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Uni: presentate le linee strategiche fino al 2024

da | 2 Dic 2022 | Competenze multidisciplinari, In evidenza

Gli obiettivi

Ascolto e condivisione con tutti gli stakeholders, modernizzazione e integrazione tra legislazione e normazione, ma soprattutto diffusione “del sistema Uni” e di una diversa cultura delle norme. Parte da questi obiettivi il piano strategico che l’Uni, l’Ente italiano di normazione si è posto da qui alla fine del mandato nel 2024. Una serie di azioni che accompagneranno la governance dell’ente che ormai da un anno conta tra le fila dei soci fondatori, in particolare alla vicepresidenza, anche i rappresentanti delle professioni, tra cui il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali Giovanni Esposito.

Una delle priorità illustrate proprio dal Presidente del Cnpi lo scorso 30 novembre davanti all’assemblea dei soci e ai componenti degli organi tecnici è proprio quella di rafforzare la capacità di comprendere nuove esigenze del mercato e della società e di offrire soluzioni utili in termini di prodotti e servizi della normazione. Ma questo, ha precisato, si potrà fare solo attraverso un coinvolgimento diretto delle parti interessate, con l’obiettivo di semplificare il quadro delle norme che regolano le attività del Paese e le modalità secondo le quali vengono messe a punto.

La normazione tecnica, infatti, si rivolge a un panorama di soggetti estremamente ampio, nel quale figurano oltre a destinatari tradizionali come le industrie e le pubbliche amministrazioni, anche una quota crescente di utenti e consumatori, centri di ricerca e università, PMI e ordini professionali.

Questo significa lavorare per favorire quella partnership anche con la pubblica amministrazione per integrare l’attuale legislazione –semplificandola- con la normazione consensuale, evitando, nello stesso tempo, sovrapposizioni e conflitti e ponendo particolare attenzione alla fase pre-normativa.

Ma la sfida di sempre è quella di lavorare per diffondere le norma e, quindi, la cultura della regola d’arte verso tutti gli addetti ai lavori e gli utenti finali favorendo un’applicazione consapevole della norma vista, non come rispetto di un vincolo, ma come strumento di competitività e di opportunità. In concreto sarà quindi necessario sviluppare un piano di diffusione della cultura normativa, dei prodotti e servizi, che ne illustri a tutte le componenti della società civile i relativi benefici. Il messaggio insomma deve essere chiaro: le norme UNI sono la scelta prioritaria di standardizzazione sul mercato italiano. Ovviamente in questo scenario la scelta della collaborazione con il mondo delle imprese e delle professioni sarà proritario per far crescere la platea di chi utilizza le norme UNI di oggi e di chi partecipa all’elaborazione delle norme di domani.

“Il nostro impegno”, ha affermato nella sua relazione il presidente del Cnpi Giovanni Esposito, “sarà proprio quello di far comprendere come le norme siano un patrimonio della nostra società che non può essere a beneficio di pochi ma deve essere a disposizione di molti. Per questo è necessario contribuire alla definizione di normative chiare, snelle ed efficaci e finalizzate a migliorare la qualità complessiva dei servizi offerti sul mercato. Oggi la vera sfida dell’Uni, accanto certamente a quella di produrre le norme, è di creare un interesse verso le stesse, ma affinchè questo accada dobbiamo lavorare in maniera sinergica per trovare soluzione condivise”.

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