
Il recepimento della direttiva è subordinato all’approvazione della legge di delegazione europea 2026. Quest’ultima definisce, infatti, i principi e i criteri ai quali il Governo dovrà attenersi nella predisposizione del decreto legislativo destinato a introdurre la normativa comunitaria nell’ordinamento nazionale.
Il MASE ha già avviato le attività istruttorie e gli approfondimenti tecnici preliminari, mentre prosegue il confronto con le amministrazioni centrali coinvolte. L’obiettivo è definire un quadro programmatorio coerente con gli obblighi europei e con gli strumenti disponibili per accompagnare la riqualificazione del patrimonio edilizio.
Il termine generale per il recepimento della EPBD, fissato al 29 maggio 2026, è già scaduto. Il Governo deve quindi completare l’iter legislativo necessario ad attuare la normativa europea, che punta alla decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050. Sul fronte finanziario, poi, occorrerà attendere il via libera definitivo del Consiglio UE e le scelte della Legge di Bilancio 2027 sulla destinazione delle risorse per la sicurezza energetica. Infine, andora da completare il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.
Risorse per ridurre i consumi energetici
Uno dei punti più rilevanti riguarda la possibilità di destinare parte delle risorse rese disponibili dalla flessibilità di bilancio agli interventi per contenere i consumi energetici. Tra i beneficiari potenziali figurano gli immobili della Pubblica Amministrazione, le strutture del Servizio sanitario nazionale, gli edifici scolastici e quelli universitari. Nonostante ciò, tuttora, non sono ancora stati definiti gli stanziamenti, i criteri di accesso o le procedure di finanziamento. L’eventuale attivazione delle misure potrebbe generare nuove attività di diagnosi energetica, progettazione e riqualificazione del patrimonio pubblico.
«L’importante opportunità della flessibilità di bilancio contrattata con l’Unione europea per le spese in materia energetica» dovrà essere orientata, secondo Pichetto, non soltanto all’incremento della produzione rinnovabile, ma anche alla riduzione dei consumi attraverso specifici strumenti di efficientamento.
La riqualificazione energetica degli edifici pubblici rappresenta quindi uno degli ambiti sui quali il Governo intende concentrare l’attenzione, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni degli immobili e contribuire alla riduzione della spesa energetica.
Il collegamento con Piano Casa e PNRR
Il percorso di adeguamento alla direttiva europea si inserisce in una strategia più ampia che comprende il Piano sociale per il clima, il Piano Casa e le misure del PNRR dedicate all’efficientamento dell’edilizia residenziale pubblica.
Questi strumenti concorrono al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e al miglioramento dell’efficienza del patrimonio immobiliare italiano. La loro integrazione con le future misure attuative della direttiva sarà importante per coordinare gli interventi e valorizzare le risorse disponibili. Nello specifico, la risposta del Ministro nel corso del Question time è stata chiara: non sarebbero previsti ulteriori stanziamenti per questi programmi, ma verrebbero collocati nel quadro delle politiche nazionali per la riqualificazione del patrimonio edilizio.
Il confronto con Bruxelles sul caro energia
Il Ministro ha infine sottolineato la necessità di proseguire rapidamente il dialogo con la Commissione europea per rendere operativa la flessibilità finanziaria. L’intento è sostenere famiglie e imprese di fronte al costo dell’energia, riducendo al tempo stesso la dipendenza del sistema nazionale dalla volatilità dei mercati internazionali.
Il prossimo passaggio sarà legato all’avanzamento della legge di delegazione europea 2026 e alla successiva definizione del decreto legislativo. Tempi, modalità operative e strumenti finanziari dovranno essere precisati nel prosieguo dell’iter.















