Riparte la discussione per istituire un organo parlamentare sulle catastrofi naturali
Istituire una commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e simico del territorio italiano, che vigli anche sull’attuazione delle norme di prevenzione e sicurezza e sugli interventi di emergenza e di ricostruzione a seguito degli eventi calamitosi del 2009. È questo l’obiettivo del documento XXII n. 31 della Camera dei deputati, atteso nelle varie commissioni di Montecitorio questa settimana. La proposta, in realtà, era stata presentata già il 31 maggio del 2023, ma i lavori si sono svolti a rilento. In questi giorni, tuttavia, pare che il documento possa essere discusso, visto che è nel calendario di più di una commissione della Camera.
La proposta parte da una base ferrea, ovvero i numeri. Come si legge nella parte iniziale del testo, infatti, in Italia “2.132 comuni, pari al 27 per cento circa del totale, presentano un rischio naturale alto o medio-alto, per una superficie territoriale complessiva di quasi 95.000 chilometri quadrati (pari al 31 per cento del totale del territorio nazionale) e una popolazione di 19,8 milioni di abitanti (pari al 34 per cento)”. I comuni a rischio alto sono 442, interessano quasi 18.000 chilometri quadrati di territorio (5,9 per cento della superficie nazionale) e sono abitati da 8,2 milioni di abitanti, pari al 13,7 per cento della popolazione italiana. I comuni a rischio medioalto sono 1.690, interessano quasi 77.000 chilometri quadrati di territorio (il 25 per cento della superficie nazionale) e sono abitati da 11,6 milioni di persone.
Nei comuni classificati a rischio naturale alto o medio-alto risiedono oltre 20 milioni di persone, delle quali ben 5,3 milioni in Campania e 4 milioni in Sicilia. In queste regioni il pericolo di frana interessa rispettivamente 189.000 e 12.500 persone, il pericolo di alluvione riguarda 60.000 persone in Campania e 20.800 in Sicilia. Nel Lazio e in Calabria la popolazione residente nei comuni classificati a rischio alto o medio-alto ammonta a circa 1,7 milioni di persone. In particolare, in Calabria 12.500 persone sono in aree soggette a pericolo di frana elevata e 20.800 persone nelle aree soggette a pericolo di alluvione, nel Lazio 13.500 persone sono in aree esposte a pericolo di frana e 11.200 persone in aree esposte a pericolo di alluvione. Tra le situazioni più problematiche viene segnalata anche l’Emilia-Romagna per l’esposizione al rischio di alluvione, con 171.500 persone esposte a questo problema e altre 35.300 persone che vivono nelle aree di pericolo di frana, “a cui si aggiunge la recente scoperta, a seguito degli eventi tellurici del 2012, della contemporanea presenza del rischio sismico”.
I lavori della commissione, quindi, dovranno partire da questi numeri. I membri della stessa dovranno verificare l’attuazione e l’efficacia della normativa nazionale e regionale, individuare eventuali carenze e ostacoli, accertare il livello di controllo, definire proposte e soluzioni per migliorare l’impianto regolatorio. L’organo sarà composto da 18 deputati nominati dal presidente della Camera in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari.














