Superbonus e bonus edilizi: la maxi-circolare delle Entrate

Superbonus e bonus edilizi: la maxi-circolare delle Entrate

opo gli svariati aggiustamenti di questa prima parte del 2022 alla disciplina del Superbonus e degli altri bonus edilizi, inaugurati dalla pietra miliare in materia ovverosia la legge 234/2021 (Manovra 2022), arriva la maxi-circolare n. 19/E/2022 del 27 maggio del Fisco a fare il punto sulle principali novità apportate dagli ultimi decreti agli artt. 119 e 121 del DL 34/2020.

Prezzari e massimali

In primis, si ricorda che, come previsto dalla Finanziaria 2022, i prezzari individuati per valutare la congruità della spesa degli interventi finalizzati alla riqualificazione energetica, anche rientranti nel Superbonus, previsti dal DM 6 agosto del 2020 (cd. Decreto Prezzi 1 o Decreto Requisiti tecnici), devono ritenersi applicabili, retroattivamente, anche agli interventi di riduzione del rischio sismico, al bonus facciate e agli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Il nuovo decreto del MITE del 14 febbraio 2022 (cd. Decreto Prezzi 2 o Decreto Massimali di Costo) ha poi stabilito i valori massimi, per talune categorie di beni, cui occorre fare riferimento – oltre ai prezzari individuati dal DM 6 agosto 2022 di cui sopra – per l’asseverazione della congruità delle spese, richiesta per fruire del Superbonus e dei bonus diversi. Questi massimali si applicano quindi:

  • agli interventi, per i quali è prevista la presentazione di un titolo abilitativo, se la richiesta di tale titolo è presentata successivamente al 15 aprile 2022 (ossia dal 16 aprile 2022)
  • agli interventi, per i quali non è prevista la presentazione di un titolo abilitativo, iniziati successivamente al 15 aprile 2022 (ossia dal 16 aprile 2022).

Visto di conformità e asseverazione di congruità: sono detraibili

Sempre la Legge di Bilancio 2022 – ricorda l’AdE – ha stabilito che per i bonus diversi dal Superbonus, sono detraibili le spese sostenute per il rilascio del visto di conformità e dell’attestazione di congruità della spesa ai fini dell’esercizio dell’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito.

A livello di ‘tempistica’ questa detraibilità spetta anche per le spese sostenute per i bonus diversi dal Superbonus, sostenute a partire dal 12 novembre 2021 (art. 3-sexies del DL 228/2021 – Milleproroghe).

L’esonero dal visto e dall’asseverazione di congruità per i lavori di edilizia libera (no Superbonus)

Quando è possibile evitare sia il visto di conformità (che rilascia il caf o il commercialista) e l’asseverazione di congruità delle spese (che rilascia un tecnico professionista)?

L’Agenzia delle Entrate ricorda la deroga, introdotta dalla Manovra, è esclusivamente rivolta esclusivamente ai bonus diversi dal Superbonus (quindi Ristruttuazioni, Ecobonus e Sismabonus ordinari), prevedendo che, ai fini della fruizione dello sconto in fattura o della cessione del credito, tale obbligo non sussiste per le opere già classificate come “attività di edilizia libera” ai sensi della normativa di settore e per gli interventi di importo complessivo non superiore a 10mila euro, eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni dell’edificio, fatta eccezione per gli interventi rientranti nel Bonus Facciate.

Anche qui, vale per le spese sostenute dal 12 novembre 2021 in poi.

Sconto o cessione del credito per autorimesse e box

La Manovra ha allargato la possibilità di optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito anche per la realizzazione di autorimesse o box pertinenziali.

Quindi, a decorrere dal 1° gennaio 2022, con riferimento alla predetta detrazione, è possibile per il contribuente optare:

  • per la cessione del credito delle rate residue relative agli importi versati a partire dal 2020 o 2021;
  • per lo sconto in fattura e per la cessione del credito con riferimento agli importi versati a decorrere dal 2022.

La possibilità vale anche per il futuro acquirente dell’unità pertinenziale il quale, nel caso in cui intenda optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, per gli acconti versati a decorrere dal 1° gennaio 2022, deve registrare il preliminare di acquisto o il contratto definitivo (rogito) entro la data di invio della comunicazione di esercizio delle predette opzioni.

