Superbonus per case unifamiliari e SAL: no proroga, 30% per l’intervento nel suo complesso – nota del MEF

Superbonus per case unifamiliari e SAL: no proroga, 30% per l’intervento nel suo complesso – nota del MEF

Il sottosegretario al MEF Federico Freni, rispondendo ad una recente interrogazione parlamentare sui bonus edilizi (la n. 5-07599 a firma Mario Fragomeli), ha toccato svariati argomenti di interesse per i professionisti tecnici e i contribuenti alle prese con lavori propedeutici ad un’agevolazione fiscale.

Superbonus case unifamiliari: si arriva al 30/6/2022, niente proroga
Al momento, ricorda il MEF, gli interventi di demolizione e ricostruzione sono richiamati espressamente dal primo periodo dell’art.119 comma 8 DL 334/2020 modificato dalla legge 234/2021 (Manovra 2022), nel quale sono disciplinati gli interventi su edifici diversi da quelli unifamiliari (plurifamiliari o condomini). Ne deriva che la proroga del Superbonus sino al 31 dicembre 2025 non si applica agli “edifici unifamiliari”, ai quali, invece, fa riferimento la disciplina di cui all’art.119 comma 8 secondo periodo: scadenza 30 giugno 2022 con SAL almeno al 30%.

A proposito di SAL
Lo stato di avanzamento lavori (SAL), il cui 30% garantisce, come visto sopra, la possibilità di beneficiare della proroga al 30/6/22, si riferisce sempre all’intervento complessivo.

Traduciamo diversamente:

  • come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella FAQ n.3/2022, il 30% “va commisurato all’intervento complessivamente considerato”;
  • non rileva lo stato di avanzamento relativo ai singoli interventi, anche ove questi ultimi riguardino interventi che danno diritto alla detrazione Superbonus.

Lavori Superbonus: sono sempre manutenzione straordinaria?
La risposta è affermativa. Ai sensi dell’articolo 119, comma 13-ter primo periodo del DL Rilancio, infatti, “gli interventi (…) anche qualora riguardino le parti strutturali degli edifici o i prospetti, con esclusione di quelli comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, costituiscono manutenzione straordinaria e sono realizzabili mediante comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)”.

Bonus Verde: no alle spese di illuminazione
Siccome non si vive di solo Superbonus, è stato posto anche un quesito inerente il Bonus Verde, prorogato fino al 31/12/2024 dalla Finanziaria 2022. Questa agevolazione, lo ricordiamo, è stata introdotta nel nostro ordinamento dall’art.1 comma 12 e seguenti della legge 205/2017 che ha previsto, a partire dall’anno di imposta 2018, una detrazione dall’imposta lorda (IRPEF) pari al 36 per cento delle spese documentate e sostenute per la “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, comprese le pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi, nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

L’Agenzia delle Entrate, nella circolare 7/E/2021, ha precisato che sono agevolabili le opere che si inseriscono in un intervento relativo all’intero giardino o area interessata, consistente nella sistemazione a verde ex novo o nel radicale rinnovamento dell’esistente.

Ne deriva che è agevolabile l’intervento di sistemazione a verde nel suo complesso, comprensivo delle opere necessarie alla sua realizzazione e non il solo acquisto di piante o altro materiale, ma non le spese per i sistemi di illuminazione e i complementi d’arredo delle medesime aree verdi, che non rientrano – secondo il MEF – in tale contesto.

Il fotovoltaico prende il Bonus Mobili?
Risposta affermativa. Parliamo dell’agevolazione ex art.16 comma 2 del DL 63/2013, spettante ai contribuenti che fruiscono della detrazione prevista dall’art.16-bis del DPR 917/1986 (TUIR) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, con intervento edilizio riconducibile almeno alla manutenzione straordinaria (art.3, comma 1, lettera b) del Testo Unico Edilizia).

Il MEF chiarisce che in caso di “ampliamento dell’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica di proprietà di un privato, presente su un lastrico solare condominiale” ovvero di “installazione di un nuovo ulteriore impianto fotovoltaico sul medesimo lastrico solare destinato all’alimentazione” dell’impianto fotovoltaico già installato (e, quindi, presumibilmente, sempre al servizio dell’unità immobiliare del singolo condomino), trattandosi, in entrambi i casi, di «intervento su singola unità immobiliare» (seppur realizzato sul lastrico solare condominiale), riconducibile agli interventi di manutenzione straordinaria, sarà quindi possibile, per il condòmino, proprietario di tale impianto, fruire anche del bonus mobili.

