Bonus Transizione 4.0: le nuove coordinate della Legge di Bilancio 2022

Bonus Transizione 4.0: le nuove coordinate della Legge di Bilancio 2022

Avevamo anticipato le novità inerenti il Bonus Transizione 4.0 (o Industria 4.0 che dir si voglia) in un articolo di presentazione alla ‘futura’ Manovra, ora mettiamo i puntini sulle “i” dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge 234/2021 (Legge di Bilancio 2022) che ha confermato i tre anni di proroga per gli incentivi agli investimenti in beni materiali e immateriali, con una progressiva riduzione della misura del credito d’imposta.

Riferimenti di legge e storia/metamorfosi del Bonus
Il comma 44 dell’articolo 1 della legge 234/2021 è intervenuto, con modifiche e integrazioni, sull’art.1 comma 1051 e seguenti, della legge 178/2020 (Finanziaria 2021), che aveva previsto un rafforzamento del credito d’imposta parametrato al costo di acquisizione dei beni agevolabili.

Il Bonus era stato introdotto originariamente dalla legge di Bilancio 2019 (art.1 comma 185 e segg. legge 160/2019) al posto della preesistente maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile (“super ammortamento” e “iper ammortamento” – articolo 1, comma 9 e seguenti, legge 232/2016).

Beni materiali
Gli incentivi per gli investimenti in beni materiali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio nazionale e funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” (Allegato A alla legge 232/2016), sono prorogati fino al 2025, con intensità ‘a scendere’.

Possono accedere tutte le imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

NB – La fruizione del beneficio è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Vediamo le differenze tra i periodi di imposta:

  • per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2022 (ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione), il credito d’imposta spetta nella misura del:
    • 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 20%, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni;
    • 10%, per la quota oltre i 10 milioni di euro e fino a 20 milioni, limite massimo di costi complessivamente ammissibili.
  • per gli anni 2023-2025 (ovvero fino al 30 giugno 2026, a condizione che entro il 31 dicembre 2025 l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione), il bonus è riconosciuto nella misura del:
    • 20% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
    • 10%, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni;
    • 5%, per la quota oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di 20 milioni.

Beni immateriali
Qui il riferimento è l’Allegato B alla legge 232/2016.

Sono agevolabili le spese per software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, nonché per servizi relativi all’utilizzo di tali beni mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Questo il dettaglio del credito d’imposta:

  • per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2022 (ovvero fino al 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti in misura pari almeno al 20%) spetta nella misura del 20% del costo, entro il limite massimo di spese ammissibili pari a un milione di euro;
  • per gli anni 2023-2025 spetta nella misura del:
    • 20% per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2023 (ovvero fino al 30 giugno 2024, a condizione che entro il 31 dicembre 2023 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione);
    • 15% per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2024 (ovvero fino al 30 giugno 2025, a condizione che entro il 31 dicembre 2024 risultino perfezionati ordine e acconto per almeno il 20%);
    • 10% per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2025 (ovvero fino al 30 giugno 2026, a condizione che entro il 31 dicembre 2025 risultino perfezionati ordine e acconto per almeno il 20%).

Cosa non è stato prorogato
Niente proroghe invece per:

  • il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi ordinari, cioè diversi da quelli indicati negli allegati A e B della legge 232/2016, sia materiali che immateriali, come mobili, arredi, macchinari e software non 4.0. Questo bonus del 6%, nel limite massimo di costi ammissibili pari a due milioni di euro (beni materiali) o a un milione (beni immateriali), spetterà per gli investimenti effettuati non oltre il 31 dicembre 2022 ovvero fino al 30 giugno 2023, a condizione che al 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione;
  • il credito d’imposta per la formazione del personale dipendente finalizzata all’acquisizione o al consolidamento delle competenze rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal Piano nazionale Impresa 4.0 (articolo 1, comma 210 e seguenti, legge 160/2019), che esisterà fino alle spese sostenute nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022.
Manovra, arrivano Superbonus senza «tetto» Isee e tutele ai professionisti malati

Manovra, arrivano Superbonus senza «tetto» Isee e tutele ai professionisti malati

