Per i costruttori (Ance) nel 2022 boom dell’edilizia

Per i costruttori (Ance) nel 2022 boom dell’edilizia

Gli investimenti in costruzioni hanno segnato due anni di crescita record, del 20% nel 2021 e del 12% nel 2022 ma nel 2023 l’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili prevede un ritorno del segno negativo con un calo degli investimenti del 5,7%. In particolare la riqualificazione degli immobili, con lo scadere degli incentivi cper le unifamiliari, subirà una brusca frenata (-24%) mentre è atteso un incisivo aumento delle opere pubbliche (+25%) con l’avvio dei cantieri Piano nazionale di ripresa e resilienza.

A rilevarlo l’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni presentato due giorni fa a Roma che evidenzia come FMI e Banca d’Italia stimino un aumento del Pil rispettivamente del +3,2% e +3,3% su base annua. Un risultato raggiunto grazie al forte traino del settore delle costruzioni motore di crescita negli ultimi due anni, anche in termini di occupazione.

Protagonista principale, come si legge, il comparto della riqualificazione immobili residenziali (+22% nel 2022) che rappresenta il 40% dell’intero mercato delle costruzioni. Tale risultato è stato raggiunto grazie ai bonus edilizi e al meccanismo della cessione del credito. Con riferimento al Superbonus, Ance spiega, citando i dati Enea, che a fine settembre gli investimenti legati all’efficientamento energetico sostenuti dal Superbonus 110% sono 307.191, per un ammontare corrispondente di 51 miliardi di euro, 38,8 miliardi di questi, ovvero il 76%, si riferiscono a lavori già realizzati. A settembre si è registrato un aumento del 26% in numero e del 19% nell’importo, ovvero più di 63mila interventi aggiuntivi, per un valore corrispondente di circa 8,2 miliardi.

Numeri che hanno un riflesso anche sull’occupazione: nei primi sette mesi del 2022, secondo il monitoraggio della Commissione nazionale per le Casse edili, su 113 Casse edili-Edilcasse, il numero di ore lavorate è cresciuto del 22,2% rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre i lavoratori iscritti sono aumentati del 17,1% sempre nello stesso periodo.

Ma il saldo positivo secondo le stime non è destinato a durare. Ance, infatti, prevede una riduzione del 5,7% degli investimenti in costruzioni. La situazione risentirà, secondo Ance, del venir meno degli investimenti legati al Superbonus su edifici unifamiliari, che comporterà una flessione del 24%. Per contro, cresceranno del 25% gli investimenti in opere pubbliche legati all’avvio della fase produttiva degli interventi previsti dal PNRR, come da programma aggiornato nella Nadef, Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza.

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