Un Superbonus per le assunzioni

da | 30 Apr 2024 | Competenze multidisciplinari

L’annuncio del viceministro Leo a margine del Cdm che ha approvato il Dl Coesione

Una super deduzione al 120% per le assunzioni, per creare una sorta di “Superbonus del lavoro”. A ciò si aggiungono una serie di incentivi per l’autoimprenditorialità, con un occhio ben attento verso i professionisti e le aggregazioni tra gli studi. È il nuovo pacchetto lavoro del governo, almeno secondo quanto previsto dal cosiddetto Dl Coesione, approvato in Consiglio dei ministri il 30 aprile.

Un Superbonus per le assunzioni, quindi, che è stato illustrato dal viceministro dell’economia Maurizio Leo al termine del Consiglio dei ministri: “Per quanto riguarda la superdeduzione del 120% per le assunzioni, si sta procedendo a un decreto interministeriale a firma del ministro Giorgetti e del ministro Calderone per fissare le regole di applicazione di questa disciplina”. Novità in arrivo, quindi, per un nuovo incentivo che dovrebbe impattare fortemente sul mercato italiano.

Rimandato anche il bonus 100 euro, che andrà a “un milione di famiglie”. Il bonus sarà destinato alle famiglie che hanno al massimo 28.000 euro di reddito di lavoro dipendente, considerando anche il reddito complessivo del 2024. Mentre per i nuclei monogenitoriali la condizione è che “il figlio deve beneficiare della detrazione per figli a carico”. Il bonus era atteso già nel 2024, ma la mancanza di coperture ha portato allo spostamento all’inizio del prossimo anno. Leo ha più volte sottolineato la necessità di rispettare i vincoli di spesa, ancora più stringenti dopo l’approvazione del nuovo patto di stabilità. ”Dobbiamo trovare l’equilibrio per le coperture, la nostra stella polare è muoversi in questa direzione”, le parole di Leo.

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Oltre ai bonus, come detto, il decreto introduce una serie di incentivi per le assunzioni di donne e giovani e per l’autoimprenditorialità. Nel dettaglio, al primo luglio 2024 al 31 dicembre 2025 per le assunzioni di giovani under 35 a tempo indeterminato è previsto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro entro il limite di 500 euro mensili per un massimo di 24 mesi. Per le lavoratrici svantaggiate, di tutte le età, invece l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali arriva nel limite massimo di 650 euro mensili. Gli incentivi saranno destinati, tra le altre cose, anche all’apertura di una partita Iva. Si tratta di contributi a fondo perduto, che dovrebbero essere destinati ai giovani fino a 35 anni, le donne inoccupate, inattive e disoccupate, le persone inattive e più in generale quelle che rientrano in alcune categorie fragili.

Infine, sul lavoro autonomo, le modifiche partono da un assunto, citato da Leo: “i professionisti avevano un trattamento fiscale differenziato rispetto agli imprenditori, che analiticamente portano in deduzione i costi, mentre per il lavoro autonomo c’erano tanti componenti che lasciavano molti interrogativi. Abbiamo fatto chiarezza sul punto, facendo in modo che ci sia piena asimmetria tra le imprese e i professionisti”.

Infine, la spinta alle aggregazioni professionali: “oggi, se due studi si volessero mettere insieme, dovrebbero pagare Iva per quanto riguarda le dismissioni dei cespiti. Ora, assoggetteranno questi trasferimenti a mera imposta di registro e se ci saranno plusvalori quei plusvalori non saranno tassati e verranno sospesi, per poi essere tassati nel momento di realizzo. Questa”, conclude Leo, “è una svolta epocale per il mondo delle professioni”.

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