Superbonus: proroga SAL unifamiliari al 30 settembre e nuove comunicazioni a ENEA

Superbonus: proroga SAL unifamiliari al 30 settembre e nuove comunicazioni a ENEA

Ogni settimana è buona per cambiare qualcosa in materia di Superbonus: dopo l’avvento del DL Energia (17/2022, convertito in legge 34/2022) e della quarta cessione del credito, è la volta di altri due provvedimenti, uno già pubblicato in Gazzetta Ufficiale cioè il DL 36/2022 (PNRR 2) e l’altro approvato lo scorso 2 maggio dal Governo, il DL Energia e Investimenti (meglio conosciuto come Decreto Aiuti), entrambi forieri di novelle sul bonus edilizio più famoso d’Italia.

Comunicazioni a ENEA anche per SuperSismabonus

L’art. 24 del DL 36/2022 va a sostituire integralmente il comma 2-bis dell’art.16 del DL 63/2013, uno dei riferimenti principali (e storicamente apri-pista) in materia di bonus edilizi, visto che parliamo del decreto che istituì Ecobonus e Sismabonus.

Si prevede quindi che, nell’ambito della Missione 2, Componente 3, Investimento 2.1 del PNRR “Ecobonus e Sismabonus fino al 110% per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici”, anche per effettuare il monitoraggio degli interventi, compresa la valutazione del risparmio energetico da essi conseguito, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, vengano trasmesse per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati.

Semplificando: all’ENEA andranno inviati anche i dati relativi al SuperSismabonus (in caso di interventi edilizi ‘trainati’ come sistemi di accumulo, fovoltaico, eliminazione barriere, che appunto portano alla maxi-agevolazione), oltre che al SuperEcobonus per il quale è già prevista comunicazione contenente asseverazione e requisiti tecnici/congruità dei prezzi.

Nello specifico:

  • le informazioni sugli interventi effettuati con applicazione di Superbonus (Eco e Sisma) ed Ecobonus dovranno essere trasmessi all’ENEA ma la finalità conclusiva non è più solo il monitoraggio e valutazione del risparmio energetico conseguito, ma il monitoraggio degli interventi ex art.16 DL 63/2013;
  • a livello operativo, la comunicazione semplificata dovrebbe ricomprendere anche tutti gli interventi previsti dall’art.16 sopracitato, e quindi Sismabonus classico (a percentuali crescenti a seconda delle classi di miglioramento sismico) e Bonus Mobili.

Proroga Superbonus case unifamiliari: SAL 30% entro il 30/9/2022

Il decreto-legge “Energia e Investimenti” approvato in una sua prima bozza il 2 maggio dal Governo – qui attendiamo la Gazzetta Ufficiale – ratifica l’accordo sul Superbonus 110% per le case unifamiliari (cd. villette), che viene esteso al 31 dicembre 2022 anche per chi non ha completato il 30% dei lavori edilizi, sulla propria abitazione, entro il 30 giugno 2022.

Per via della proroga (ne avevamo già scritto qui) inserita nel provvedimento, quindi, la data del 30 giugno 2022 come ‘dead-line’ per l’effettuazione di almeno il 30% dei lavori (in gergo tecnico si tratta del SAL – stato di avanzamento lavori) per ‘prendere’ il Superbonus 110% nell’anno corrente, viene differita al 30 settembre 2022. C’è quindi più tempo per i lavori.

NB – Ricordiamo che per 30% dei lavori si intende la totalità dei lavori (non il singolo lavoro).

Successo del Superbonus nel 2021, investimenti oltre la soglia dei 16 miliardi

Successo del Superbonus nel 2021, investimenti oltre la soglia dei 16 miliardi

L’anno che si è appena concluso ha visto il Superbonus 110% staccare un traguardo rilevante: in un solo mese, infatti, tra novembre e dicembre del 2021, le asseverazioni presentate per dare il via ai lavori di ristrutturazione, usufruendo dell’agevolazione (ossia le necessarie certificazioni dei requisiti minimi e della congruità delle spese), sono salite su tutto il territorio italiano ad oltre 95.000 e gli investimenti ammessi hanno oltrepassato la soglia dei 16 miliardi (precisamente sono arrivati a 16,2), in ascesa di circa il 36%, al confronto con gli 11,9 miliardi toccati a novembre. La rilevazione è stata curata dall’Enea (l’Ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie) e del ministero della Transizione ecologica: in totale, è stato riferito, le detrazioni «prenotate» a carico dello Stato sono arrivate a ben 17,8 miliardi, di cui 12,3 già maturate per lavori oramai conclusi.

Globalmente, si è appreso, sono stati gli investimenti condominiali a trainare i cantieri, anche se segnali di estrema vitalità arrivano anche dalle villette unifamiliari, quelle che, qualora non fossero state apportate delle modifiche nella Legge di Bilancio per il 2022, nelle ultime settimane, avrebbero decisamente «patito» l’imposizione di un «Isee» (l’Indicatore della situazione economica equivalente, ovvero il «termometro» della condizione reddituale delle famiglie del nostro Paese), che poi è, invece, scomparso dalla normativa.

