Pnrr, 3 miliardi per i Contratti di sviluppo: domande dall’11 aprile

Pnrr, 3 miliardi per i Contratti di sviluppo: domande dall’11 aprile

Tra le risorse ‘fresche’ del PNRR di sponda MISE, vanno segnalate senz’altro quelle per i contratti di sviluppo, per i quali, dalle ore 12 del prossimo lunedì 11 aprile, le imprese potranno presentare la domanda di agevolazione.

In pillole: di cosa parliamo

Si tratta di un totale di 3.1 miliardi di euro per ‘agevolare’ gli investimenti nelle filiere industriali strategiche e innovative, anche nei settori delle rinnovabili e delle batterie.

Lo stabiliscono i nuovi decreti del MISE che rendono operativi gli interventi previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo con la realizzazione di progetti su tutto il territorio nazionale.

Contratti di sviluppo: veloce riepilogo

Il contratto di sviluppo rappresenta il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni.

La normativa attualmente in vigore (decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 dicembre 2014 e s.m.i.), valevole per il periodo di programmazione 2014-2020, consente la finanziabilità di:

  • programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
  • programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.

Nell’ambito dei suddetti programmi, lo strumento può finanziare anche programmi di ricerca, sviluppo e innovazione nonché opere infrastrutturali nei limiti previsti dalla normativa di attuazione.

Il soggetto gestore è INVITALIA SPA, sul sito della quale peraltro si può scaricare tutta la documentazione di riferimento.

I programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione (compatibilmente con i regolamenti comunitari di volta in volta applicabili). Il programma di sviluppo può, altresì, essere realizzato in forma congiunta anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete di cui all’art. 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5.

Nei Contratti di sviluppo i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono articolati in:

  • soggetto proponente, ovvero l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del programma medesimo;
  • imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo.

Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili;
  • contributo in conto interessi;
  • contributo in conto impianti;
  • contributo diretto alla spesa.

Filiere produttive – PNRR: come presentare la domanda

Il decreto direttoriale del 25 marzo 2022 ha fissato alle ore 12 dell’11 aprile 2022 l’apertura dello sportello per la presentazione delle domande di agevolazioni a valere sulla misura dei Contratti di sviluppo per il sostegno di programmi di sviluppo coerenti con le finalità della Misura M1C2 Investimento 5.2 “Competitività e resilienza delle filiere produttive” del PNRR, secondo quanto disposto dal decreto del MISE del 13 gennaio 2022.

Le domande, da presentare ad INVITALIA, devono riguardare la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti le filiere produttive strategiche individuate dal decreto 13 gennaio 2022.

A partire dalla stessa data, i soggetti che abbiano già presentato a INVITALIA domande di Contratto di sviluppo che risultino, alla medesima data, sospese per carenza di risorse finanziarie potranno presentare istanza di finanziamento di tali domande sulle risorse assegnate all’Investimento 5.2 “Competitività e resilienza delle filiere produttive” del PNRR, a condizione che abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità ed i requisiti di cui al decreto 13 gennaio 2022 e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020.

Rinnovabili e batterie: come presentare la domanda

Un altro decreto ministeriale del 25 marzo 2022 ha fissato alla stessa ora e data di cui sopra l’apertura dello sportello per le domande relative alla Misura M2C2 Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” del PNRR, secondo quanto disposto dal decreto del MISE del 27 gennaio 2022.

Le domande, sempre da presentare ad INVITALIA, dovranno avere ad oggetto la realizzazione di programmi di sviluppo concernenti settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento a moduli fotovoltaici innovativi (sub-investimento 5.1.1 “Tecnologia PV”) e aerogeneratori di nuova generazione e taglia medio-grande (sub-investimento 5.1.2 “Industria eolica”), e per l’accumulo elettrochimico (sub-investimento 5.1.3 “Settore batterie”).

Entro gli stessi termini, i soggetti che abbiano già presentato a INVITALIA domande di Contratto di sviluppo che risultino sospese per carenza di risorse finanziarie potranno presentare istanza di finanziamento di tali domande sulle risorse assegnate all’Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” del PNRR, a condizione che abbiano ad oggetto programmi di sviluppo coerenti con le finalità ed i requisiti di cui al decreto 27 gennaio 2022 e che non risultino avviati antecedentemente alla data del 1° febbraio 2020.

