Cessione del credito e sconto in fattura bonus edilizi: basta catene, sarà una tantum

Cessione del credito e sconto in fattura bonus edilizi: basta catene, sarà una tantum

Il decreto Sostegni-Ter approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 21 gennaio, per il quale si attende ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (oltre, ovviamente, a tutto l’iter parlamentare per la conversione in legge), rivoluziona il mondo dei bonus edilizi perché va a stoppare drasticamente quella che era una caratteristica molto vantaggiosa della scelta opzioni “cessione del credito” o “sconto in fattura”.
L’articolo 26 della bozza approdata in CdM prevede che la cessione del credito per Superbonus, Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni, Sismabonus e Bonus Facciate sarà limitata ad un solo passaggio.
I crediti saranno quindi cedibili una sola volta (oggi non è previsto un limite, si può cedere ‘infinite’ volte).
Si potrà quindi cedere il credito non più di una volta a terzi (compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari), successivamente il credito fiscale si cristallizzerà in capo al primo cessionario.

Le date da segnare in rosso

La cessione del credito sarà limitata ad un solo passaggio a partire dal 7 febbraio 2022.
In pratica dal giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge non sarà possibile cedere senza limiti di passaggio il credito maturato e scelto al posto della detrazione fiscale. Lo sconto in fattura, disciplinato dall’articolo 121 comma 1 del DL 34/2020, potrà essere ceduto all’impresa che fa i lavori, o agli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari senza facoltà di successiva cessione. Stessa decisione per la cessione dei crediti, il passaggio si potrà effettuare una volta sola includendo gli intermediari finanziari.
Inoltre i crediti che alla data del 7 febbraio 2022 sono stati precedentemente oggetto di una delle opzioni di cui al comma 1 dell’articolo 121 del DL 34/2020, ovvero dell’opzione di cui al comma 1 dell’articolo 122 del medesimo DL 34/2020 (quindi cessione del credito o sconto in fattura), possono costituire oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione ad altri soggetti.

Le regole

Il credito di imposta corrispondente a Superbonus, Bonus ristrutturazioni, Ecobonus, Sismabonus e Bonus Facciate si potrà cedere una sola volta.
Quindi il beneficiario della detrazione potrà cedere il credito ad altri soggetti, banche e intermediari finanziari, ma questi non potranno cederlo a loro volta;
così come i fornitori che praticano lo sconto in fattura potranno recuperare lo sconto sotto forma di credito di imposta e cederlo una sola volta ad altri soggetti, banche o intermediari finanziari, ma questi ultimi non potranno cederlo a loro volta.
Tutti i contratti stipulati violando queste regole saranno considerati nulli.

Data limite: 7 febbraio 2022 (prima e dopo)

Il 7 febbraio 2022 si riferisce ai crediti che a quella data sono stati già ceduti. Questi potranno essere oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione.

Sismabonus ed Ecobonus: le demo-ricostruzioni con ampliamento sono meno agevolate

Sismabonus ed Ecobonus: le demo-ricostruzioni con ampliamento sono meno agevolate

Per le società che eseguono interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento, l’Ecobonus (art.14 DL 63/2013) e il Sismabonus (art.16 DL 63/2013) spettano limitatamente al volume presente all’inizio dei lavori.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate in una recente risposta, la n. 814/2021, dove si evidenzia fra l’altro che per entrambe le tipologie di intervento, ai fini della determinazione delle soglie di spesa, si deve considerare esclusivamente le unità esistenti all’inizio degli stessi lavori.

Incremento di volume: SuperEcobonus ed Ecobonus ordinario in analogia
Il Fisco ricorda – con specifico riferimento alle spese che beneficiano della detrazione di cui all’art.14 del DL 63/2013 – che con nota del 2 febbraio 2021 R.U. 031615, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – pronunciandosi con riferimento alla possibilità di accedere al Superbonus per le spese relative all’incremento di volume per interventi di demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’art.3, comma 1, lett. d) del Testo Unico Edilizia – ha chiarito che «a differenza del “Supersismabonus” la detrazione fiscale legata al “Superecobonus” non si applica alla parte eccedente il volume ante-operam».

