Transizione “4.0”: online i modelli di comunicazione per i crediti di imposta

Transizione “4.0”: online i modelli di comunicazione per i crediti di imposta

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato sul portale istituzionale tutti i modelli di comunicazione dei dati e delle altre informazioni relative all’applicazione dei crediti d’imposta, finalizzati a incentivare quegli investimenti in grado di agevolare la trasformazione tecnologica delle imprese (cd. transizione “4.0”).

Contestualmente, il MISE ha pubblicato anche i relativi decreti di approvazione. Vediamoli uno per uno, rimandando alle schede dettagliate del Ministero per gli approfondimenti e per tutti i documenti scaricabili. 

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Il credito d’imposta è finalizzato a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Nello specifico, a tutte le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, è riconosciuto un credito d’imposta a determinate condizioni.

I beni sono così suddivisi:

  • Beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento);
  • Beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205);
  • Altri beni strumentali materiali (ex Super Ammortamento) diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A;
  • Altri beni strumentali immateriali diversi da quelli ricompresi nel citato allegato B.

Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

La misura si pone l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese stimolando gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, Innovazione tecnologica, anche nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare, Design e ideazione estetica, sostenuti nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022.

Il bonus è per tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato e “si prende” per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, in misura pari al 20% delle spese agevolabili nel limite massimo di 4 milioni di euro (comma 200 della legge di bilancio 2020).

I criteri per la corretta applicazione di tali definizioni sono dettati dall’art.2 del decreto 26 maggio 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico, tenendo conto dei principi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Frascati dell’OCSE.

Le spese ammissibili sono:

  • Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale (comma 200 della legge di bilancio n. 160 del 27 dicembre 2019);
  • Attività di innovazione tecnologica (comma 201 della legge di bilancio n. 160 del 27 dicembre 2019);
  • Attività di design e ideazione estetica (comma 202 della legge di bilancio n. 160 del 27 dicembre 2019).

Credito d’imposta formazione 4.0

La misura è volta a sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale creando o consolidando le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0.

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura del:

  • 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di € 300.000 per le micro e piccole imprese
  • 40% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di € 250.000 per le medie imprese
  • 30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di € 250.000 le grandi imprese.

NB – La misura del credito d’imposta è aumentata per tutte le imprese, fermo restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari della formazione ammissibile rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 17 ottobre 2017.

Queste le tematiche della formazione 4.0:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali. 

Invio modelli: ulteriori informazioni

L’invio dei modelli, che devono essere firmati digitalmente dai legali rappresentanti delle imprese e trasmessi in formato elettronico tramite PEC, rispettivamente, agli indirizzi di posta elettronica certificata:

  • 0@pec.mise.gov.it
  • cirsid@pec.mise.gov.it
  • 0@pec.mise.gov.it

entro il 31 dicembre 2021, non garantisce l’accesso ai benefici fiscali, ma consente al MISE di valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative.

Investimenti in beni strumentali nuovi 4.0: credito d’imposta anche per il comodato

Investimenti in beni strumentali nuovi 4.0: credito d’imposta anche per il comodato

La società comodante può accedere al credito d’imposta per investimenti in beni materiali strumentali nuovi 4.0, per l’acquisto di strumenti di stampaggio, installati in Italia presso fornitori della società e da questi utilizzati, tramite contratti di comodato d’uso, per produrre componenti in plastica nell’interesse della stessa società e, quindi, nell’ambito di un’attività strettamente funzionale alle esigenze aziendali della stessa, a patto che dimostri di trarre utilità dalla stipula dei contratti e i beni siano strumentali e inerenti alla propria attività.

E’ piuttosto interessante, il contenuto della risposta 718/2021 dello scorso 15 ottobre dell’Agenzia delle Entrate, perché va a ‘toccare’ l’agevolazione per i beni strumentali 4.0 – di cui all’art.1 comma 189 della Legge di Bilancio 2020

La richiesta
Nel caso specifico l’Istante è una società che utilizza gli strumenti di stampaggio per realizzare componenti in plastica; tali componenti possono essere prodotti internamente o presso fornitori esterni operanti nel territorio dello Stato che, a loro volta, utilizzano i beni per la società ‘madre’ tramite contratti di comodato d’uso.

Al riguardo, si precisa inoltre che:

  • questi strumenti, connessi alla rete aziendale, in locale o tramite connessione internet, danno la possibilità di interconnetterli ai sistemi di raccolta dati presenti in azienda per ottimizzare il controllo del processo produttivo;
  • la società, nel rispetto della legge, acquisirà una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale per attestare che gli strumenti possiedono caratteristiche tecniche per poter essere ricompresi nell’elenco di cui all’allegato A annesso alla Legge di Bilancio 2017 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

La società chiede quindi se l’acquisto dei nuovi strumenti, installati presso i centri produttivi dei fornitori della stessa ubicati nel territorio dello Stato e utilizzati in comodato d’uso per le esigenze di produzione della società, possano rientrare tra gli investimenti agevolabili per i quali è riconosciuto il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi 4.0.

Quale credito d’imposta?
Le Entrate, dopo aver ricordato la modifica effettuata in materia dall’art.1 commi da 184 a 197 della Legge di Bilancio 2020, sottolineano che, ai sensi del comma 189, per gli investimenti aventi a oggetto beni ricompresi nell’allegato A annesso alla Legge di Bilancio 2017, ovvero i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0”, il credito d’imposta spetta:

  • nella misura del 40 per cento del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • nella misura del 20 per cento per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili, pari a 10 milioni di euro.

Le analogie con super ammortamento e iper ammortamento
In considerazione delle numerose analogie – sia in termini di ratio dell’agevolazione sia per quanto concerne i requisiti soggettivi ed oggettivi – tra la disciplina del super e dell’iper ammortamento e la disciplina del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0, per il Fisco nel caso di specie bisogna rifarsi ai chiarimenti contenuti nella circolare n. 4/E del 30 marzo 2017 relativamente alla concessione in comodato d’uso a terzi dei beni oggetto dell’investimento.

Il documento di prassi sopracitato ha infatti precisato che, nell’ipotesi di beni concessi in comodato d’uso a terzi, il comodante può beneficiare della maggiorazione, a condizione che i beni in questione siano “strumentali” ed “inerenti” alla propria attività, nel qual caso egli è legittimato a dedurre le relative quote di ammortamento.

La motivazione? Nell’ipotesi di comodato, il bene – anche se fisicamente non collocato nel luogo di ordinario svolgimento dell’attività e anche se non utilizzato in maniera diretta – può considerarsi parte integrante del complesso di beni organizzati dall’imprenditore ai fini del raggiungimento delle finalità dell’impresa qualora favorisca il consolidamento e lo sviluppo dei rapporti commerciali con il comodatario e la diffusione sul mercato dei prodotti commercializzati, costituendo un “mezzo” per il raggiungimento del “fine”, della società comodante, che è quello della produzione di ricavi.

In definitiva: se la società è in grado di dimostrare di trarre utilità dalla stipula dei contratti di comodato d’uso con i fornitori, relativamente ai beni concessi, potrà accedere al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi.

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