Decreto Energia e crisi ucraina: le principali misure per le imprese

Decreto Energia e crisi ucraina: le principali misure per le imprese

Dopo il ‘primo’ Decreto Energia, ne è arrivato un altro strettamente collegato alla crisi in Ucraina, tanto da essere rubricato “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”, che tra l’altro ha anche tagliato il prezzo ‘folle’ raggiunto dai carburanti nel corso delle ultime settimane.

Il decreto-legge n.21 del 21 marzo 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.67 del 21 marzo e immediatamente in vigore (da convertire in legge entro 60 giorni), contiene al suo interno, tra l’altro, misure volte a:

  • contenere l’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti;
  • calmierare e controllare i prezzi dell’energia;
  • sostenere le imprese.

Tra le misure volute dal MISE e accolte nel decreto ci sono quindi interventi a sostegno delle imprese, dalla rateizzazione delle bollette di energia e gas alle garanzie SACE per operazioni finanziarie relative a siti industriali strategici, mentre sono stati estesi il bonus per le famiglie e il credito d’imposta previsto per gli energivori anche alle altre imprese con contatori di potenza pari almeno a 16,5 kw.

Vediamole nel dettaglio.

Sostegni alle imprese: i crediti di imposta

Sono stati introdotti nuovi crediti d’imposta, nello specifico:

  • credito di imposta del 12% per le imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica. Il credito è per la spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022 ed è riconosciuto qualora il prezzo della stessa, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre 2022, abbia subito un incremento del costo per kWh superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019;
  • credito di imposta del 20% per le imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale. Il credito è sulla spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel secondo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019.

Entrambi i crediti di cui sopra possono essere ceduti ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione (cioè una volta sola), fatta salva la possibilità di due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario ovvero imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia.

La cedibilità è altresì estesa al credito d’imposta già riconosciuto alle imprese energivore e a forte consumo di gas naturale ai sensi del decreto-legge n. 4/2022 (Sostegni-Ter) e n. 17/2022 (DL Energia).

Il provvedimento, in aggiunta, incrementa alcuni crediti d’imposta già riconosciuti dal DL n. 17/2020

  • quello a favore delle imprese energivore (dal 20% al 25%);
  • quello a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale (dal 15% al 20%).

Sostegni alle imprese

Poi ci sono alcune misure di sostegno ‘puro’:

  • piani di rateizzazione per le imprese, con sedi in Italia, delle bollette di energia elettrica e gas di maggio e giugno fino a 24 rate mensili. La garanzia potrà essere rilasciata da SACE, fino al 90% degli importi dovuti ai fornitori;
  • garanzie da SACE, fino al 90% dell’importo di finanziamento concesso, in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, che assistono imprese energivore che gestiscono stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale individuati su proposta del ministro dello sviluppo economico. Analoga garanzia è concessa per il finanziamento di operazioni di acquisto e riattivazione di impianti dismessi situati sul territorio nazionale per la produzione di ghisa destinata all’industria siderurgica.

Approvvigionamento materie prime

Infine, segnaliamo che le imprese italiane che intendono esportare, direttamente o indirettamente, fuori UE le materie prime strategiche delle filiere produttive hanno l’obbligo di notificare, almeno dieci giorni prima dell’avvio dell’operazione, al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero degli affari esteri una informativa completa dell’operazione.

La misura sarà in vigore fino al 31 luglio 2022 e prevede sanzioni amministrative, per chi non osservi l’obbligo di notifica, pari al 30% del valore dell’operazione e comunque non inferiore a euro 30 mila per ogni singola operazione.

Transizione “4.0”: online i modelli di comunicazione per i crediti di imposta

Transizione “4.0”: online i modelli di comunicazione per i crediti di imposta

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato sul portale istituzionale tutti i modelli di comunicazione dei dati e delle altre informazioni relative all’applicazione dei crediti d’imposta, finalizzati a incentivare quegli investimenti in grado di agevolare la trasformazione tecnologica delle imprese (cd. transizione “4.0”).

Contestualmente, il MISE ha pubblicato anche i relativi decreti di approvazione. Vediamoli uno per uno, rimandando alle schede dettagliate del Ministero per gli approfondimenti e per tutti i documenti scaricabili. 

