15 Ordini uniti e soddisfatti di questo importante risultato. Il Ddl passerà ora alla Camera per l’approvazione definitiva
Una riforma tanto attesa che ottiene il primo via libera dal Senato e che ci vede uniti, 15 Categorie professionali molto diverse tra loro, e soddisfatti per questo importante risultato.
Il disegno di legge delega per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali, che adesso passerà alla Camera per l’approvazione definitiva, è certamente una rivoluzione per il mondo delle professioni ordinistiche, un passaggio cruciale per adeguare il sistema ordinistico ai profondi cambiamenti del lavoro, della società e della tecnologia a cui assistiamo quotidianamente. Una riforma necessaria, come necessario era restituire centralità agli Ordini chiamati a svolgere, da sempre, un ruolo sussidiario nei confronti dello Stato e della collettività.
Il percorso non è ancora finito. E dopo l’approvazione della Camera dei Deputati si aprirà un’altra fase importante: quella dell’emanazione dei decreti legislativi. Fondamentale sarà anche in questo caso essere uniti, come fatto finora dalle 15 categorie professionali coinvolte, per un obiettivo comune: “modernizzare”. E modernizzare gli Ordinamenti – da sempre garanti di competenze, legalità, indipendenza – significa modernizzare il “Paese”, poter affrontare le sfide del futuro.
Come sottolineato dal Ministro Calderone, che ha firmato il provvedimento con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, si tratta di «una grossa opportunità che guarda al futuro delle professioni». Ed è forse proprio per questo motivo che per la prima volta si è costruito un vero dialogo tra Consigli Nazionali – grazie anche al ruolo svolto da ProfessionItaliane – e con pazienza, confronto e un grosso spirito di responsabilità si è arrivati ad ottenere una visione comune di intenti, un coordinamento tra i vari ministeri vigilanti e ad evitare sovrapposizioni o ampliamenti di competenze non giustificati. Un sentito ringraziamento per il risultato raggiunto va anche al Senatore Rastrelli (FdI), relatore dell’A.S. n. 1663, che in questi mesi ha lavorato molto su una riforma che potesse essere “equilibrata”, basata su principi comuni a cui potessero ispirarsi le categorie coinvolte.