Sebbene tale pronuncia sia riferita al SuperEcobonus il principio è estensibile anche ai lavori di riqualificazione energetica classici (Ecobonus ordinario), atteso che all’interno della previsione dell’art.119 del DL Rilancio vengono richiamate le disposizioni di cui al citato articolo 14.

Quindi: i lavori di demolizione e ricostruzione con ampliamento non precludono, comunque, al contribuente istante la possibilità di fruire della detrazione per la riqualificazione energetica, nel rispetto delle prescrizioni di legge e delle interpretazioni fornite dall’amministrazione finanziaria.

In ogni caso, la società dovrà mantenere distinte, in termini di fatturazione, le due tipologie di intervento (ristrutturazione e ampliamento) o, in alternativa, essere in possesso di un’apposita attestazione che indichi gli importi riferibili a ciascuna tipologia di intervento, utilizzando criteri oggettivi.

Le parti comuni dell’edificio residenziale
Con riferimento alla detrazione di cui all’art.14, comma 2-quater.1 (cd. Ecosismabonus) del DL 63/2013 resta fermo quanto già chiarito con la circolare n. 19/E del 2020, per cui la locuzione “parti comuni di edificio residenziale” deve essere considerata in senso oggettivo e non soggettivo e va riferita, dunque, alle parti comuni a più unità immobiliari e non alle parti comuni a più possessori (Circolare 11.05.1998 n. 121, paragrafo 2.6).

In tal caso, pertanto, l’unico proprietario (o i comproprietari) dell’intero edificio ha diritto alla detrazione per le spese relative agli interventi realizzati sulle suddette parti comuni.

NB – Il beneficio fiscale di cui sopra si può prendere, in alternativa ad Ecobonus e Sismabonus, dai titolari di reddito d’impresa che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali”.

Quale situazione “catastale” si considera?
L’AdE evidenzia che nel caso di interventi che comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa, per l’individuazione del limite di spesa ammesso alla detrazione, vanno considerate le unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori.

 

Agevolazioni fiscali in edilizia: se si paga adesso, i lavori possono terminare con calma

Agevolazioni fiscali in edilizia: se si paga adesso, i lavori possono terminare con calma

È il sostenimento delle spese che conta per i bonus edilizi legati ai SAL (stati di avanzamento lavori), non la data di ultimazione degli interventi agevolati, che è indifferente ai fini ‘fiscali’. 

Il chiarimento, fornito dal MEF in sede parlamentare (risposta a interrogazione in VI Commissione Finanze dello scorso 17 novembre), non riguarda solo Superbonus, Eco e Sismabonus, ma anche il Bonus Facciate, per il quale è possibile il ricorso ai SAL, e soprattutto interessa a chi, al posto della fruizione diretta dei bonus, ha optato per gli alternativi sconto in fattura o cessione del credito. 

La domanda
Si chiede se il contribuente che esegue i lavori, pagando nel corso di essi acconti coerenti con gli stati di avanzamento dei lavori (SAL) non inferiori al 30%, come previsto dall’art.121 del DL Rilancio, e che non riesce però a portarli completamente a termine, abbia comunque diritto a godere dei relativi benefìci fiscali. 

Pagamenti subito, lavori…a tempo debito
La risposta dei tecnici del Ministero delle Finanze è affermativa: i bonus legati ai SAL, anche se gli interventi sono realizzati dopo la scadenza della specifica agevolazione, sono salvi, a condizione che fatture e pagamenti siano effettuati entro il 2021 e che i lavori siano, in seguito, effettivamente eseguiti. 

Se i lavori non terminano, si perderà la detrazione
Ovvio che la mancata effettuazione degli interventi, così come l’eventuale assenza di altro requisito fissato dalla norma determinerà il recupero della detrazione indebitamente fruita, sia pure nella modalità alternativa dello sconto in fattura/cessione del credito d’imposta, maggiorato degli interessi e delle sanzioni ex art.13 del d.lgs. 471/1997. 

Il concorso nella violazione comporterà, oltre all’applicazione dell’art.9 comma 1 d.lgs. 472/1997, anche la responsabilità in solido del fornitore, che ha applicato lo sconto, e dei cessionari, per il pagamento dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante e dei relativi interessi.

