Superbonus, detrazioni in 10 anni e proroga al 30 settembre per le villette

da | 28 Mar 2023 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

Via libera al Decreto legge Superbonus per le spese sostenute per unità abitative unifamiliari (villette)

Con diversi emendamenti approvati e altri respinti la commissione finanze della Camera ha dato il via libera al Decreto legge Superbonus che domani passerà al vaglio dell’Aula di Montecitorio.

Tra le modifiche principali compare la proroga al 30 settembre 2023 del Superbonus al 110% per le spese sostenute per unità abitative unifamiliari (villette) con un avanzamento dei lavori pari al 30% al settembre dello scorso anno e la misura di sblocco dei crediti maturati nel 2022 a rischio decadenza.

Tre le novità compare poi la possibilità di spalmare le detrazioni fiscali legate ai bonus edilizi, Superbonus in particolare, in 10 anni, anziché nei soli 4 previsti fino ad ora. Mentre banche, assicurazioni e istituti finanziari che hanno esaurito la loro capienza fiscale, potranno usare i crediti i crediti al fine di sottoscrivere emissioni di buoni del Tesoro poliennali da 10 anni per smaltire fino al 10% dei crediti scontati annualmente. Si avvia così ad una parziale soluzione la questione dei circa 20 miliardi di euro in crediti fiscali edilizi incagliati da mesi nei cassetti fiscali di aziende e proprietari di immobili. Non solo perché si avanza anche l’ipotesi che i crediti maturati con il Superbonus ma bloccati potranno essere acquistati da un nuovo veicolo finanziario guidato da Enel X che li cederà successivamente a terzi.

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A spiegarne il funzionamento è stato proprio il ceo di Enel X, Francesco Venturini secondo il quale la soluzione per i crediti incagliati sarà “un veicolo finanziario che acquisti i crediti fiscali, certificati come certi, liquidi ed esigibili da un primo cessionario, ed esegua un ponte per cedere nuovamente tali crediti a terzi secondo il loro calendario di scadenze fiscali, affinché ne abbiano un vantaggio diretto ed immediato”.

Inoltre per non far perdere i bonus a chi ha fatto i lavori nel 2022 ma non ha trovato il soggetto a cui cedere il credito e quindi non riuscirà a inviare la comunicazione entro il 31 marzo all’Agenzia delle Entrate arriva una soluzione ponte, cioè la ’remissione in bonis’, la possibilità di comunicare la cessione del credito entro il 30 novembre, pagando una sanzione di 250 euro. Questo però varrà soltanto per le cessioni a favore di banche, società appartenenti a gruppi bancari, intermediari finanziari e assicurativi e non per quelle in favore di privati né per le cessioni effettuate da imprese che hanno praticato lo sconto in fattura.

Cessione e sconto in fattura restano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e anche per gli istituti per le case popolari (Iacp), le onlus e il terzo settore, e per i lavori su immobili colpiti da eventi sismici e anche per l’alluvione delle Marche. Si allarga poi ulteriormente, anche a tutti i cessionari che acquistano crediti da una banca, lo scudo dalla responsabilità in solido per chi acquista i crediti del superbonus.

A questo punto il provvedimento passa all’Aula della Camera ma senza la questione di fiducia, lasciando quindi ancora spazio al dibattito. “Per me è stato un grande risultato”, ha detto il relatore del decreto superbonus, Andrea De Bertoldi, al termine dei lavori della commissione Finanze della Camera. “Il clima tra maggioranza e opposizione ha mostrato una dialettica costruttiva. Io ho chiesto dal primo giorno collaborazione a tutte le forze politiche e dopo questo lungo percorso mi rallegro di aver visto la commissione lavorare nell’interesse degli italiani. Li ringrazio uno per uno per uno, i componenti della commissione e tutte le forze politiche”.

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