Arriva il nuovo piano per l’informatica nella Pa. Once only operativo per gli enti

Arriva il nuovo piano per l’informatica nella Pa. Once only operativo per gli enti

Le pubbliche amministrazioni dovranno evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite. Il patrimonio informatico della pubblica amministrazione “è un bene fondamentale per lo sviluppo del Paese e deve essere valorizzato e reso disponibile ai cittadini e alle imprese, in forma aperta e interoperabile”. Sono questi alcuni dei principi cardine del piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione. Lo scorso 6 maggio in Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il comunicato con cui la presidenza del Consiglio dei ministri ha ufficializzato l’approvazione del piano.

Secondo quanto riportato sul sito dell’Agid, l’aggiornamento 2021-2023 del piano rappresenta “la naturale evoluzione dei tre piani precedenti. Laddove la prima edizione (2017-2019) poneva l’accento sull’introduzione del Modello strategico dell’informatica nella Pa e la seconda edizione (2019-2021) si proponeva di dettagliare l’implementazione del modello, il piano triennale 2020-2022 era focalizzato sulla realizzazione delle azioni previste e sul monitoraggio dei risultati”. Rispetto alle precedenti edizioni, quella del prossimo triennio sarà ovviamente molto influenzata da quanto previsto dal Pnrr per la digitalizzazione nella Pa.

Vengono quindi elencati i principi cardine del piano per l’informatica nella PA:

  • digital & mobile first per i servizi, che devono essere accessibili in via esclusiva con sistemi di identità digitale definiti dalla normativa assicurando almeno l’accesso tramite Spid;
  • cloud first (cloud come prima opzione): le pubbliche amministrazioni, in fase di definizione di un nuovo progetto e di sviluppo di nuovi servizi, adottano primariamente il paradigma cloud;
  • servizi inclusivi e accessibili che vengano incontro alle diverse esigenze delle persone e dei singoli territori e siano interoperabili by design in modo da poter funzionare in modalità integrata e senza interruzioni in tutto il mercato unico;
  • sicurezza e privacy by design: i servizi digitali devono essere progettati ed erogati in modo sicuro e garantire la protezione dei dati personali;
  • user-centric, data driven e agile: le amministrazioni sviluppano i servizi digitali, prevedendo modalità agili di miglioramento continuo, partendo dall’esperienza dell’utente e basandosi sulla continua misurazione di prestazioni e utilizzo e rendono disponibili a livello transfrontaliero i servizi pubblici digitali rilevanti secondo il principio transfrontaliero by design
  • once only: le pubbliche amministrazioni, come detto, devono evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite;
  • dati pubblici un bene comune: il patrimonio informativo della pubblica amministrazione è un bene fondamentale per lo sviluppo del Paese e deve essere valorizzato e reso disponibile ai cittadini e alle imprese, in forma aperta e interoperabile;
  • codice aperto: le pubbliche amministrazioni devono prediligere l’utilizzo di software con codice aperto e, nel caso di software sviluppato per loro conto, deve essere reso disponibile il codice sorgente.
Professionisti nella Pa per il Pnrr, verso «1 milione di assunzioni»

Professionisti nella Pa per il Pnrr, verso «1 milione di assunzioni»

Un quinquennio per «rinforzare» la Pubblica amministrazione con una mole di ingressi, pari ad oltre «un milione di nuovi assunti a tempo determinato» grazie ai progetti e alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): è quanto affermato dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, che oggi è intervenuto alla presentazione del nuovo Portale nazionale del reclutamento inPa. I 250 miliardi del Piano avranno bisogno di «specialisti e professionisti», sono state le sue parole, nel giorno del debutto operativo della piattaforma digitale unica di accesso al lavoro nella Pa sviluppata dal Dicastero di palazzo Vidoni, in collaborazione con Almaviva e che si avvarrà della partnership con Linkedin (il social network dedicato alla crescita occupazionale, con tanto di possibilità di proporre la propria candidatura ai potenziali datori di lavoro, e di scoprire cosa si muove nel mercato).