Lunga e ricca di ostacoli, la «partita» per le correzioni alla normativa sul Superbonus 110% per effettuare le ristrutturazioni in edilizia si è conclusa, nella Commissione Bilancio del Senato, che ha licenziato i capitoli della Legge di Bilancio per l’anno 2022, che entro fino anno dovrà esser approvata dai due rami del Parlamento. Nella formulazione conclusiva, l’incentivo viene esteso fino alla prossima annualità (anche) alle villette unifamiliari, cancellando i precedenti riferimenti a «tetti» Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente), a limitazioni all’abitazione principale e a termini di comunicazione della Cila (Comunicazione asseverata di inizio attività). Viene, però, inserito un unico vincolo, cioè effettuare il 30% dei lavori entro il 30 giugno 2022; per il resto, c’è l’equiparazione tra lavori trainanti e lavori trainati, la proroga a tutto il 2025 per gli interventi nelle aree colpite da eventi sismici a partire dal 2009, e la validità confermata anche per gli impianti fotovoltaici (fino a 48.000 euro complessivi), cui si aggiunge, nell’ottica della spinta alle energie rinnovabili, pure un bonus per gli impianti di produzione elettrica che installano sistemi di accumulo.

Il via libera ad un altro emendamento sul Superbonus, a palazzo Madama, inoltre, ha anche rimediato all’incertezza che si era creata sulle cosiddette «asseverazioni», ovvero sul controllo sulla congruità dei prezzi degli interventi edilizi, necessarie dopo il decreto cosiddetto «anti-frodi di» novembre. Va ricordato che una circolare dell’Agenzia delle Entrate, però, aveva generato insicurezza nelle modalità di valutazione dei costi, ma la correzione è servita, in sintesi, a chiarire che i prezzari individuati ai fini degli interventi di riqualificazione energetica restano applicabili anche per tutti gli altri bonus edilizi (al sismabonus, naturalmente al Superbonus 110% e a quelli per ristrutturazioni e facciate).

Introdotto, poi, il bonus del 75% per abbattere le barriere architettoniche: una detrazione in 5 anni per le spese sostenute nel 2022, con «tetto» a 50.000 euro per le villette, 40.000 ad appartamento per i piccoli condomini e 30.000 per le abitazioni nei palazzi oltre le 8 unità; l’aiuto, è stato sottolineato, serve per installare ad esempio ascensori o montacarichi, e sarà esteso anche a «interventi di automazione degli impianti degli edifici», comprese le spese di smaltimento dei vecchi impianti.

È, inoltre, stato approvato, con alcune correzioni (che ne delimitano l’applicazione all’ambito fiscale, cambiamenti che sono avvenuti su impulso della Ragioneria generale presso il ministero dell’Economia), l’emendamento di FdI, primo firmatario il senatore Andrea de Bertoldi, sulla sospensione della «decorrenza dei termini relativi ad adempimenti tributari a carico del professionista in caso di malattia, o infortunio». La modifica prevede che, «in caso di ricovero del libero professionista in ospedale per grave malattia, o infortunio, o intervento chirurgico, ovvero in caso di cure domiciliari, se sostitutive del ricovero ospedaliero, che comportano una inabilità temporanea all’esercizio dell’attività professionale, nessuna responsabilità è imputata al libero professionista, o al suo cliente, a causa della scadenza di un termine tributario stabilito in favore della Pubblica amministrazione» per lo svolgimento di una prestazione a carico del cliente «da eseguire da parte del libero professionista nei 60 giorni successivi al verificarsi dell’evento», si legge nel testo. E le scadenze sono congelate a decorrere «dal giorno del ricovero in ospedale, o dal giorno dell’inizio delle cure domiciliari fino a 30 giorni dopo la dimissione dalla struttura sanitaria, o la conclusione delle cure» presso il domicilio, specificando che la norma vale per periodi di degenza ospedaliera, o di cure domiciliari della durata di «più di tre giorni».

Manovra, in arrivo «ritocchi» al Superbonus e taglio delle tasse

Manovra, in arrivo «ritocchi» al Superbonus e taglio delle tasse

Momenti concitati per la Legge di Bilancio per il 2022, al vaglio delle commissioni del Senato: con lo sfoltimento degli emendamenti e la riduzione a 600 delle oltre 5.000 proposte di modifica depositate da esponenti della larga maggioranza che sostiene il governo di Mario Draghi, palazzo Madama è impegnato per una manciata di giorni nel percorso di approvazione del testo, che presumibilmente arriverà «blindato» alla Camera a partire dal 21 dicembre prossimo. La manovra dovrebbe portare ad alcune correzioni sul Superbonus 110%, misura che tanto sta rivitalizzando l’edilizia e impegnando i professionisti dell’area tecnica del nostro Paese, periti industriali inclusi: gli emendamenti sembrano convergere per una proroga possibilmente integrale dell’incentivo per le ristrutturazioni, Trasversale è, ad esempio, la richiesta di eliminare il vincolo del «tetto» Isee a 25.000 euro per le villette unifamiliari, soglia che potrebbe essere alzata a 40.000 euro.

