Si apre l’ultima settimana di campagna referendaria nel nostro Paese
Garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, attraversato dalle navi che trasportano il greggio, rimane fondamentale per il presidente USA Donald Trump, mentre la guerra (condotta insieme alle forze di Israele) contro Teheran prosegue senza sosta. Per la Casa Bianca è essenziale che la Nato dia un segnale, e fonti della stampa locale affermano che l’amministrazione Usa prevede di annunciare già questa settimana che diverse nazioni hanno accettato di formare una coalizione che scorterà le imbarcazioni lungo il corridoio che si estende lungo la costa iraniana, anche se sarebbero ancora in corso discussioni per stabilire se tali operazioni inizieranno prima, o dopo la fine delle ostilità.
Gli attacchi, nel frattempo, non risparmiano le basi italiane, come avvenuto nelle ultime ore in Kuwait: il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano ha fatto sapere che un drone ha colpito uno shelter nella sede di Ali Al Salem, all’interno della quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air del nostro Paese, che è andato distrutto. Il ministro della Difesa Crosetto ha fatto sapere che «il personale presente non è stato coinvolto nell’attacco».
Ma la tensione rimane elevata, nell’intera area, pure se l’esponente governativo ha sostenuto che «la perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati» in quella zona del Golfo. Ed il collega degli Esteri Antonio Tajani ha detto: «Non ci facciamo intimidire, le missioni continuano: il «target» erano gli Stati Uniti, non noi». Le parole dei rappresentanti dell’Esecutivo, però, non hanno placato le critiche delle opposizioni che hanno chiesto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni torni a riferire in Parlamento sull’andamento del conflitto contro l’Iran, nel quale, aveva affermato giorni fa, l’Italia non è direttamente coinvolta.
Referendum
Il 22 e il 23 marzo, com’è noto, gli abitanti del Belpaese saranno chiamati ad esprimersi sul referendum confermativo sulla giustizia: quella che si è aperta oggi è l’ultima settimana di campagna elettorale prima delle votazioni per il «sì», o per il «no» alla consultazione. Fra centrodestra e centrosinistra le giornate proseguono con accuse incrociate, in vista degli interventi in piazza e in tv fino a venerdì. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, intanto, ha richiamato le scuole alla «par condicio», in questi giorni, specificando, si legge nel testo inviato agli istituti, che «gli uffici scolastici regionali dovranno effettuare i dovuti riscontri nel caso in cui arrivino segnalazioni di mancato rispetto dell’equilibrio tra favorevoli e contrari negli appuntamenti che si stanno svolgendo nei locali.
Mercoledì a piazza del Popolo a Roma si terrà la chiusura della campagna con i leader del centrosinistra, ma il M5s ha annunciato per venerdì al Palazzo dei Congressi, sempre nella Capitale, un evento con molti ospiti anche del mondo dello spettacolo schierati per il «no». Meloni, invece, interverrà venerdì su Rai 1 per sostenere le ragioni del «sì».