No alla frammentazione dei crediti e alla cessione parziale

Dallo scorso 1° maggio 2022, dopo la prima cessione del credito d’imposta è possibile effettuare due ulteriori cessioni solo nei confronti di banche, intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario e imprese di assicurazione.

Sempre a partire dal 1° maggio, le banche e le società appartenenti ad un gruppo bancario possono cedere i crediti direttamente ai correntisti, a condizione che si tratti di clienti professionali. Per i correntisti cessionari del credito non è possibile però cederlo successivamente.

Dal 1° maggio entra in vigore anche il divieto di cessione parziale, in base al quale i crediti derivanti dall’esercizio delle opzioni di sconto in fattura o cessione del credito non possono formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla “prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate”.

Tale divieto si intende riferito all’importo delle singole rate annuali in cui è suddiviso il credito ceduto da ciascun soggetto titolare della detrazione.

Importante: è cedibile separatamente, anche a soggetti diversi, il credito d’imposta che scaturisce dai singoli SAL e dal saldo, senza configurare una cessione parziale del credito rispetto alla totalità dei lavori eseguiti, fermo restando quanto affermato in merito al divieto di frazionamento delle successive cessioni delle singole rate annuali.

Le sanzioni

Il riferimento principale è articolo 28-bis del decreto “Sostegni-ter” (4/2022), che ha inserito nell’articolo 119 il comma 13-bis.1, il quale prevede che è punito, con la reclusione da 2 a 5 anni e con la multa da 50 a 100mila euro, il tecnico abilitato che nelle asseverazioni/attestazioni:

  • espone informazioni false;
  • omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso;
  • attesta falsamente la congruità delle spese.

Il tutto vale sia per il Superbonus che per gli altri bonus.

Riguardo alle polizze assicurative, la maxi circolare dell’AdE chiarisce che l’obbligo della stipula della polizza assicurativa si considera comunque rispettato se è stato stipulato:

  • un contratto di assicurazione per la responsabilità civile che preveda un massimale non inferiore a 500mila euro specificamente destinato al rilascio delle asseverazioni o attestazioni, da integrare a cura del professionista ove si renda necessario;
  • ovvero, in alternativa, un contratto di assicurazione specifico con un massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500mila euro.

Richiamo ai contratti collettivi

In ultimo, nella maxi-circolare si ‘tratta’ il comma 43-bis dell’articolo 1 della legge di bilancio 2022, introdotto dal DL “Sostegni-ter”.

Riassumendo, per godere dei benefici di cui agli articoli 119, 119-ter, 120 e 121 del DL Rilancio nonché del bonus mobili, bonus verde e bonus facciate, il datore di lavoro che esegue opere di importo superiore a 70mila euro, è tenuto a indicare nel contratto di prestazione d’opera o di appalto (che contiene l’atto di affidamento dei lavori), che i lavori edili, di cui all’allegato X al Dlgs n. 81/2008, sono eseguiti in applicazione dei contratti collettivi del settore edile.

NB1 – Il contratto collettivo applicato, indicato nell’atto di affidamento dei lavori, deve essere riportato anche nelle fatture emesse in relazione all’esecuzione dei lavori stessi.

NB2 – Qualora per errore in una fattura non sia stato indicato il contratto collettivo applicato, il contribuente, in sede di richiesta del visto di conformità, deve essere in possesso di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, rilasciata dall’impresa, con la quale quest’ultima attesti il contratto collettivo utilizzato nell’esecuzione dei lavori edili relativi alla fattura medesima. Tale dichiarazione deve essere esibita dal contribuente ai soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità o, su richiesta, agli uffici dell’amministrazione finanziaria.

