1,6 milioni di professionisti destinatari di un welfare del valore di 600 milioni

1,6 milioni di professionisti destinatari di un welfare del valore di 600 milioni

Un «esercito» di oltre 1,6 milioni di soggetti che sono iscritti ad Ordini e Collegi (tra cui i periti industriali ed i periti industriali laureati) che, nel nostro Paese, hanno subito un’impennata, mentre gli occupati dipendenti, nel 2020, risultavano in discesa di quasi il 2% (-1,95% secondo l’ultima rilevazione dell’Istat): sono i liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza private e privatizzate riunite nell’Adepp, che hanno fatto un balzo in avanti di più dell’1%. L’Associazione presieduta da Alberto Oliveti nella mattinata di oggi ha presentato il suo XI Rapporto, specificando che i numeri «restano ampiamente positivi, anche considerando non solo i liberi professionisti «puri», ma l’insieme degli iscritti alle Casse, che include anche 98.000 pensionati attivi e 560.000 fra parasubordinati, dipendenti e categorie similari (il totale è passato da 1,672 a 1,68 milioni di iscritti, +0,47%)».

Analizzando il documento, illustrato all’Auditorium della Conciliazione, a Roma, si osserva come la classe d’età più popolosa tra gli esponenti delle varie categorie sia quella compresa tra i 40 ed i 50 anni, a seguire la classe d’età tra i 50 ed i 60 anni, dunque la maggioranza degli iscritti agli Enti pensionistici professionali si colloca tra i 40 e i 60 anni. La quota degli associati «under40» è calata dal 41% del 2005 all’attuale 28%, nello stesso arco temporale è aumentato il numero degli «over60», che è cresciuto dal 10% al 20%, si sottolinea ancora nel testo. E, nel complesso, si legge, le donne sono pari al 41%.

La media nazionale degli iscritti è 27 ogni 1.000 abitanti della penisola, laddove, si precisa, la maggiore densità di professionisti la troviamo nel Lazio con 31 ogni 1.000 abitanti. Nel 2020 è stato intenso il supporto assistenziale fornito alle diverse platee di associati: solamente l’anno scorso sono stati 600 i milioni erogati da tutto il perimetro degli Enti riuniti nell’Associazione per attuare varie prestazioni di welfare. Un sostegno, si ribadisce, che «è aumentato dell’85% in un anno con importi complessivi che sono cresciuti ben del 105%».

Lo studio approfondisce anche i redditi delle diverse categorie, fermandosi però all’ultimo anno pre-Covid: le dichiarazioni presentate nel 2020 sono, infatti, relative al 2019. Si apprende dall’analisi dell’Adepp come il reddito nominale dei liberi professionisti sia aumentato negli ultimi 14 anni del 2,4% e nell’ultima annualità del 3,4%. Tuttavia, un under40 guadagna 1/3 del collega che ha oltrepassato i 50 anni, mentre nel Mezzogiorno i professionisti dichiarano un reddito del 48% inferiore ai colleghi del Settentrione, e quelli del Centro il 21% in meno del Nord.

Le entrate contributive delle Casse dei liberi professionisti, si riferisce, inoltre, sono aumentate del 106% in 15 anni, giacché nel 2020 il flusso dei versamenti è pari a 1,1 miliardi, contro i 5,4 miliardi del 2005 e i 7,4 miliardi del 2010.

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