Superbonus e congruità della spesa: gli ultimi chiarimenti del Fisco

da | 12 Gen 2024 | Costruzione, ambiente e territorio

Fisco: ultimi chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate sul tema del Superbonus e della congruità della spesa

Mentre il Decreto Salva Superbonus ha inciso ancora sull’agevolazione edilizia più famosa di tutti i tempi, che dal 2026 scomparirà definitivamente dai radar (a meno di clamorosi dietrofront) non consentendo più di poter beneficiare di un maxi-sconto neppure nei condomini (al momento vige il ‘decalage’ del 70%, che passerà al 65% nel 2025) e nelle zone terremotate, l’Agenzia delle Entrate è uscita con tre risposte, le prime dell’anno, sul tema.

Congruità della spesa per gli infissi: quale prezzo utilizzare?

Con risposta 1/2024, il Fisco ha precisato che in caso di sostituzione delle persiane e degli infissi, il tecnico abilitato incaricato di redarre l’attestazione di congruità (asseverazione) delle spese dell’intervento trainato dovrà fare riferimento al prezzario in vigore al momento del sostenimento della spesa.

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Non conta, quindi, il listino prezzi regionale aggiornato successivamente alla data dell’acquisto, perché in applicazione del criterio di cassa, le spese si intendono sostenute alla data dell’effettivo pagamento.

In caso di sconto ”integrale” in fattura – evidenzia l’Agenzia – si farà invece riferimento alla data di emissione della fattura da parte del fornitore.

Superbonus ONLUS: calcolo maggiorato solo se l’immobile è di proprietà

Quale modalità di calcolo si può applicare al Superbonus di una ONLUS sociale-assistenziale, con amministratori che non percepiscono compensi, per interventi di efficientemente energetico effettuati sulle unità immobiliari di proprietà, censiti nelle categorie catastali B/1, B/2 e D/4?

Risponde l’Ade nell’interpello 2/2024, evidenziando che la discriminante è proprio il titolo di proprietà dell’immobile da parte della ONLUS.

Quindi, essa potrà avvalersi delle particolari modalità di calcolo delle detrazioni, disciplinate dal comma 10-bis dell’articolo 119 del DL 34/2020, per i fabbricati dei quali è proprietaria, e delle modalità di calcolo ordinarie, previste dal comma 8­-bis dell’articolo 119, per gli immobili concessigli dal comune.

Il quesito – da parte di questa ONLUS che svolge attività di assistenza sanitaria e sociale – è interessante perché gli immobili, censiti nelle categorie catastali (B/1, B/2 o D/4), sono posseduti alcuni in piena proprietà, altri in comodato gratuito, altri tramite concessione comunale nella forma del ”Canone Ricognitorio’’.

Il calcolo ‘maggiorato’ – spiegano le Entrate – è per gli immobili posseduti a titolo di proprietà, nuda proprietà, usufrutto o comodato d’uso gratuito in data certa, anteriore al 1° giugno 2021, che secondo il comma 10-bis del DL Rilancio determinano il limite di spesa ammesso al Superbonus moltiplicando il limite unitario, previsto per le singole unità immobiliari, per il rapporto tra la superficie complessiva dell’immobile oggetto degli interventi e ammessi alla detrazione e la superficie media di una unità abitativa immobiliare, come ricavabile dal rapporto immobiliare dell’Omi.

E’ imporrante sottolineare anche che, in merito alle attività agevolabili svolte dalla ONLUS, l’AdE fornisce un’interpretazione estensiva, ritenendo che possano rientrare nella misura di favore anche quelle direttamente connesse a quelle istituzionali nonché le attività accessorie per natura a quelle statutarie istituzionali, in quanto integrative delle stesse, in base alle condizioni indicate dall’articolo 10, comma 5 del Dlgs n. 460/1997.

Condominio tornato agibile coi contributi di costruzione: Superbonus con aliquota ridotta

L’ultima risposta, la n.4/2024, si riferisce invece al caso di un fabbricato condominiale, danneggiato dal terremoto del 2009, tornato agibile grazie ai contributi per la ricostruzione, dove si intende effettuare dei lavori di efficientamento energetico, per poi beneficiare del Superbonus al 110%.

Non sarà possibile, perché questo caso – spiega l’Agenzia – non rientra nel perimetro disposizione che riconosce il Superbonus ‘pieno’ per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025 nei Comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 (articolo 119, comma 8-ter, DL 34/2020), ma all’interno di quegli interventi per i quali è partita la graduale riduzione dell’aliquota, cd. ‘decalage’ (art. 119, comma 8-bis, decreto “Rilancio”), che prevedeva il 90% di detrazione per le spese sostenute nel 2023, il 70% nel 2024, il 65% nel 2025.

Le Entrate spiegano che la condizione di “inagibilità” è un requisito fondamentale per l’applicazione della disposizione ‘di favore’, che può sovrapporre Superbonus e contributi per la ricostruzione.

Dal momento che, in questo caso, dopo l’utilizzo del contributo, il fabbricato è tornato agibile, si ritiene che il condominio istante non rientri fra i beneficiari della disposizione di favore e debba, invece, applicare il comma 8-bis dello stesso articolo 119 del DL 34/2020 con la progressiva riduzione dell’aliquota.

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