Cessione dei crediti, da oggi il limite di un passaggio. Ma si attende il correttivo

Cessione dei crediti, da oggi il limite di un passaggio. Ma si attende il correttivo

A partire da oggi, 17 febbraio, il credito corrispondente a superbonus, ecobonus, bonus ristrutturazioni, sismabonus e bonus facciate sarà cedibile una sola volta. È, infatti, scaduto ieri il periodo transitorio previsto dal Decreto Sostegni ter ed entrano pienamente a regime le regole volute dal Governo per prevenire le frodi. Ma già domani potrebbe cambiare tutto di nuovo. È infatti atteso in Consiglio dei ministri un correttivo a queste norme, il quarto in meno di quattro mesi, dopo la stretta del decreto Antifrodi (12 novembre), la legge di Bilancio (1° gennaio) e lo stop alle cessioni multiple con il decreto Sostegni-ter (17 febbraio).

Il correttivo, richiesto a gran voce da tutte le forze politiche e dalle rappresentanze delle professioni tecniche, prevederebbe, secondo le prime indiscrezioni, la reintroduzione della cessione dei crediti multipla, con controlli più stringenti per evitare i fenomeni elusivi, ma per scongiurare il blocco del mercato e dei cantieri.

Allo studio c’è un sistema di tracciamento dei crediti d’imposta, da abbinare allo sblocco selettivo delle cessioni successive alla prima. L’obiettivo indicato dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, è «far ripartire il mercato, ma in modo più sicuro». Evitando, cioè, che si ripetano le frodi-record, con oltre 4 miliardi di euro di crediti sospetti su 38,4 miliardi di cessioni comunicate alle Entrate al 31 dicembre scorso.

Fino alle nuove (ancora ipotetiche) regole, bisogna fare i conti con un calendario dei bonus che si è via via complicato. E in cui le tempistiche per il trasferimento dei crediti d’imposta si incrociano con le scadenze delle diverse agevolazioni. Vediamo quali. Dal 24 febbraio 2022 si potrà comunicare la scelta dello sconto in fattura e della cessione del credito corrispondente al bonus 75% per la rimozione delle barriere architettoniche. Per questo bonus, il limite di un passaggio alla cessione del credito entrerà in vigore il 7 marzo. La comunicazione delle opzioni (sconto in fattura e cessione del credito) relative al Superbonus e agli altri bonus edilizi, per le spese sostenute nel 2021, e per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nel 2020, dovrà essere trasmessa entro il 7 aprile 2022.

Decreto Prezzi Superbonus e altri bonus edilizi: ecco i massimali di costo per gli interventi

Decreto Prezzi Superbonus e altri bonus edilizi: ecco i massimali di costo per gli interventi

Dopo un ‘tram tram’ che negli ultimi giorni ha portato a svariati correttivi, nella serata di San Valentino il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha firmato il Decreto che fissa i tetti massimi per gli interventi del Superbonus 110% e per gli altri bonus casa (tra questi, Bonus Ristrutturazioni, Ecobonus classico, Bonus Facciate), cd. Decreto Prezzi 2 – il primo è il DM 6 agosto 2020, cd. Decreto Prezzi e Requisiti Tecnici -, attuativo di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2022 e dalle regole Antifrodi in essa contenute.

Il decreto MITE entrerà in vigore solamente 30 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

NB – Il DM 6 agosto 2020 continuerà ad essere applicato ‘in toto’ per 30 giorni dopo la pubblicazione in GU del nuovo decreto, e in coordinamento con lo stesso dopo i 30 giorni sopracitati.

Costi massimi per la congruità delle spese
Il decreto definisce i costi massimi specifici agevolabili ai fini dell’asseverazione della congruità delle spese di cui all’art.119, comma 13, lettera a) e all’art.121, comma 1-ter, lettera b) del DL 34/2020, conformemente a quanto previsto all’articolo 2.

I massimali individuati aggiornano quelli già vigenti per l’Ecobonus, aumentandoli almeno del 20% in considerazione del maggior costo delle materie prime e dell’inflazione.

Il provvedimento quindi definisce i costi massimi, distinti per tipologia di intervento, per gli interventi di efficienza energetica ricompresi nelle discipline cosiddette Ecobonus, SuperEcobonus, Bonus casa, Bonus Facciate e di incentivazione delle colonnine di ricarica elettrica, nei casi di accesso alle opzioni di sconto in fatture e cessione del credito.

