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Tracciabilità dei rifiuti: al via il nuovo registro RENTRI, in soffitta il SISTRI

da | 5 Giu 2023 | Ambiente, cave e miniere, Notizie

Il prossimo 15 giugno entrerà in vigore il RENTRI, nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che va a sostituire il SISTRI

Il tutto in virtù della pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale n.126 del 31 maggio scorso, del decreto 59/2023 del MASE inerente, appunto, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti.

Oltre ad assicurare l’attività di controllo sui rifiuti – si legge nel comunicato stampa ufficiale del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica -, il nuovo sistema intende mettere a disposizione di imprese e settore pubblico dati, servizi e informazioni per promuovere l’economia circolare e il recupero di materia.

Le coordinate del RENTRI

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Il RENTRI, che sarà gestito dal MASE con il supporto tecnico-operativo dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e del sistema delle Camere di Commercio per la gestione del sistema informativo centrale, disciplina tra l’altro l’organizzazione e il funzionamento del sistema di tracciabilità, disponendo in particolare:

  • i modelli ed i formati relativi al registro cronologico dei rifiuti ed al formulario di identificazione di cui agli artt.190 e 193 del d.lgs.152/2006 (Testo Unico Ambiente) con l’indicazione altresì delle le modalità di compilazione, vidimazione e tenuta degli stessi;
  • le modalità di iscrizione al RENTRI e relativi adempimenti, da parte dei soggetti obbligati ovvero di coloro che intendano volontariamente aderirvi;
  • il funzionamento del RENTRI, incluse le modalità di trasmissione dei dati relativi ai documenti di cui sopra;
  • le modalità di svolgimento delle funzioni di supporto tecnico operativo da parte dell’Albo nazionale gestori ambientali;
  • le modalità di accesso ai dati del RENTRI da parte degli organi di controllo;
  • le modalità per la verifica e l’invio della comunicazione dell’avvio a recupero o smaltimento dei rifiuti, di cui all’art.188-bis, comma 4, lettera h), del d.lgs. 152/2006, nonché le responsabilità da attribuire all’intermediario.

 

Chi deve iscriversi

Sono tenuti ad iscriversi al RENTRI:

  • gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti;
  • i produttori di rifiuti pericolosi;
  • gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualità di commercianti e intermediari di rifiuti pericolosi;
  • i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;
  • i soggetti di cui all’art.189, comma 3, del d.lgs. 152/2006, con riferimento ai rifiuti non pericolosi.

Nel caso in cui un operatore avvii l’attività soggetta all’obbligo successivamente alle scadenze di cui all’articolo 13, comma 1, l’iscrizione deve essere effettuata prima di procedere alla prima annotazione sul registro cronologico di carico e scarico.

 

Cosa inserire nel sistema

I soggetti che svolgono attività di trattamento dei rifiuti al momento dell’iscrizione inseriscono nella sezione anagrafica del RENTRI le informazioni relative alle autorizzazioni rilasciate dall’amministrazione competente ovvero delle comunicazioni effettuate ai sensi dell’art.216 del TU Ambiente, con le modalità indicate all’art.21 specificando gli estremi dei relativi provvedimenti.

Gli stessi soggetti sono tenuti entro trenta giorni a comunicare, con le medesime modalità, ogni variazione rispetto alla documentazione trasmessa.

L’inserimento di informazioni non veritiere o non congruenti con il contenuto dei provvedimenti indicati o di documentazione non conforme all’originale comporta l’applicazione della sanzione di cui all’art.76 del dpr 445/2000.

La mancata trasmissione della documentazione di cui al presente comma comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’art.258 comma 10 del d.lgs. 152/2006.

 

Le modalità di adempimento

Meno ‘scartoffie’ e molta più semplificazione rispetto al SISTRI: i formulari digitali del RENTRI potranno essere esibiti infatti durante il trasporto anche su dispositivi mobili.

Il periodo transitorio servirà a tarare al meglio le istruzioni operative per la gestione della piattaforma: sia in forma diretta, tramite gli applicativi che saranno resi disponibili alle aziende, sia in interoperabilità con i principali software gestionali di mercato.

 

Periodo transitorio e costi

I soggetti obbligati – evidenzia il MASE – potranno aderire al Registro in un arco temporale che va dai 18 ai 30 mesi, a seconda delle dimensioni delle aziende.

Le tariffe di iscrizione variano a seconda della dimensione delle imprese: si paga dai 100 euro ai 15 per il contributo del primo anno, mentre per i successivi si va dai 60 ai 10.

Vengono inoltre introdotti nuovi modelli di formulario di identificazione del rifiuto e dei registri cronologici di carico e scarico, che saranno vigenti a partire dal 15 dicembre 2024.

Il decreto specifica inoltre che, fino alla data di iscrizione al RENTRI, sarà possibile utilizzare il formulario su carta, prodotto tramite stampa di un format esemplare reso disponibile mediante il portale del RENTRI, compilato e vidimato da parte delle Camere di Commercio territorialmente competenti con le procedure e le modalità fissate dalla normativa sui registri Iva.

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