mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Transizione green e digitale nel nuovo CCNL chimica

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Il nuovo contratto collettivo per la chimica come strumento per accompagnare la transizione digitale ed ecologica. Oltre agli aumenti, infatti, il Ccnl presenta una serie di elementi, anche innovativi, come linee guida sui processi di transizione per le aziende, percorsi di raccolta e definizione delle competenze con incontri e approfondimenti legati proprio al digitale e alla sostenibilità.  

Insomma, un contratto collettivo che “guarda al futuro e alla transizione digitale, regolando nel modo giusto i tempi di lavoro e di vita in un contesto generale in costante mutazione”, usando le parole di Marco Falcinelli (Filctem). Che, tra le altre cose, è stato firmato in anticipo sulla scadenza naturale dalle parti in causa (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec, Ugl Chimici, Failc-Confail, Fialc-Cisal e Federchimica, Farmindustria). L’accordo riguarda il periodo che va dal 1° luglio 2022 al 30 giugno 2025 e coinvolge 210 mila lavoratori occupati in oltre 3 mila aziende dell’industria chimica, chimica-farmaceutica, farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e Gpl. 

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Molte le novità per il miglioramento dei rapporti industriali. Le più importanti sono citate sul sito di Randstad dedicato al nuovo Ccnl: dalla creazione di nuove sezioni da dedicare all’inclusione sociale, parità di genere e trasformazione digitale all’interno dell’Osservatorio Nazionale alla raccolta di competenze specifiche e certificate che possano favorire e migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore, dall’organizzazione, da parte dell’Osservatorio Farmaceutico, di incontri a cadenza regolare e sezioni tematiche dedicate alla sensibilizzazione sull’adesione consapevole al welfare previsto dal contratto. Infine, si parla di diffusione di una cultura di sviluppo sostenibile, anche attraverso iniziative di tipo formativo e dell’istituzione della “Giornata nazionale Sicurezza Salute e Ambiente” diventa “Giornata nazionale Salute Sicurezza e Sviluppo Sostenibile”.

Dal punto di vista economico, l’accordo prevede un incremento di 204 euro che comprenderà i 32 euro di Edr (elemento distinto della retribuzione) che sono già stati erogati dalle imprese e che verranno portati sui minimi. Secondo Nora Garofalo, numero uno della Femca, il meccanismo dell’Edr «utilizzato in questo contratto per la verifica degli scostamenti inflattivi ha dimostrato di funzionare perfettamente: nei periodi di bassa inflazione ha permesso di mitigare le ricadute sui minimi contrattuali, mentre adesso consente di consolidarli. È un meccanismo di bilanciamento e di compensazione che si è rivelato estremamente utile per l’applicazione del Patto per la fabbrica”.  Aumenti in un settore che è già tra quelli che vede i migliori livelli salariali minimi.

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