Chiariamo ancora meglio: il superamento dei costi dei lavori edilizi rispetto alle cifre massime determinate nel decreto comporterà l’applicazione delle agevolazioni fiscali solo entro quei limiti, per la parte eccedente quelle somme non si applicherà il bonus fiscale (Superbonus o altra agevolazione).

Massimali non omnicomprensivi
I massimali, che saranno rivisti annualmente, non sono omnicomprensivi – come invece era stato l’orientamento iniziale del Governo e come era stato messo nero su bianco nella bozza poi stravolta all’ultimo – in modo da tener conto dell’eterogeneità dei possibili interventi, e pertanto sono stati esclusi IVA, gli oneri professionali e i costi di posa in opera.

Tempistiche dei lavori
Le disposizioni di questo decreto si applicano agli interventi per i quali la richiesta del titolo edilizio, ove necessario, sia stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto (cioè il 30esimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).

Le asseverazioni della congruità della spesa
Nel testo, si prevede che per tutti gli interventi indicati, l’asseverazione sulla congruità della spesa sia redatta dal tecnico abilitato sulla base dei costi massimi specifici riportati nell’Allegato A.

Gli interventi di installazione di impianti fotovoltaici, di sistemi di accumulo dell’energia elettrica e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici rispettano i limiti di spesa specifici previsti dall’articolo 119, commi 5, 6 e 8, del DL 34 del 2020.

Ai sensi dell’articolo 119, comma 15, del DL 34/2020, per gli interventi di cui all’Allegato A sono ammessi alla detrazione gli oneri per le prestazioni professionali connesse alla realizzazione degli interventi, per la redazione dell’attestato di prestazione energetica APE, nonché per l’asseverazione di cui al comma 1, conformemente a quanto previsto dal punto 13.4 dell’Allegato A al DM Requisiti tecnici.

In tutti gli altri casi, la verifica della congruità della spesa è effettuata con riferimento ai prezziari ‘alternativi’, così come disposto dal comma 13-bis dell’art.119 del Decreto Rilancio.

Gli altri Prezziari utilizzabili
Per tutti i costi non previsti nel Decreto si farà riferimento ai i prezziari predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome o ai listini delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti o ai prezziari della casa editrice DEI.

Per queste voci, al fine di evitare speculazioni, sarà comunque indispensabile l’asseverazione della congruità della spesa da parte di un tecnico abilitato.

Scarica il Decreto definitivo

 

 

Cessione del credito Superbonus e altri bonus edilizi: nuove modifiche

Cessione del credito Superbonus e altri bonus edilizi: nuove modifiche

Definire ‘tormentato’ il momento relativo alle regole sulla cessione dei crediti dei bonus edilizi sarebbe un eufemismo.

Sappiamo bene cos’ha comportato l’articolo 28 del DL 4/2022 (Sostegni-Ter) a livello operativo, bloccando la cessione infinita dei crediti (sarà possibile solo UNA TANTUM, a partire dal 17 febbraio 2022, in seguito vedremo i dettagli) e ‘al netto’ di potenziali cambiamenti o retromarce in sede di conversione in legge, non escludibili a priori visto che i tecnici del Senato, analizzando le possibili conseguenze economiche del tutto, hanno ‘parlato’ di pericolose ricadute sugli investimenti del settore edilizio.

Come funzionerà la cessione UNA TANTUM
La cessione del credito per Superbonus, Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni, Sismabonus e Bonus Facciate sarà limitata ad un solo passaggio.

I crediti saranno quindi cedibili una sola volta (PRIMA non era previsto un limite, si poteva cedere ‘infinite’ volte).

Si potrà quindi cedere il credito non più di una volta a terzi (compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari), successivamente il credito fiscale si cristallizzerà in capo al primo cessionario.

Le ultime novità
Per ‘adempiere’ a tali direttive, l’Agenzia delle Entrate tra il 3 e il 4 febbraio ha emanato una serie di modelli, aggiornamenti, FAQ e provvedimenti attuativi proprio dell’articolo 28 sopracitato.