Le asseverazioni riferite ai cantieri condominiali, viene spiegato nel testo dell’Enea e del dicastero guidato da Roberto Cingolani, al 31 dicembre scorso, risultano pari a 14.330, per 7,76 miliardi di investimenti. Per gli edifici unifamiliari l’Ente pubblico indica, invece, circa 50.000 certificazioni per 5,4 miliardi di investimenti. Quanto, poi, alle unità immobiliari qualificate come «funzionalmente indipendenti», le certificazioni son pari a circa 31.400 unità, per un totale di 3 miliardi.

L’investimento di chi ricorre al Superbonus 110%, in media, assomma a 541.000 euro per i condomini, 108.000 euro per gli edifici unifamiliari e 96.000 euro per le unità indipendenti. Puntando, inoltre, la lente d’ingrandimento sulle varie Regioni italiane, viene segnalato come il numero maggiore di richieste si confermi in arrivo da Lombardia e Veneto (rispettivamente oltre 14.000 e oltre 12.000 asseverazioni), mentre in coda vi sono le aree amministrative più piccole e meno popolate, ossia la Valle d’Aosta ed il Molise.

I dati hanno suscitato entusiasmo nel partito politico che ha promosso la misura agevolativa, il M5s: tra gli esponenti pentastellati, c’è, infatti, chi non esita a considerare le «performance» del Superbonus nel 2021 quale elemento di «buon auspicio» per il 2022 appena iniziato. E avanza l’idea di studiare «un’aliquota strutturale» nella fase successiva al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), viste le conseguenze positive sia in termini occupazionali, sia sul versante della transizione ecologica.

Requisiti dei materiali edilizi e Superbonus 110%: i prezzari DEI non attestano la conformità

Requisiti dei materiali edilizi e Superbonus 110%: i prezzari DEI non attestano la conformità

Circoletto rosso – e attenzione massima – alla comunicazione dell’ENEA del 21 ottobre 2021 relativa al (non) collegamento che c’è tra requisiti dei materiali e i prezzari della DEI. 

I professionisti tecnici asseveratori (ingegneri, architetti, periti industriali, ecc.) sono direttamente interessati alla ‘cosa’, visto che, come evidenzia l’ENEA, l’inclusione dei prodotti per l’edilizia nel prezzario DEI non costituisce di per sé garanzia circa la conformità degli stessi a tutta la normativa a questi applicabile, compresa la rispondenza tecnica ai requisiti previsti dal decreto MIT 6 agosto 2020 (DM Requisiti Ecobonus) ai fini delle ammissibilità degli stessi ai benefici fiscali dell’Ecobonus e Superbonus. 

Prezzari DEI: cosa sono? 

Brevemente, ricordiamo che il prezzario della DEI è una delle fonti ufficiali, insieme ai prezzari regionali, alle quali si riferimento per la verifica della congruità delle spese effettuate in materia di Superbonus 110%. 

Nello specifico, i prezzari sono 6 e ognuno vale per una specifica tipologia di lavori (Impianti Tecnologici, Nuove Costruzioni, Recupero Ristrutturazione Manutenzione, Urbanizzazione Infrastrutture Ambiente, Impianti Elettrici, Architettura Interior Design). Ogni sezione è aggiornata ogni 6 mesi. 

L’aggiornamento è infatti necessario per seguire l’evoluzione dei prezzi soggetti a variazioni per aumenti delle materie prime, di particolari condizioni di mercato, di particolari contingenze normative o fiscali, oltre che conoscere nuovi materiali e nuove voci di opere compiute. 

Prezzari di riferimento per il Superbonus 

Ecco alcuni esempi con i relativi limiti di spesa tratti dal prezzario DEI: 

600,00 €/kWt per le pompe aria/aria;

1.000 €/kWt per le pompe a gas;

1300,00 €/kWt per le altre pompe di calore. 

E i prezzari regionali? 

L’art. 23 comma 16 del Codice Appalti prevede che: “Per i contratti relativi a lavori il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni è determinato sulla base dei prezzari regionali...” 

I prezzari regionali rappresentano un parametro di riferimento ai fini del calcolo finale della base d’asta, e uno strumento di supporto alle stazioni appaltanti ed agli operatori del settore per la quantificazione dei costi degli interventi delle opere pubbliche. Il suo utilizzo consente infatti la definizione di una stima a base d’asta congrua ed omogenea nelle diverse zone territoriali coinvolte. 

Ogni Regione e Provincia Autonoma ha adottato un proprio prezzario regionale: nella pagina speciale del Servizio Contrati Pubblici del MIMS sono riportati i riferimenti ai singoli prezzari regionali. 

Professionisti asseveratori e prezzari: un ‘rapporto’ delicato 

La risposta dell’Agenzia nazionale per l’energia è indirizzata proprio ai professionisti tecnici asseveratori e di fatto conferma la centralità di questa figura – il professionista tecnico che ‘accerta’ – anche in sede di acquisizione dei documenti.

 Sono proprio i professionisti tecnici, infatti, ad acquisire la documentazione necessaria che dimostri l’idoneità normativa dei prodotti utilizzati. 

In particolare, per i materiali e sistemi isolanti, ai fini della verifica della garanzia di conformità delle caratteristiche termiche degli stessi, si rimanda alla “Nota sulle prestazioni dei materiali isolanti“.

Iscriviti alla newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere aggiornamenti da Opificiumagazine.it

Grazie! Ti sei iscritto alla newsletter.

Pin It on Pinterest