Opzione ok con pagamento per SAL non inferiore al 30%
Concludendo, si può esercitare una delle due opzioni ex artt.121 DL 34/2020 – nel caso presentato, lo sconto in fattura – in relazione a un acconto corrispondente a un SAL non inferiore al 30% dell’intervento complessivo, ancorché i lavori saranno ultimati successivamente al predetto termine di vigenza dell’agevolazione.

SuperEcobonus tra tetto riscaldato e non: la discriminante sta nel 25% di incidenza della superficie

SuperEcobonus tra tetto riscaldato e non: la discriminante sta nel 25% di incidenza della superficie

Tra le tante ‘magagne’ del Superbonus 110% per interventi di efficientemente energetico (SuperEcobonus), rivestono assoluta rilevanza le regole inerenti gli interventi di “coibentazione”. 

Quale superficie conteggiare?
Vediamo di fare chiarezza prendendo spunto dalla recente risposta n.779/2021 dell’11 novembre dell’Agenzia delle Entrate, arrivata per dirimere i dubbi di un contribuente il quale intende eseguire degli interventi di demolizione e rifacimento del tetto preesistente per realizzare un lavatoio non abitabile da utilizzare come locale accessorio per la propria abitazione. 

Il Fisco precisa che, ai fini del Superbonus 110%, egli non deve conteggiare la superficie del tetto, se il sottotetto non è riscaldato, dal calcolo della superficie disperdente lorda che, in base alle disposizioni normative, deve essere maggiore del 25%. Il computo, quindi, andrà effettuato sul solo immobile abitativo sottostante al lavatoio. 

Il perché è da ricercarsi nella modifica apportata dalla Legge di bilancio 2021 al comma 1, lett. a), dell’art.119 del DL Rilancio (34/2020): tra gli interventi “trainanti”, oggi, rientra anche la coibentazione del tetto «senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente» (art.1, comma 66, lett. a), n. 2), della legge 178/2020). 

Ciò implica, in particolare, che l’intervento di isolamento termico deve riguardare almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, anche unifamiliare, o dell’unità immobiliare funzionalmente indipendente e che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno sita all’interno di edifici plurifamiliari. 

In sostanza, l’intervento deve riguardare, nella percentuale sopra indicata, le superfici opache verticali (pareti generalmente esterne), orizzontali (coperture, pavimenti) ed inclinate delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati che rispettano i pertinenti requisiti di trasmittanza “U” (dispersione di calore), espressa in W/m2K.

Pertanto, possono essere ammessi al Superbonus anche gli interventi di coibentazione del tetto a condizione, tuttavia, che il predetto requisito dell’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda, sia raggiunto con la coibentazione delle superfici che, nella situazione ante intervento, delimitano il volume riscaldato verso l’esterno, vani freddi o terreno. 

Ai fini del computo della superficie disperdente lorda, quindi, non va conteggiata la superficie del tetto qualora, come nel caso prospettato dall’Istante, il sottotetto non sia riscaldato. 

Infissi: no Superbonus, sì Bonus Ristrutturazioni
Per quel che riguarda le spese sostenute per la posa degli infissi, invece, il Fisco evidenzia che, ai sensi del comma 2 art.119 DL 34/2020, tra gli interventi “trainati” rientrano anche quelli di efficientamento energetico indicati nell’art.14 del DL 63/2013 eseguiti congiuntamente, tra l’altro, all’intervento di isolamento termico. 

Pertanto, tra gli interventi in questione rientra anche la sostituzione di finestre comprensive di infissi. Ma attenzione: l’agevolazione spetta solo nel caso di sostituzione di componenti già esistenti o di loro parti e non come, nel caso in esame, di nuova installazione. 

Il ‘nostro’ Istante potrà ‘virare’, quindi, sul Bonus ristrutturazioni (art. 16 DL 63/2013).

Iscriviti alla newsletter

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere aggiornamenti da Opificiumagazine.it

Grazie! Ti sei iscritto alla newsletter.

Pin It on Pinterest