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martedì, 30 Novembre 2021
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Transizione 4.0 decrescente nella Manovra 2022: dal 2023 incentivo ridotto. Ecco come

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Il DDL relativo alla legge di Bilancio 2022, approvato lo scorso 28 ottobre dal Consiglio dei Ministri ma non ancora depositato in Parlamento (che poi dovrà iniziare il lungo esame per la redazione della versione definitiva) riduce l’entità del contributo previsto per investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 – cd. Transizione 4.0.

Il riferimento ‘momentaneo’ è il corposo articolo 9, rubricato “Proroga del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali «Transizione 4.0» e del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative”.

Le proroghe: cosa resta e cosa no

Nel testo si prevede la proroga, al periodo 2023 e successivi, dei principali crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0:

  • il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi 4.0, sia materiali, sia immateriali;
  • il credito d’imposta per investimenti in attività di R&S, Innovazione Tecnologica, Design e ideazione estetica.

Restano quindi escluse, nel testo del 28/10, dalla proroga al 2023 e anni successivi:

  • il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi ordinari, sia materiali, sia immateriali. Esso termina con gli investimenti effettuati entro il 31.12.2022 ovvero entro il 30.06.2023 su valida prenotazione al 31.12.2022;
  • il credito d’imposta formazione 4.0. Esso termina con le attività formative effettuate entro il periodo d’imposta in corso al 31.12.2022.

Investimenti in beni strumentali fino al 31.12.2022: occhio alle nuove “clausole”

Il credito attuale d’imposta del 40% si potrà ottenere solo per i beni consegnati entro il 31 dicembre 2022. Decade quindi la facoltà – prevista ad oggi ma cancellata dal nuovo DDL Bilancio – di pagare un acconto del 20% entro la stessa data e di farsi consegnare i beni 4.0 entro il 30 giugno 2023.

Quindi:

  • per gli investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2021 ovvero entro il 30.06.2022 su prenotazione al 31.12.2021, il credito d’imposta sarà del:
    • 50% entro 2,5 milioni di euro,
    • 30% oltre 2,5 ed entro 10 milioni di euro
    • 10% oltre 10 ed entro 20 milioni di euro
  • per gli investimenti effettuati dal 01.01.2022 al 31.12.2022 ovvero entro il 30.06.2023 su prenotazione al 31.12.2022, il credito d’imposta sarà del:
    • 40% entro 2,5 milioni di euro
    • 20% oltre 2,5 ed entro 10 milioni di euro
    • 10% oltre 10 ed entro 20 milioni di euro

Beni strumentali materiali: percentuali di detrazione al ribasso dal 2023 in poi

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali 4.0 (allegato A annesso alla legge 232/2016) a decorrere dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2025 (o al 30 giugno 2026 ma solo se entro il 31.12.25 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione) passerà dall’attuale 40%:

  • al 20% su investimenti fino a 2.5 milioni di euro;
  • al 10% su investimenti da 2.5 a 10 milioni di euro;
  • al 5% su investimenti da 10 a 20 milioni di euro.

Beni strumentali immateriali: percentuali di detrazione al ribasso dal 2023 in poi

Per quel che riguarda investimenti aventi ad oggetto beni compresi nell’allegato B annesso alla legge 232/2016, cioè ad esempio software e soluzioni cloud, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2023, ovvero entro il 30 giugno 2024, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2023 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 20 per cento del costo, nel limite massimo annuale di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

Poi si andrà progressivamente a diminuire negli anni successivi:

  • 15% nel 2024;
  • 10% nel 2025.

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