Reti elettriche contro il cambiamento climatico e Osservatorio povertà energetica: il MITE spinge sull’energia

Reti elettriche contro il cambiamento climatico e Osservatorio povertà energetica: il MITE spinge sull’energia

500 milioni per il rafforzamento delle reti elettriche contro il cambiamento climatico

Il ministro della Transizione ecologica Cingolani ha firmato un nuovo decreto (n.150 del 7 aprile 2022) per rafforzare le reti elettriche contro gli effetti del cambiamento climatico, in attuazione alla misura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Interventi su resilienza climatica delle reti” (M2C2 2.2).

La misura mette a disposizione 500 milioni di euro (di cui il 40% destinato alle Regioni del Mezzogiorno) di contributi a fondo perduto per i concessionari della rete elettrica di trasmissione e distribuzione.

Nello specifico, il provvedimento:

  • ripartisce i 500 milioni a disposizione sulle varie linee di intervento necessarie, finalizzate a raggiungere il target previsto dal PNRR, ovverosia aumentare la resilienza di almeno 4000 km della rete elettrica agli eventi meteorologici estremi (inondazioni, ondate di calore, cadute di alberi, ghiaccio e rischi idrogeologici), nonché a ridurre la probabilità di interruzioni prolungate della fornitura elettrica e limitare le conseguenze sociali ed economiche negative per le aree interessate. Nello specifico:
    • 150 milioni sono volti a sostenere la realizzazione di interventi impattanti su almeno 1500 km della rete di trasmissione;
    • 350 milioni sono volti a sostenere la realizzazione di interventi sulla rete per un costo massimo ammissibile non superiore a 125 mila euro/km.
  • prevede che entro 15 giorni dalla sua entrata in vigore siano adottati i provvedimenti che stabiliranno le modalità e i termini per la presentazione dei progetti da parte dei destinatari delle risorse, i criteri per la loro ammissibilità e valutazione e per la concessione dei contributi.

L’ammontare massimo concedibile per ciascun progetto di cui sopra non è inferiore a 1 milione di euro.

Osservatorio nazionale della povertà energetica

Con decreto MITE del 29 marzo 2022, inoltre, è stato istituito l’Osservatorio nazionale della povertà energetica, in attuazione di quanto previsto dall’art.11 del decreto legislativo 210/2021, con  funzioni di monitoraggio del fenomeno, di proposta al Ministero e all’Autorità di regolazione di misure di contrasto alla povertà energetica nonché di supporto dell’elaborazione della strategia nazionale contro la povertà energetica.

L’Osservatorio:

  • propone al MITE e all’Autorità di regolazione per energia reti ambiente misure di contrasto alla povertà energetica, anche attraverso la promozione di azioni di comunicazione, formazione e assistenza a soggetti pubblici ed enti rappresentativi dei portatori di interesse;
  • svolge attività di studio, analisi e supporto tecnico per la progettazione e l’attuazione di misure riguardanti il contrasto alla povertà energetica;
  • effettua, con cadenza biennale, il monitoraggio del fenomeno della povertà energetica a livello nazionale, anche ai fini della comunicazione integrata sulla povertà energetica di cui all’articolo 24, del regolamento (UE) 2018/1999;
  • fornisce supporto ai fini della cooperazione nell’ambito degli analoghi organismi istituzionali europei;
  • elabora, anche ai fini di cui alla lettera c), criteri per l’individuazione del numero di famiglie in condizioni di povertà energetica;
  • promuove lo scambio di esperienze e di informazioni con le Regioni, le altre amministrazioni centrali e locali interessate, gli organismi di ricerca e i portatori di interessi;
  • agevola il coordinamento delle misure in materia di contrasto alla povertà energetica a livello nazionale.
Giovannini: il costo delle opere pubbliche aumenterà del 20%

Giovannini: il costo delle opere pubbliche aumenterà del 20%

Il costo per la realizzazione delle opere pubbliche aumenterà del 20% rispetto agli ultimi anni a causa della crescita dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Per scongiurare gli effetti negativi ed evitare la mancata realizzazione di opere già programmate (legate al Pnrr ma non solo), i prezziari regionali saranno incrementati del 20% e gli interventi la cui offerta è stata accettata prima del 31 dicembre 2021 vedranno una valorizzazione dello stato di avanzamento lavori (Sal), che sarà completata entro il 31 luglio 2021. In più, oltre al potenziamento di tre miliardi su fondi già esistenti, sarà messo in piedi un ulteriore strumento ministeriale (Mef) dedicato alle opere indifferibili, che da qui al 2026 godrà di oltre 10 miliardi di risorse. I numeri sono stati presentati dal Ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini, che è intervenuto in audizione alla Camera per commentare il cosiddetto decreto energia (dl 50/2022).
Il ministro ha parlato degli articoli del decreto di interesse del ministero. Dopo aver illustrato il nuovo credito di imposta per gli autotrasportatori (28% della spesa sostenuta nel primo trimestre 2022 per l’acquisto di gasolio utilizzato in veicoli di categoria euro 5 o superiore di massa pari o superiore a 7,5 tonnellate), Giovannini ha snocciolato una serie di numeri sul costo delle opere pubbliche legato alle recenti crisi (prima Covid e poi invasione dell’Ucraina): “secondo le nostre stime, dopo una lunga stagnazione che ha caratterizzato il periodo 2015-2020, è ipotizzabile un aumento del 20% costo per la realizzazione delle opere pubbliche. Il governo ha quindi previsto una serie di interventi eccezionali, sia per le offerte chiuse prima del 31 dicembre 2021 che per quelle future. Ci sarà una valorizzazione delle Sal entro il 31 luglio, che se non operata dalle regioni sarà realizzata direttamente dai provveditorati. I prezziari regionali saranno incrementati del 20% e i maggiori importi saranno riconosciuti alla stazione appaltante nella misura del 90%. Per quanto riguarda le opere 2022, le stazioni appaltanti potranno chiedere una rimodulazione degli importi a disposizione”.

Il ministro ha poi parlato delle compensazioni e dei fondi che saranno utilizzati per disinnescare gli effetti dell’aumento dei prezzi. Prima ha ricordato come i due fonti esistenti nel ministero di sua competenza (dl 76/2020 e dl 73/2021) abbiano in dote 3 miliardi di euro, ovvero “un aumento straordinario rispetto agli importi previsti”. In aggiunta, il titolare del dicastero ha anche illustrato il funzionamento di un nuovo fondo, di competenza del Mef, dedicato all’avvio di opere indifferibili: oltre a quelle del Pnrr, lo strumento è rivolto alle opere commissariate, a quelle del piano nazionale complementare, alle olimpiadi di Milano Cortina 2026 e ai giochi del Mediterraneo.

La dotazione finanziaria è di 10,5 miliardi, da qui al 2026.

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