Prima, quindi, è arrivata la comunicazione relativa al nuovo modello e l’anticipazione dello spostamento della ‘dead-line’ per la cessione dei crediti, poi ufficializzata con ulteriore provvedimento, col quale sono state disposte:

  • la proroga, al prossimo 17 febbraio 2022, del termine fissato dal DL 4/2022 al giorno 7/2, per dare il via alla norma che prevede la possibilità di effettuare un’unica cessione in caso di detrazioni per interventi edilizi;
  • la proroga al 7 marzo 2022, dal termine fissato sempre dal DL 4/2022 al giorno 7/2, per l’invio delle comunicazioni per le opzioni per interventi di superamento e di eliminazione delle barriere architettoniche.

Il modello
Il nuovo modello (provvedimento 3 febbraio 2022, con anche istruzioni e specifiche tecniche) contiene le istruzioni e specifiche tecniche, che i contribuenti possono utilizzare per comunicare le opzioni di cessione o sconto in fattura relative ai bonus edilizi alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2022 (legge n. 234/2021) e del decreto Sostegni-Ter (DL 4/2022).

In particolare, il modello di comunicazione:

  • tiene conto delle novità introdotte per gli interventi oggetto di opzione e sull’obbligo di apporre il visto di conformità alla comunicazione;
  • assieme alle specifiche tecniche, è stato adeguato per gestire tutte le fattispecie di cessione delle rate residue di detrazione non fruite, in relazione agli interventi sulle parti comuni degli edifici.

Importante: considerato che la dichiarazione dei redditi precompilata sarà resa disponibile a partire dal 30 aprile 2022, per consentire ai contribuenti e agli intermediari di disporre di un più ampio lasso di tempo per trasmettere le comunicazioni delle opzioni, con il provvedimento viene previsto che per le spese sostenute nel 2021, e per le rate residue non fruite delle detrazioni riferite alle spese sostenute nel 2020, la comunicazione dovrà essere trasmessa entro il 7 aprile 2022, anziché entro il 16 marzo.

Cessione crediti: fin quando sarà libera? Da quando sarà UNA TANTUM?
Poi è arrivato il provvedimento del 4 febbraio 2022 – che va a ‘modificare’ la data indicata all’art.28 del DL 4/2022 (si, può farlo!) -, disponendo che a decorrere rispettivamente dal 17 febbraio 2022 (cessione detrazione per interventi edilizi) e dal 7 marzo 2022 (opzioni per interventi di eliminazione barriere) è possibile effettuare esclusivamente una ulteriore cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, nei termini normativamente previsti.

Perché 10 giorni in più? Cosa cambia?
I motivi di queste proroghe – che, nel caso di Superbonus, Facciate e altri classici bonus edilizi – concedono 10 giorni in più di libera circolazione dei crediti rispetto alla data del 7/2 fissata dal Sostegni-Ter (ma solo sulla carta, visto che Poste Italiane e CDP, tra le altre, hanno già chiuso la piattaforma per la cessione dei crediti…) sono state spiegate dal Fisco così.

Considerato che il DL Sostegni-Ter è entrato in vigore il 27 gennaio 2022, mentre il canale del Fisco per la trasmissione delle comunicazioni delle opzioni di cessione o sconto in fattura relative ai bonus edilizi è stato aggiornato, per tener conto delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2022, solo a partire da venerdì 4 febbraio 2022, per l’esercizio delle opzioni, riguardo agli interventi agevolabili per gli anni 2020, 2021 e 2022, e a partire da giovedì 24 febbraio 2022, per l’esercizio delle opzioni relative alla nuova agevolazione per interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche, col provvedimento 4 febbraio 2022 è stato prorogato il termine a cui fare riferimento per individuare i crediti, che sono stati precedentemente oggetto delle opzioni per un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto oppure per la cessione di un credito d’imposta, che possono costituire oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Software di comunicazione
Contestualmente, l’AdE ha aggiornato il canale per la relativa trasmissione delle opzioni per interventi edilizi e Superbonus, pubblicando le specifiche relative al software di compilazione e al software di controllo.

Quindi sarà possibile comunicare le opzioni esercitate per gli interventi di importo complessivo non superiore a 10mila euro e per i lavori in edilizia libera, senza necessità del visto di conformità utilizzando il nuovo modello, mentre l’obbligo del visto resta per Bonus Facciate e Superbonus.

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