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

Il credito d’imposta è finalizzato a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Nello specifico, a tutte le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, è riconosciuto un credito d’imposta a determinate condizioni.

I beni sono così suddivisi:

  • Beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento);
  • Beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205);
  • Altri beni strumentali materiali (ex Super Ammortamento) diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A;
  • Altri beni strumentali immateriali diversi da quelli ricompresi nel citato allegato B.

Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

La misura si pone l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese stimolando gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, Innovazione tecnologica, anche nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare, Design e ideazione estetica, sostenuti nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 e fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022.

Il bonus è per tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato e “si prende” per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, in misura pari al 20% delle spese agevolabili nel limite massimo di 4 milioni di euro (comma 200 della legge di bilancio 2020).

I criteri per la corretta applicazione di tali definizioni sono dettati dall’art.2 del decreto 26 maggio 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico, tenendo conto dei principi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Frascati dell’OCSE.

Le spese ammissibili sono:

  • Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale (comma 200 della legge di bilancio n. 160 del 27 dicembre 2019);
  • Attività di innovazione tecnologica (comma 201 della legge di bilancio n. 160 del 27 dicembre 2019);
  • Attività di design e ideazione estetica (comma 202 della legge di bilancio n. 160 del 27 dicembre 2019).

Credito d’imposta formazione 4.0

La misura è volta a sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale creando o consolidando le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0.

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura del:

  • 50% delle spese ammissibili e nel limite massimo annuale di € 300.000 per le micro e piccole imprese
  • 40% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di € 250.000 per le medie imprese
  • 30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di € 250.000 le grandi imprese.

NB – La misura del credito d’imposta è aumentata per tutte le imprese, fermo restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari della formazione ammissibile rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 17 ottobre 2017.

Queste le tematiche della formazione 4.0:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali. 

Invio modelli: ulteriori informazioni

L’invio dei modelli, che devono essere firmati digitalmente dai legali rappresentanti delle imprese e trasmessi in formato elettronico tramite PEC, rispettivamente, agli indirizzi di posta elettronica certificata:

  • 0@pec.mise.gov.it
  • cirsid@pec.mise.gov.it
  • 0@pec.mise.gov.it

entro il 31 dicembre 2021, non garantisce l’accesso ai benefici fiscali, ma consente al MISE di valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative.

Colonnine di ricarica: dal Mite le modalità per accedere ai contributi e i beneficiari

Colonnine di ricarica: dal Mite le modalità per accedere ai contributi e i beneficiari

In arrivo 90 milioni di euro di contributi per i professionisti e le imprese che installano infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Lo prevede il Dm 25 agosto 2021 concernente “Erogazione di contributi per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici effettuata da persone fisiche nell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, nonché da soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES)” con cui il Ministero della Transizione Ecologica ha regolato l’accesso al Fondo introdotto dal Decreto “Agosto”.

Le risorse disponibili saranno ripartite per l’80% per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica di valore complessivo inferiore a 375mila euro da parte delle imprese, il 10% per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica di valore complessivo superiore a 375mila euro da parte delle imprese e il 10% per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica da parte dei professionisti.
Il 5% delle risorse destinate alle imprese sarà riservato alle aziende in possesso del rating di legalità.

Per ottenere i contributi, i professionisti, sia alla data di erogazione sia a quella di concessione del contributo, devono possedere una serie di requisiti. Innanzitutto il volume d’affari, risultante dall’ultima dichiarazione IVA, non deve essere inferiore al valore dell’infrastruttura di ricarica per cui è richiesto il contributo. Per i professionisti che applicano il regime forfetario, il valore dell’infrastruttura non può essere superiore a 20mila euro.

I professionisti devono risultare in regola con le eventuali agevolazioni ricevute, con il versamento dei contributi previdenziali e con gli obblighi fiscali. Non devono inoltre aver richiesto altri contributi pubblici per le stesse spese.
Anche alle imprese sono richiesti dei requisiti, come avere sede sul territorio italiano, non trovarsi in situazioni di difficoltà come fallimento e procedure concorsuali. Le imprese devono inoltre risultare in regola con il Durc, e tutti gli adempimenti fiscali.

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