Il portale aggrega l’offerta di lavoro della Pa e le candidature dei professionisti, superando le lungaggini della burocrazia: grazie ai concorsi solo digitali la selezione, si apprende, avverrà in meno di 100 giorni. «I concorsi oggi sono solo digitali, e questo fa sì che si concludano, dal bando alla determinazione dei vincitori, in meno di 100 giorni. La media è di 87 giorni», ha riferito Brunetta. «Questo è ancora un anno di emergenza e di ripresa, i prossimi saranno gli anni del boom», ha proseguito, invitando «tutti i professionisti a mettere i loro curricula» nella piattaforma per il reclutamento. I numeri del portale oggi con già oltre 95.000 iscritti di cui 47% donne e 53% uomini e un bacino «da cui attingere» di 5,6 milioni di professionisti censiti. Il Piano dispone, è stato ricordato, l’arruolamento di 1.000 professionisti ed esperti per il supporto alle amministrazioni territoriali nella gestione dei procedimenti amministrativi complessi, quindi, focalizzati sul fronte della semplificazione delle procedure; il portale raccoglierà, dunque, tutte le candidature e renderà disponibile ai diversi organismi pubblici interessati l’elenco dei professionisti che hanno inviato il proprio curriculum per prendere parte ai singoli avvisi. Le Pubbliche amministrazioni possono registrarsi in modalità «self-service» e attingere a un potente strumento di recruiting, si spiega, giacché potranno ricercare nella banca dati dei professionisti del Portale i profili maggiormente adatti al proprio fabbisogno, informarli e invitarli a partecipare alle selezioni, pubblicare bandi e avvisi e gestirne l’iter via web fino alla relativa conclusione. E anche monitorare le candidature e le liste di professionisti iscritti.

Ma il nuovo portale inPa lavorerà anche per il reclutamento ordinario della «macchina» pubblica: essendo, infatti, stato sbloccato il «turnover», dall’anno prossimo il ministro stima che vi saranno «circa 100-120.000 nuove assunzioni pubbliche all’anno per via ordinaria, con contratti di lavoro a tempo indeterminato», ha chiuso Brunetta.

PNRR, Ministero PA: «Chance per ogni categoria professionale»

PNRR, Ministero PA: «Chance per ogni categoria professionale»

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non lascerà nessun professionista indietro. E qualunque categoria (che comprenda lavoratori autonomi iscritti ad Ordini e Collegi, oppure riuniti in associazioni) verrà coinvolta nella messa in opera delle tante iniziative della strategia per il rilancio del nostro Paese, a seguito della pandemia da Covid-19. È giunta oggi la puntualizzazione del ministero della Funzione pubblica che, in una nota, ha chiarito, replicando ad una serie di «timori espressi da alcune categorie professionali», «che tutti i professionisti, sia quelli legati agli Ordini professionali, sia quelli delle categorie cosiddette «non ordinistiche», saranno coinvolti nella realizzazione dei progetti del Piano».

      Ma come si sarebbe diffuso l’allarme? Forse, recita il testo del dicastero, «l’equivoco è nato dalla lettura veloce della prima lista di categorie di professionisti allegata alla bozza di decreto del presidente del Consiglio dei ministri recante il riparto delle risorse per il conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto alla gestione delle procedure complesse nell’ambito del Pnrr, su cui la Conferenza Unificata, nei giorni scorsi, ha espresso parere favorevole». Tuttavia, si specifica, «tale elencazione era assolutamente esemplificativa e non esaustiva di tutte le categorie professionali».

      Nella nota ministeriale si fa riferimento al fatto che «attraverso il Portale del reclutamento InPA, per ogni richiesta di realizzazione di interventi e di investimenti per il Pnrr saranno attivate le necessarie procedure di ricerca e reclutamento di tutti i professionisti necessari e previsti dall’Amministrazione responsabile del progetto».

      A tal proposito, è opportuno ricordare come sia iniziato ad agosto il percorso telematico dell’ingresso digitale unico di accesso al lavoro nella Pubblica amministrazione: www.inpa.gov.it. Lo strumento, sviluppato dal Dipartimento della Funzione pubblica in collaborazione con Almaviva, aveva debuttato in modalità sperimentale per il solo inserimento dei «curricula» dei professionisti. A seguire, dall’autunno, aveva reso noto il ministero, sarà implementata la pubblicazione dei bandi e degli avvisi di selezione del personale necessario alla realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza; a regime, entro il 2023, il Portale ospiterà anche i bandi dei concorsi pubblici ordinari, in sinergia con la Gazzetta Ufficiale, nonché le procedure di mobilità dei dipendenti pubblici.

      Il Dipartimento della Funzione pubblica ha, infine, attivato una «partnership» con LinkedIN, la più grande piattaforma di attrazione delle professionalità presente sul mercato (750 milioni nel mondo ed oltre 15 milioni in Italia, sono i numeri di questo «social network», che è nato per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro), per amplificare le occasioni di occupazione nella Pubblica amministrazione. E, così, raggiungere, in maniera mirata, i professionisti attivi in Italia e nel mondo.

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