I numeri nella settima relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza
L’Italia accelera sul Pnrr a un anno dalla chiusura dei rubinetti da parte dell’Unione europea. Dall’11 gennaio al 30 novembre 2025 sono triplicati i progetti conclusi, con la spesa complessiva che ha raggiunto i 101,3 miliardi di euro, pari al 72% delle risorse ricevute dall’Ue. Entro fine anno, con gli ulteriori 12,8 miliardi già garantiti dall’ottava rata, l’Italia avrà incassato 153,2 miliardi, ovvero il 79% dei fondi complessivi che otterrà entro la fine del 2026. È quanto si legge nella settima Relazione sullo stato di attuazione del Piano, adottata il 22 dicembre dalla cabina di regia del Pnrr, guidata dal ministro Tommaso Foti. «La revisione approvata dalla Commissione Ue il 27 novembre ci ha consegnato un Pnrr all’altezza delle nuove sfide della nazione, rafforzando l’efficacia degli interventi in linea con gli obiettivi europei, promuovendo innovazione, semplificazione e crescita», ha commentato il ministro.
Dalla relazione si apprende che, a seguito delle revisioni, ad oggi il Pnrr è composto da 68 riforme e 156 investimenti, per un totale di 575 milestone e target (M&T). Al 30 novembre risultavano conseguiti 366 M&T, pari al 63,7% del totale. Una percentuale cresciuta molto nel 2025, se si considera che l’11 gennaio i progetti conclusi erano 127.000, mentre il 30 novembre erano 383.933 (più che triplicati). A questi si aggiungono altre 152.580 iniziative in corso di esecuzione, per un totale di 550.917 attività finanziate.
Entro fine anno, quindi, l’Italia avrà incassato 153,2 miliardi, anche grazie all’ottava rata, approvata dalla Commissione Ue a inizio dicembre. La cabina di regia è già al lavoro per la nona, con una serie di progetti analizzati a margine dell’adozione della relazione. Tra questi figurano il potenziamento delle linee ferroviarie ad alta velocità lungo le tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania, la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 reti, il rinnovo della flotta dei Vigili del fuoco con 3.800 nuovi veicoli, l’attuazione del programma Gol con il rafforzamento di 326 Centri per l’impiego, il supporto educativo a 44.000 minori nel Mezzogiorno, la digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari, la formazione in competenze digitali di 8.300 volontari tramite le organizzazioni accreditate al Servizio civile universale e di 650.000 dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, il riconoscimento del credito d’imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività destinati a 4.000 imprese turistiche complessive, e la realizzazione di 100 parchi e giardini storici.
La relazione, inoltre, illustra le prossime scadenze legate al Piano che, essendo a scadenza, diventano inderogabili. Entro il 31 agosto 2026 dovranno essere raggiunti tutti gli obiettivi e i traguardi relativi a riforme e investimenti; «ogni azione effettuata dopo tale data non potrà essere presa in considerazione nella valutazione del conseguimento dei risultati da parte della Commissione», si legge nel testo. Entro il 30 settembre 2026 dovrà essere trasmessa da ciascuno Stato membro l’ultima richiesta di pagamento, accompagnata dai necessari elementi rendicontativi.
Non oltre il 31 dicembre 2026, la Commissione dovrà effettuare i pagamenti ai singoli Stati membri









