La decisione nel Consiglio dei ministri, si discute del referendum sulla giustizia
La fine del mese di gennaio, nella Penisola, sta mostrando (con effetti rilevanti) l’annoso problema della fragilità di tanti territori, in occasione dei fenomeni atmosferici invernali: dopo giorni in cui il maltempo ha sferzato principalmente le aree meridionali del Paese, il governo delibera – ed è l’unico punto all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri odierno – lo stato di emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna.
Nel frattempo, a Palermo, a Palazzo d’Orléans, si è insediata la cabina di regia operativa della presidenza della Regione dopo gli eventi meteorologicamente avversi che interessano la Trinacria. E che, allo stato attuale, pur senza una precisa quantificazione, si sa già che hanno provocato danni per centinaia di milioni di euro.«Stiamo intervenendo in maniera più che tempestiva anche, perché – ha detto il presidente Renato Schifani – andando lo scorso fine settimana nei luoghi colpiti dal ciclone Harry ho potuto toccare con mano la disperazione della gente. I siciliani si aspettano che le Istituzioni siano al loro fianco. E noi lo faremo, con grande senso di responsabilità. Mi aspetto la massima collaborazione tra tutti gli uffici della regione. Ho chiesto che non si lavori per compartimenti stagni», ha aggiunto l’ex numero uno del Senato.
Lo sguardo, però, va anche oltre il Mezzogiorno, giacché sono previste neve fino a bassa quota al Nord-Ovest e piogge abbondanti sul versante tirrenico, nelle prossime ore, con una serie di perturbazioni atlantiche umide e instabili che, indicano gli esperti, porteranno minimi di pressione capaci di generare ondate di maltempo a ripetizione.
A metà settimana, più, o meno, dopo il passaggio del primo fronte, ci sarà sull’Italia settentrionale una timida e breve pausa, ma mentre al Centro-Nord il cielo proverà a schiarirsi, il Sud sarà ancora interessato da piovaschi residui ed il vento di Maestrale soffierà con forza sui mari occidentali e sulla Sardegna. Il Pd, per bocca dell’ex ministro Peppe Provenzano, ha segnalato, a proposito della situazione siciliana, che «la riapertura del fronte di frana a Niscemi è una ferita per un’intera comunità, a cui va la nostra solidarietà e vicinanza. Centinaia di sfollati, rischio di isolamento del paese, la situazione è drammatica per le devastazioni causate dal ciclone Harry.
Nei giorni scorsi, come parlamentari siciliani del Pd, avevamo presentato un’interrogazione per chiedere al governo gli interventi urgenti e necessari per la protezione civile e la messa in sicurezza del paese colpito, non abbiamo ricevuto risposta. Ma oggi non è il momento delle polemiche», ha aggiunto.
Nel frattempo, fra gli schieramenti politici e nella società civile, avanza il dibattito sul referendum sulla riforma della giustizia si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo: il centrodestra è «in pressing» per il sì, il centrosinistra per il no.









