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Osservatorio equo compenso, «ricadute positive attese» dalle riforme professionali

da | 3 Feb 2026 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

Terminata la relazione sull’attività del 2025, sarà inviata presto al Parlamento

Lo sguardo dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio della corretta applicazione della legge sull’equo compenso (49 del 2023) si focalizza sulle quattro riforme per l’aggiornamento delle regole delle varie categorie ordinistiche.

Varate dal governo a settembre, sono attualmente, al vaglio dei due rami parlamentari: da questi disegni di legge delega, che conferiscono ai Consigli nazionali poteri significativi su deontologia, formazione, nonché su questioni inerenti le remunerazioni, si dovrebbero avere delle «ricadute positive» per il buon andamento della normativa nel nostro ordinamento.

E, intanto, se soltanto il Notariato ha dato vita finora a delle convenzioni standard per l’implementazione dei dettami della disciplina (per ciò che riguarda le surroghe, con 142 istituti di credito), il Consiglio nazionale dei periti industriali, presieduto da Giovanni Esposito, «ha comunicato di aver intrapreso un’istruttoria» per predisporre modelli «ad hoc» con «le imprese bancarie e assicurative».

È quel che affiora dalla lettura della versione definitiva della relazione sull’attività di controllo effettuata nel 2025 dall’organismo creato presso il ministero della Giustizia, che sta per essere sottoposta alle Camere, come stabilito dalla stessa legge 49 (tuttavia, anche in questa annualità, non viene rispettata la scadenza del 30 settembre); il testo riassume le informazioni fornite dai membri dell’Osservatorio (le rappresentanze ordinistiche e quelle associative), con particolare riferimento alle iniziative adottate sul fronte deontologico e sanzionatorio: si mette in risalto come «solamente i Consigli nazionali degli ingegneri e dei commercialisti hanno avviato procedimenti disciplinari nei confronti degli iscritti» (nel primo caso 8, di cui 7 conclusi e uno terminato con l’irrogazione di sanzioni, nel secondo sono 2 gli Ordini che hanno li hanno aperti e sono in corso di svolgimento).

Dal disegno di legge delega per il riordino globale delle regole di 15 categorie (inclusa quella dei periti industriali), all’esame della commissione Giustizia del Senato, dovrebbe scaturire, recita la relazione, «maggiore certezza del diritto, incremento qualitativo dei servizi offerti» ai liberi professionisti, nonché «migliore organizzazione delle rappresentanze territoriali» e, in generale, un superamento dei divari (di genere, geografici, anagrafici) che limitano lo sviluppo del segmento e un tasso più elevato di «attrattività nei confronti delle giovani generazioni», affinché possano valutare con più interesse l’ingresso nel mercato dell’occupazione indipendente.

Nel testo, però, si puntualizza come sia ancora pendente l’opera di aggiornamento dei parametri per la determinazione dei compensi, in caso di contenzioso giudiziario: nella stragrande maggioranza dei casi tali «paletti» sono stati posti nel 2012 e non più ammodernati. In diverse occasioni i vari Consigli nazionali hanno sollevato la questione dinanzi all’Osservatorio senza, però, ottenere finora dei risultati

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