Forza Italia, a proposito dei vari bonus in edilizia, ha proposto che siano applicabili agli impianti sportivi in quanto tali, e non limitati solo agli interventi parziali, ad esempio per gli spogliatoi, e vorrebbe risolvere il tema dei parcheggi pertinenziali dei condomini attraverso la sostituzione della detrazione con la cessione del credito di imposta e correggere la normativa sul teleriscaldamento.

Altro tema caro ai partiti politici, su cui l’Esecutivo ha già dato disponibilità, è una nuova proroga per le cartelle nel 2022: le formazioni politiche spingono per soluzioni più elastiche, a favore di famiglie e imprese del termine fissato nel decreto fiscale (recentemente approvato al Senato) al 14 dicembre per la rottamazione-ter e il saldo e stralcio, nonché della proroga di due mesi, al 31 gennaio, per l’Irap e per chi lo scorso anno ha goduto di un esonero che non gli spettava, e dell’estensione (da 150 a 180 giorni) per le cartelle sospese per l’emergenza Covid. L’idea è di far finire in manovra una soluzione che parta da due delle ipotesi sul tavolo: diluizione dei pagamenti e rottamazione quater.

L’emendamento del governo che inserisce in manovra il taglio dell’Irpef e dell’Irap, definito venerdì scorso in Consiglio dei ministri, è atteso non prima della prossima settimana al Senato; secondo quanto si apprende, il testo sarà depositato in commissione Bilancio, dove verrà fissato un termine per la presentazione dei sub-emendamenti.

Sul versante fiscale, infine, novità arrivano (pure) dal fronte comunitario: la nuova direttiva sull’aliquota Iva approvata dall’Ecofin aggiorna le liste di beni e servizi sui quali gli Stati membri possono ridurre l’imposta. E si tratta di un a serie di prodotti connessi a salute pubblica, ambiente, digitale. Tra questi, l’Unione europea include gli assorbenti (oggetti in Italia della «tampon tax» prevista nella manovra economica, con Iva ridotta dal 22% al 10%) ma anche le mascherine protettive sanitarie. La riduzione, si sottolinea, inoltre, sarà praticabile su biciclette, comprese quelle elettriche, ristrutturazioni di abitazioni, accesso a internet.

Rinvio dei termini per i professionisti malati in Legge di Bilancio

Rinvio dei termini per i professionisti malati in Legge di Bilancio

La manovra economica per il 2022 (che ha appena cominciato la sua strada parlamentare) conterrà, tra gli emendamenti di modifica, pure le norme sullo slittamento delle scadenze per consentire ai professionisti malati, oppure infortunati, di curarsi, senza il «peso» degli obblighi. E senza causare problemi (né, soprattutto, favorire l’applicazione di sanzioni per i ritardi) ai propri clienti. È la novità che il primo firmatario del disegno di legge 1474, il senatore di FdI Andrea de Bertoldi, ha annunciato stamattina, a Palermo, nel corso del convegno organizzato dall’Anc, l’Associazione nazionale commercialisti presieduta da Marco Cuchel.

Le norme per il differimento dei termini in capo ai lavoratori autonomi affetti da una patologia grave, o vittime di un incidente, sono da mesi al vaglio della Commissione Giustizia di palazzo Madama, però restano «congelate» per la mancata copertura finanziaria adeguata, ecco perché il parlamentare ha deciso di tentare la strada dell’inserimento del testo nella Legge di Bilancio. E la speranza di condurre in porto il varo della disciplina sembra non essere vana, giacché l’indicazione di tentare la strada della manovra economica sarebbe arrivata, dichiara, proprio da via XX settembre. «Ho ricevuto rassicurazioni dalla sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra in merito alla possibilità che, grazie al veicolo della Legge di Bilancio, nel quale è più semplice reperire risorse, il provvedimento possa essere approvato entro Natale», sono state le parole di de Bertoldi.