Bonus Transizione 4.0: proroga della consegna dei beni ordinati entro il 31/12/2021

Bonus Transizione 4.0: proroga della consegna dei beni ordinati entro il 31/12/2021

Transizione 4.0, anche il Milleproroghe interviene perfezionando una proroga che le associazioni di categoria, i professionisti e le imprese attendevano con ansia.

Le precedenti puntate sul Bonus Transizione 4.0

Sappiamo, prima di tutto, che la Legge di bilancio 2022 (articolo 1, comma 44 della legge 234/2021) ha ulteriormente prorogato e rimodulato la disciplina del credito d’imposta beni strumentali nuovi Transizione 4.0, non toccando il regime vigente fino al 2022 e occupandosi, invece, del triennio 2023-2025).

Poi è arrivato anche il Decreto Sostegni-Ter: in virtù dell’articolo 10 del DL 4/2022 (attualmente è in esame al Senato la conversione in legge), il credito di imposta per gli investimenti in beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, per la quota superiore a 10 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione ecologica, nel periodo 2023-2025, è nella misura del 5 per cento (aliquota vigente), elevando per tali investimenti il limite massimo di costi ammissibili da 20 a 50 milioni di euro.

Le novità del Milleproroghe

L’articolo 3-quater del DDL di conversione del DL 228/2021, introdotto in sede referente, estende i termini entro cui le imprese possono fruire del credito d’imposta in beni strumentali nuovi disciplinato dalla legge di bilancio 2021, al fine di ricomprendere tra i costi agevolabili gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022 (in luogo di quelli effettuati entro il 30 giugno 2022), ferma restando la condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.

Nello specifico, tale disposizione agisce modificando:

  • il comma 1054 della legge 178/2020 (manovra 2021), estendendo il termine del 30 giugno, al fine di ricomprendere tra i costi agevolabili gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022, ferma restando la condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione (comma 1 lett.a);
  • il comma 1056 della legge 178/2020, in maniera analoga a quanto specificato sopra, cioè estendendo il termine del 30 giugno, al fine di ricomprendere tra i costi agevolabili gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022, ferma restando la condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione (comma 1 lett.b).
Sicurezza antincendio: proroga scadenze al 29 luglio

Sicurezza antincendio: proroga scadenze al 29 luglio

C’è tempo fino al prossimo 29 luglio per i professionisti competenti in materia di prevenzione incendi di completare le 40 ore di aggiornamento obbligatorio quinquennale in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 marzo 2022, attuale data di fine dello stato di emergenza. Questi ultimi, infatti, potranno mantenere valida la propria iscrizione negli elenchi del Ministero dell’Interno sino a 90 giorni dopo la data del prossimo 31 marzo. Dettagli circa la modalità di calcolo dei quinquenni di riferimento, a seguito di specifica comunicazione inviata dalla Rete delle Professioni Tecniche, sono stati forniti con ulteriore nota del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco DCPREV prot. 19168 del 17 dicembre scorso.

La nuova decorrenza del quinquennio successivo – si legge tra le precisazioni –  sarà calcolata dalla data di frequenza della 40° ora di aggiornamento. I professionisti antincendio il cui quinquennio è scaduto, o scadrà, nel periodo di riferimento compreso tra il 31 gennaio 2020 e il 31 marzo 2022, e che non completeranno le 40 ore di aggiornamento entro il 29 giugno 2022, saranno sospesi dagli elenchi del Ministero dell’Interno.

Il criterio del prolungamento della validità degli atti di prevenzione incendi era stata già oggetto di slittamento dei termini – in precedenza al 31 marzo 2022 – con la nota DCPREV prot. 15826 del 21 ottobre 2021 del Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e la nuova proroga dello stato di emergenza, introdotta dal D.L. n. 221/2021, ha di conseguenza fatto nuovamente slittare il periodo di tempo nel quale poter completare il proprio obbligo formativo, così come per certificati attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni, segnalazioni certificati di inizio attività, attestati di rinnovo periodico di conformità antincendio e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza nel periodo interessato.

In vista della scadenza del 29 giugno, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco si è recentemente impegnato a collaborare con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri per il varo definitivo della piattaforma ANPA (Anagrafe Nazionale dei Professionisti Antincendio), iniziativa fortemente sostenuta dalla Rete delle Professioni Tecniche. La piattaforma così come strutturata e ideata consentirà una gestione più agevole ed automatizzata, senza impegno a carico degli Ordini, degli elenchi dei professionisti antincendio anche per quanto riguarda le nuove date di scadenza dei quinquenni di riferimento.

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