61 i candidati provenienti da tutta Italia per la prima sessione degli Esami.
Grande soddisfazione espressa dal Presidente dell’Ordine dei Periti Industriali di Napoli, Maurizio Sansone
Si è conclusa la prima sessione nazionale degli esami di abilitazione alla professione di Perito Industriale Laureato all’Università degli Studi di Napoli Federico II, presso la Facoltà di Ingegneria, alla quale hanno partecipato e si sono abilitati 61 candidati provenienti da tutta Italia.
La Federico II è stata, di fatto, la prima Università italiana a pubblicare il bando per gli Esami di Abilitazione alla professione di Perito Industriale, inaugurando il nuovo percorso formativo di accesso alla professione tramite titolo universitario.
La commissione d’esame è stata presieduta dal professor Renato Rizzo Ordinario di Convertitori, Macchine e Azionamenti elettrici alla facoltà di Ingegneria dell’Università “Federico II” di Napoli. Ne hanno fatto parte, come membri effettivi, il professor Pier Luigi Guerriero (Ordinario di Elettronica -Federico II) e Maurizio Sansone, presidente dell’Ordine dei Periti Industriali di Napoli. Membri aggregati per le specifiche competenze degli indirizzi specialistici, rispettivamente per l’università e l’Ordine: Informatica, Giancarlo Sperlì e Maria Stella Pastore mentre per il Design, Antonio Gloria e Corrado Delizia.
“Si tratta di un passaggio che segna una svolta per una professione che in passato prevedeva l’abilitazione dei diplomati presso gli istituti tecnici ed oggi, con il nuovo ordinamento il Perito Industriale Laureato assume un profilo sempre più orientato all’alta formazione tecnica, all’innovazione e alle nuove esigenze del mercato” ha spiegato il Presidente dell’Ordine dei Periti Industriali di Napoli, Maurizio Sansone.
Per il presidente Sansone “è un momento di grande soddisfazione per tutta la categoria e la scelta della Federico II di essere la prima Università italiana ad attivare questo percorso conferma il valore della formazione universitaria soprattutto al Sud e apre una nuova fase per la professione tecnica”.
“Il futuro – continua – richiede professionisti capaci di coniugare competenze specialistiche, conoscenze scientifiche e capacità di innovazione. Questo nuovo modello rafforzerà il ruolo dei periti industriali nei settori strategici dello sviluppo del Paese, dalla trasformazione digitale alla sostenibilità, fino ai nuovi processi produttivi”.








