martedì, 27 Settembre 2022

Unire le competenze per un progetto comune: le comunità energetiche

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“Mettiamo a disposizione le nostre competenze per un progetto comune per il nostro Paese. E lo facciamo siglando accordi con i comuni, con le comunità montane con gli enti gestori dei servizi energetici. Perché in questa partita dobbiamo vincere tutti”. Con queste parole il Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti industriali e dei Periti industriali Laureati, Giovanni Esposito apre i lavori del convegno “Le comunità energetiche motore di innovazione e di sviluppo. Il ruolo delle professioni tecniche” che, dopo Napoli e Venezia, ha fatto tappa a Milano il 24 febbraio scorso. Il tour di eventi, voluto dal Cnpi realizzato in collaborazione con Ancitel Energia e Ambiente srl, è finalizzato ad approfondire il nuovo modello di sviluppo dato dalle comunità energetiche, le relative opportunità ambientali, sociali ed economiche, e soprattutto a mettere a terra in concreto tutte quelle iniziative  per raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione che ancora si fatica a realizzare. Un progetto che come ha evidenziato il Presidente non si ferma solo all’organizzazione di convegni itineranti sul territorio nazionale per far conoscere i vantaggi della condivisione di energia rinnovabile, ma si concluderà con un progetto concreto: “Illuminare la speranza” che prevede la realizzazione di un modello di comunità energetica, grazie al lavoro degli sponsor e di altri produttori, e la progettazione di professionisti esperti, quali i periti industriali, per la realizzazione di una CER in una zona particolarmente disagiata del Paese. Un progetto concreto su cui il Cnpi sta già lavorando grazie ad alcuni accordi e protocolli d’intesa finalizzati alla realizzazione di questa iniziativa dal grande valore sociale ed ambientale.

Il tema della transizione energetica rimane decisivo infatti per il futuro del Paese come ha ricordato nel corso dell’evento Raffaele Cattaneo, assessore ambiente e clima della Regione Lombardia. Si tratta “di un percorso di cambiamento che dobbiamo fare entro in questo decennio e completare entro il 2050” e che possiamo paragonare, per dimensioni e rilevanza, solo alla rivoluzione industriale. Per l’Assessore della Regione, così come per l’Assessore all’Ambiente e al verde della città di Milano, Elena Eva Maria Grandi, intervenuta a seguire, siamo davanti ad un tempo in cui dobbiamo cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo l’energia e le comunità energetiche possono esserne il volano. Per questo motivo, infatti, la Regione ha approvato una legge regionale che prevede forme di sostegno alla creazione delle comunità energetiche. Un provvedimento approvato all’unanimità che testimonia come tutte le forze politiche hanno ritenuto che questo rappresenti uno strumento essenziale. E a non mancare sono alcuni progetti pilota sul territorio di Milano, già in fase di avvio,  per la creazione di comunità energetiche.

In questa partita ad essere fondamentale, oltre al ruolo dei professionisti, è quello dei Comuni, ma dice Mauro Guerra, presidente Anci Lombardia, “dobbiamo costruire velocemente un percorso che ci consenta una transizione energetica partecipata dal basso. Dobbiamo affrontare questa sfida provando a ragionare non solo in termini di ingegneria tecnica, ma anche di ingegneria di relazione che deve essere consolidata, condivisa e costruita insieme. Per farlo abbiamo bisogno di centri di competenza che accompagnino i territori”. A non mancare nel corso della giornata, il contributo del GSE con Emanuela Testa, Funzione Promozione e assistenza alla PA, che ha approfondito il tema dell’autoconsumo e delle CER e dei vantaggi, oltre che dei vari ruoli che possono ricoprire, gli enti locali a livello singolo e collettivo, oltre ad annunciare uno strumento che il GSE sta costruendo insieme ad ANCI per sintetizzare i possibili step, oltre che delle esperienze e delle azioni da seguire per il supporto nella fase di realizzazione e produzione della comunità energetiche rinnovabili.

A ribadire come le comunità energetiche rappresentino un driver importante per la transizione ecologica e lo sviluppo degli impianti a fonte rinnovabile è poi Paolo Arrigoni, Questore del Senato e membro della Commissione Ambiente, beni a ambientali e territorio e responsabile Energia della Lega. A livello locale, spiega, sono diversi i benefici ambientali in quanto si consente la riduzione dell’uso di fossili a favore delle fonti rinnovabili e meno perdite di Rete. Chi parteciperà alle comunità energetiche avrà anche vantaggi in termini economici e di risparmio in bolletta, oltre ai benefici sociali per sopperire alla povertà energetica e perché potranno nascere nuove professionalità o, ancora, quelle già in essere potranno implementare su questo fronte le proprie competenze. Per il Senatore, dopo l’esperienza di questi due anni, il Governo è pronto ad accogliere esperienze dal territorio per rimuovere qualsiasi barriera, in primis fiscali, per semplificare i progetti e far crescere il numero delle comunità energetiche nel Paese. Lo strumento, infatti, ribadisce Gianni Pietro Girotto, Presidente X Commissione Industria Commercio e Turismo del Senato della Repubblica, è ancora pochissimo conosciuto nonostante ci siano diversi fondi a disposizione degli enti pubblici per realizzare le comunità, oltre la possibilità per gli agricoltori di poter accedere ad un Fondo di garanzia ad hoc, stabilito con questa Legge di Bilancio. Una creazione, dunque, possibile ma che deve tener ben presente la forma giuridica da attribuire a queste nuove realtà, così come fa notare nel corso del suo intervento Andrea Baldanza, magistrato della Corte dei Conti. Per realizzarle, infatti, sono presenti tutta una serie di regolamenti e strumenti di pianificazione che se ben attuati possono agevolarne lo sviluppo, se dimenticati possono invece rallentarne il processo”.

A conclusione della giornata di lavori la tavola rotonda che ha visto intervenire: Claudio G. Ferrari, Presidente Federesco; Dario Fossati, Direttore Generale Ambiente e Clima della Regione Lombardia; Stefano Masini, Responsabile Area Ambiente e Territorio Coldiretti; Barbara Meggetto, Presidente Legambiente Lombardia; Elena Colombo dirigente della struttura gestione Invasi idroelettrici, utenze idriche e reti energetiche Direzione Generale Enti locali, Montagna e Piccoli comuni della Regione Lombardia e Ivan Roncelli, Responsabile Efficienza Energetica e terziario A2A Energy Solutions. E i case study raccontati da Emiliano Lottaroli, Sindaco di Turano Lodigiano e Andrea Poggioli, Legambiente Lombardia.

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