Transizione 5.0: dal Decreto PNRR 6,3 miliardi per le imprese

da | 4 Mar 2024 | Impiantistica elettrica e automazione

Tra le misure del DL 19/2024 (Decreto PNRR-quater), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2023 e già in vigore, merita senz’altro un approfondimento a parte l’articolo 38, rubricato “Transizione 5.0

L’iniziativa, proposta dal MIMIT, mira a favorire gli investimenti in digitalizzazione e nella transizione ecologica delle imprese attraverso un nuovo schema di crediti d’imposta.

Transizione digitale e green delle imprese: 13 miliardi di investimento complessivo

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Il Piano prevede un finanziamento di 6,3 miliardi di euro, che si aggiunge ai 6,4 miliardi già contemplati dalla legge di bilancio.

In totale, si tratta quindi di circa 13 miliardi che saranno destinati, nel biennio 2024-2025, per sostenere la transizione 5.0, digitale e green delle imprese italiane.

Quali interventi saranno incentivati

Le imprese avranno accesso a un credito d’imposta automatico, senza alcuna valutazione preliminare e senza discriminazioni legate alle dimensioni, settore o posizione geografica.

Saranno incentivati gli investimenti in beni materiali e immateriali, a condizione che si registri una riduzione dei consumi energetici dell’unità produttiva pari almeno al 3% (o al 5%, se riferito al processo interessato dall’investimento).

Inoltre, saranno accolti anche gli investimenti in nuovi beni strumentali per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e le spese per la formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o consolidamento di competenze nelle tecnologie per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi.

Nell’ambito dei progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici nelle misure e alle condizioni di cui al comma 4, sono inoltre agevolabili:

  • gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Con riferimento all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonte solare, sono considerati ammissibili esclusivamente gli impianti con moduli fotovoltaici di cui all’articolo 12, comma 1, lettere a), b) e c) del decreto-legge 181/2023. Gli investimenti in impianti che comprendano i moduli di cui alle lettere b) e c) concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari, rispettivamente, al 120% e al 140% per cento del loro costo.
  • b) le spese per la formazione del personale previste dall’articolo 31, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi, nel limite del 10% degli investimenti effettuati nei beni di cui al comma 4 e comma 5, lettera a), e in ogni caso sino al massimo di 300 mila euro, a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti esterni individuati con decreto del MIMIT di cui al comma 17 e secondo le modalità ivi stabilite.

Credito di imposta; percentuali e aliquote 

Il credito d’imposta è concesso in base alle seguenti percentuali:

  • 35% del costo per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 15% per gli investimenti oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • 5% per gli investimenti oltre i 10 milioni fino a un massimo di 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.

Nel caso di investimenti realizzati attraverso contratti di locazione finanziaria, il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni è considerato.

Per gli investimenti nei beni specificati nell’allegato B alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, utilizzati con soluzioni di cloud computing, si considera anche il costo relativo alle spese per servizi imputabili per competenza.

La misura del credito d’imposta per ciascuna quota di investimento è incrementata nei seguenti casi:

  • al 40%, 20%, e 10% nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale superiore al 6%, o alternativamente, di riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento superiore al 10%, ottenuta tramite gli investimenti nei beni specificati nel comma 4;
  • al 45%, 25%, e 15% nel caso di riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale superiore al 10%, o alternativamente, di riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento superiore al 15%, conseguita tramite gli investimenti nei beni al comma 4.  

Modalità di fruizione del credito

La fruizione del credito avverrà mediante la presentazione del modello F24 in un’unica rata, con la possibilità di compensare l’eccedenza non utilizzata entro il 31 dicembre 2025 in 5 rate annuali di uguale importo.

Le dichiarazioni del ministro Adolfo D’Urso

Il Ministro Adolfo Urso ha dichiarato: “Il Piano Transizione 5.0 è il fulcro della nostra politica industriale, progettato per permettere alle imprese di innovarsi e affrontare la sfida delle transizioni digitale e green nei cruciali anni 2024/2025, quando si riconfigurano gli assetti geoeconomici. Oltre agli investimenti in beni strumentali, la misura è orientata anche alla formazione dei lavoratori, poiché le competenze sono decisive, soprattutto per il nostro Made in Italy“.

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