Tornato a riunirsi l’Osservatorio del ministero della Giustizia per aggiornare la legge
Il viceministro della Giustizia con delega alle professioni Francesco Paolo Sisto non ha dubbi: l’iter di implementazione della legge sull’equo compenso (49 del 2023) è una sorta di «work in progress». E, per rendere ancora più robusta la tutela dei professionisti sotto il profilo dei pagamenti, le recenti riforme delle varie categorie, licenziate dai Consigli dei ministri della prima metà del mese di settembre, rappresenteranno un veicolo privilegiato nell’ultimo scorcio della XIX Legislatura. È ciò che è affiorato nella riunione di ieri mattina dell’Osservatorio nazionale per il monitoraggio dell’applicazione della disciplina sulla giusta remunerazione degli autonomi del sistema ordinistico e associativo; i rappresentanti del dicastero di via Arenula, in particolare, hanno illustrato i provvedimenti legislativi di riordino del settore in generale e per l’aggiornamento delle regole per l’esercizio delle attività degli avvocati e dei dottori commercialisti ed esperti contabili. E, poi, hanno rappresentato il forte impegno del ministero nell’istruttoria dei tre disegni di legge delega, specificando che l’obiettivo è individuare i criteri e gli aspetti di continuità dei testi in discussione parlamentare per coordinarli con le disposizioni vigenti.
Nello specifico, ci si adopererà, è stato riferito nella seduta (come di consueto svolta in modalità telematica), nell’adozione della legislazione delegata, in modo da avere una interlocuzione diretta con le professioni interessate dalle riforme e riceverne indicazioni operative e concrete circa l’individuazione specifica delle attività professionali, in modo da conoscere la caratteristiche, la complessità dell’opera, la qualità e quantità dell’impegno professionale, ai fini di individuare l’equità del compenso; l’obiettivo è che l’emolumento sia qualificante per il professionista rispetto all’attività che deve svolgere con un rapporto di qualità della prestazione adeguato, nel rispetto della legge 49. L’iter dei provvedimenti, è stato detto, dovrà tenere conto dell’esigenza di armonizzare le discipline vigenti dietro la spinta dell’innovazione tecnologica, adeguando le leggi ai cambiamenti della società, in modo che anche gli esponenti del mondo delle professioni ne abbiano benefici.
Grande rilievo sarà assegnato alla copertura assicurativa del professionista, con i Consigli nazionali, fra cui quello dei periti industriali, che saranno chiamati a formulare specifiche convenzioni con le compagnie assicurative e le condizioni di polizza, sia per la responsabilità civile (già obbligatoria), sia per quella legata all’infortunio del professionista (oggi obbligatoria solo per gli avvocati). Il lavoro, poi, dovrà portare all’estensione dei dettami della legge a tutti i rapporti contrattuali senza distinzioni tra committente forte pubblico, o privato.
La prossima riunione dell’Osservatorio verrà convocata entro i primi quindici giorni di dicembre.