L’emendamento (come il disegno di legge) sarà condiviso con esponenti di tutti gli schieramenti politici ed è già in corso un tentativo di farlo varare, all’interno del decreto fiscale, all’esame del Senato. Il vero «banco di prova», però, sembra esser la manovra economica. Tuttavia, «c’è bisogno anche dell’aiuto dei professionisti per riuscire a farlo diventare legge. Se, infatti», ha suggerito il senatore, «a partire dai prossimi giorni, gli esponenti delle varie categorie cominciassero a spedire email agli indirizzi dei leader dei vari partiti, sollecitando l’importanza delle norme per tutelare la malattia dei lavoratori indipendenti, al pari di quelli subordinati, il percorso parlamentare dell’emendamento potrebbe trarne beneficio».

L’iniziativa prevede che «in caso di ricovero del libero professionista in ospedale per grave malattia, o infortunio, o intervento chirurgico, ovvero in caso di cure domiciliari, se sostitutive del ricovero ospedaliero, che comportano un’inabilità temporanea all’esercizio dell’attività professionale, nessuna responsabilità è imputata al libero professionista, o al suo cliente a causa della scadenza di un termine stabilito in favore della Pubblica amministrazione per l’adempimento di una prestazione a carico del cliente da eseguire da parte del libero professionista nei trenta giorni successivi al verificarsi dell’evento» che ha imposto al lavoratore autonomo di interrompere l’esercizio della propria attività.

La legge di bilancio ritorna in Consiglio dei ministri prima dell’approdo in Parlamento

La legge di bilancio ritorna in Consiglio dei ministri prima dell’approdo in Parlamento

Via il limite Isee di 25 mila euro per il 110% a favore di villette e case unifamiliari, proroga di sconto in fattura e cessione del credito per gli altri bonus edilizi, revisione dei parametri del Reddito di cittadinanza e nuove agevolazioni per gli affitti ai giovani e per gli asili nido. Sono le principali modifiche che l’esecutivo intende apportare alla legge di bilancio ancor prima del suo passaggio in Parlamento. Lo scorso 28 ottobre, il governo aveva approvato la manovra 2021, ma il testo non è ancora arrivato alle Camere. Sembra ormai certo che il provvedimento farà un ulteriore passaggio in Consiglio dei ministri, probabilmente domani, prima dell’inizio dell’iter parlamentare. A deputati e senatori dovrebbe essere affidata una dote di 500 milioni di euro per puntellare il disegno di legge.

Un consiglio dei ministri correttivo, quindi, che andrà a modificare il testo approvato a fine ottobre. Uno dei tempi più caldi è quello legato al Superbonus e, più in generale, ai bonus edilizi. Si va verso l’eliminazione del limite Isee di 25 mila euro per accedere all’agevolazioni per villette e case unifamiliari, così come verso una proroga dello sconto in fattura e della cessione del credito anche per gli altri bonus (dal bonus ristrutturazione all’ecobonus e sismabonus). E’ possibile che la proroga arrivi con un decreto legge precedente alla manovra, in modo da non dover aspettare la fine dell’anno per averla in vigore. Le modifiche, tuttavia, saranno accompagnate da un inasprimento dei controlli per evitare gli abusi, come annunciato dalla sottosegretaria all’economia Maria Cecilia Guerra.

Verrà poi operata una stretta sul reddito di cittadinanza, che comunque è finanziato con un miliardo aggiuntivo dalla stessa legge di bilancio. L’ipotesi sul tavolo è quella di prevedere una riduzione dell’assegno già al primo rifiuto di una proposta di lavoro congrua e una sua cancellazione dopo la seconda. In discussione i parametri di congruità, in particolare quelli legati alla distanza dall’abitazione, con la possibilità quindi di rifiutare o meno lavori in tutta Italia. Allo studio anche incentivi per le imprese che assumeranno beneficiari del reddito.

Queste sono le ipotesi di modifica a cui sta pensando il governo, ma ci sono altre norme che invece sono già state cambiate. Parliamo, ad esempio, del bonus affitti per i giovani, il cui tetto per lo sconto fiscale rimarrà al 20% ma con l’introduzione di un limite minimo che in ogni caso riconoscerà 991,6 euro anche quando il quinto dell’affitto sia più basso, come riporta il Sole 24 ore. Cala da 2.400 a 2.000, tuttavia, il limite annuo della detrazione.
Più fondi, infine, per lo sviluppo degli asili nido a partire dal 2026. Il trend di crescita dei fondi porterà a superare la soglia di un miliardo di euro all’anno a partire dal 2027. Questo per arrivare a raggiungere il livello essenziale della prestazione, fissato in un tasso di copertura del 33%.

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