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Un tavolo ministeriale per le materie critiche

da | 20 Feb 2023 | Ambiente, cave e miniere

Strategia condivisa sulla carenza dei materiali, anche in vista del piano europeo

Un tavolo nazionale per le materie critiche, finalizzato a definire il fabbisogno del paese “nella duplice transizione green e digitale” e a fornire “utili elementi in vista del Critical raw materials act, che a breve sarà presentato dalla commissione europea. Sono le parole del ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso a margine del primo incontro del nuovo tavolo ministeriale, che si è svolto il 17 febbraio. Il tavolo è frutto di un’iniziativa del ministero delle imprese e di quello dell’ambiente, guidato da Gilberto Pichetto Fratin. Al tavolo, oltre ai rappresentanti dei due dicasteri, erano presenti le altre amministrazioni nazionali, la presidenza del consiglio, il ministero degli affari esteri, l’Istat, ma anche rappresentanti della Commissione europea e di agenzie europee, le associazioni di impresa e i maggiori esperti del settore.

“Siamo assolutamente convinti”, le parole di Urso, “che occorra soprattutto in questo campo una politica europea assertiva che utilizzi risorse comuni anche attraverso il Fondo sovrano europeo. Il tavolo inoltre potrà aiutarci nella definizione di una nuova normativa nazionale sulla estrazione mineraria”.

Pichetto Fratin ha invece evidenziato che “dinanzi a una realtà che vede l’Europa fortemente dipendente da paesi stranieri per queste materie prime, strategiche per la decarbonizzazione, sia necessario adottare misure che promuovano sempre più l’economia circolare. Dovremo investire di più per una migliore gestione degli scarti, puntando alla raccolta, alla selezione, e al recupero delle materie prime contenute nei rifiuti; abbandonare la visione del “rifiuto come problema” e sfruttare appieno il “rifiuto come risorsa”, da usare in modo intelligente, creativa e rigenerativa”.

Il tavolo quindi, come accennato, cercherà di coordinare la strategia italiana sulla carenza di materie prime, che ancora ha un notevole impatto sul mercato italiano, ancor di più della crescita dei costi dell’energia. Il tutto anche per poter offrire un contributo unitario al Critical Raw Materials Act, il piano europeo lanciato lo scorso autunno che vedrà a breve i suoi frutti definitivi. Il piano mira a rendere il continente europeo maggiormente autosufficiente in termini di materie prime, spezzando i forti legami attualmente in atto con altre potenze, in particolare Cina e Russia.

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