Guerra Usa-Israele contro l’Iran, in Italia misure contro il «caro-carburanti»

da | 9 Mar 2026 | In evidenza, Primo piano

L’annuncio di Urso: più efficacia di quando scoppiò il conflitto ucraino

Nello scenario mediorientale si susseguono le operazioni belliche, dopo l’avvio degli attacchi Stati Uniti e Israele contro l’Iran (che hanno, tra l’altro, portato all’uccisione della guida suprema di Teheran, Ali Khamenei, e all’elezione di suo figlio Mojtaba), mentre si svolgono pesanti scontri nel Libano orientale tra le forze militari di Tel Aviv e Hezbollah.

Fra le notizie delle ultime ore quella secondo cui la Casa Bianca ha ordinato al personale dell’ambasciata di lasciare l’Arabia Saudita e le informazioni giunte da un’organizzazione non governativa, Human rights watch, secondo cui il governo di Benjamin Netanyahu avrebbe usato munizioni al fosforo in Libano. Quanto, poi, alle critiche di Usa e Israele al nuovo vertice di Teheran, nelle ultime ore a farsi sentire è stato il ministero degli Esteri della Cina, secondo cui la decisione dell’Iran di nominare Mojtaba Khamenei come nuovo leader supremo, succedendo al padre «è una questione interna» e, dunque, Pechino «si oppone a qualsiasi azione mirata contro il nuovo leader» della nazione sotto attacco.

Per ciò che concerne il ruolo dell’Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato che «non intendiamo diventare parte del conflitto», però le recenti affermazioni del numero uno americano Donald Trump sulla leader della Penisola («cerca sempre di aiutare») hanno scatenato le proteste delle opposizioni, schierate per un netto «no» al coinvolgimento nelle iniziative nel Golfo.

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Secondo l’amministrazione di Washington, intanto, il prezzo del petrolio, dopo lo «choc» iniziale, tenderà a calare «rapidamente», tuttavia i mercati finanziari stanno risentendo da giorni degli effetti dei bombardamenti in aree dalle quali arrivano ingenti quote di greggio.

Intervista al ministro delle Imprese e del made in Italy Urso

A tal proposito, in un’intervista concessa oggi ad un quotidiano, il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha fatto sapere che l’Esecutivo ha strumenti per fermare la corsa dei prezzi dei carburanti maggiormente validi, al confronto di quanto venne messe in campo quattro anni fa, allo scoppio della guerra fra Russia ed Ucraina: le misure di cui si può disporre, ha dichiarato, sono «più efficaci per contrastare la speculazione e stroncare la spirale inflattiva che allora falcidiò il potere d’acquisto delle famiglie» nel 2022, giacché con un decreto del 2023 «abbiamo istituito un efficace sistema di monitoraggio sia sulla rete di distribuzione del carburante sia sull’intera catena del valore, anche sulla filiera alimentare, che ci consente di intervenire attivando, ove necessario, la Guardia di Finanza e gli altri organi di controllo», si legge nell’intervento del titolare del dicastero di via Molise.

E, a seguire, si è soffermato su un tema già toccato da Meloni riguardante eventuali distorsioni nel mercato, citando l’ipotesi dell’introduzione di una nuova imposta sugli extraprofitti: «Se emergessero fenomeni speculativi, siamo pronti a reagire anche con una tassazione compensativa. Nessuna tregua a chi specula», sono state le parole di Urso.

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