Un protocollo per migliorare il riciclo degli imballaggi di plastica nell’industria alimentare

da | 30 Dic 2021 | Ambiente, cave e miniere

Aumentare l’efficienza del riciclo della plastica lavorando sugli imballaggi dell’industria alimentare

Questo il principale obiettivo del protocollo d’intesa tra Ministero dello sviluppo economico, Unione italiana food, Giflex e Ucima, firmato lo scorso 16 dicembre a palazzo Piacentini. A livello numerico, il piano ha come finalità quella di recuperare e riciclare circa 50.000 tonnellate di materie plastiche da destinare ad un secondo utilizzo ipotizzando, come target di partenza, un recupero e riciclo del 50% di imballaggi flessibili raccolti.

Saranno previsti tavoli tecnici che studieranno soluzioni tecnologiche, da applicare sulle linee di produzione di packaging e su quelle confezionatrici, per rendere possibile l’utilizzo di nuovi materiali e migliorare i sistemi automatici di selezione e pretrattamento dei rifiuti di imballaggi in plastica ed evitare che vengano inviati in discarica o all’incenerimento. Il primo passo operativo del protocollo sarà l’attivazione del tavolo tecnico entro gennaio 2022, dedicato all’analisi dei problemi degli imballaggi di plastica nella filiera alimentare. “È un progetto che approccia in maniera corretta la sfida della sostenibilità ambientale delle nostre aziende e che si pone nella giusta traiettoria del Pnrr”, le parole del ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. “Il Mise favorisce, in collaborazione con le università, il trasferimento tecnologico dalla ricerca alle imprese”.

Come ricordato anche al momento della firma, quello degli imballaggi dell’industria alimentare è uno dei settori maggiormente critici per quanto riguarda l’utilizzo e il riciclo della plastica. Secondo un’analisi effettuata nel 2019, solo il 18% della plastica utilizzata nel comparto viene riciclata, mentre più di un terzo degli imballaggi sfugge a qualunque sistema di controllo. Ogni anno, in Italia, vanno sul mercato circa 180 mila tonnellate di imballaggi flessibili, di cui l’80% destinati ai prodotti alimentari. Gli imballaggi flessibili, composti in prevalenza da materie plastiche, sono molto usati dall’industria alimentare, che li sceglie per il 50% dei suoi imballaggi. Secondo il Piano per l’economia circolare dell’Unione europea, entro il 2025 il 50% degli imballaggi plastici dovrà essere riciclabile, mentre entro il 2030 tutti gli imballaggi sul mercato dell’Ue dovranno essere riutilizzabili o riciclabili in modo economicamente sostenibile.

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A livello generale, secondo i dati riportati da Corepla, Il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, nel 2020 si è incrementato il volume della plastica raccolta, che è passato da 23,7 a 25 kg per abitante. Le regioni che hanno le migliori performance sono l’Umbria e la Sardegna, che superano i 32 kg.

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