Superbonus (Abi): “banche sature”. E per le imprese con i crediti bloccati arriva in supporto Sace

da | 14 Feb 2023 | In evidenza

Comunità energetiche 2023

Arriva la garanzia Sace per le imprese con i crediti bloccati. In una giornata che vede ancora il tema del Superbonus al centro del dibattito -con il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini che in audizione a tutto tondo in Senato ritorna ancora sul tema- arriva a supporto delle imprese l’aiuto di Sace. Lo fa sapere in una nota il gruppo assicurativo-finanziario specializzato nel sostegno alle imprese che annuncia “SupportItalia” lo strumento straordinario messo in campo grazie al Decreto Aiuti per sostenere le imprese edili, che realizzano o hanno realizzato gli interventi beneficianti del Superbonus 110% o degli altri bonus edilizi hanno i cassetti fiscali pieni di crediti ma sono prive di finanziamenti per andare avanti.

Queste da oggi, avranno la possibilità di accedere a nuova finanza valorizzando i crediti fiscali maturati prima del 25 novembre 2022, che concorrono a determinare il merito creditizio che le banche attribuiranno alle aziende stesse. E’ lo stesso Decreto Aiuti ter a prevedere che Sace possa concedere garanzie in favore di banche, di istituzioni finanziarie e di altri soggetti erogatori di credito, per finanziamenti sotto qualsiasi forma, funzionali a fronteggiare le esigenze di liquidità delle imprese (codici Ateco 41 e 43) che hanno realizzato interventi di Superbonus.

Del resto come ha ricordato anche il direttore generale dell’Abi Sabatini “sono ormai note le preoccupanti conseguenze derivanti da questa situazione di impasse: secondo le stime dell’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (Ance), le imprese in forte crisi di liquidità a causa della quasi totale sospensione delle operazioni di cessione dei crediti legati ai bonus edilizi sarebbero circa 25.000”.

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Un problema, quello della saturazione della capienza fiscale che secondo Sabatini si manifesterà pienamente a partire dall’anno in corso, “in quanto le operazioni di acquisto effettuate nel 2021 (anno di effettivo avvio delle acquisizioni) si aggiungono a quelle del 2022, e perdurerà fino al 2026/2027 (l’ultimo dei cinque anni in cui è possibile utilizzare i crediti a più veloce recupero, ossia quelli derivanti dal Superbonus)”.  Nel tentativo di risolvere tali criticità l’Associazione bancaria– assieme all’Ance – ha elaborato una proposta normativa di carattere straordinario e senza impatti sul gettito, attraverso cui verrebbe introdotta per le banche e Poste una nuova e aggiuntiva modalità di utilizzo in compensazione limitatamente ai crediti d’imposta che si sono originati nel 2021 e 2022., crediti relativi ad interventi già avviati, al fine di tutelare i contratti in corso. In pratica le due Associazioni hanno proposto una misura straordinaria per consentire agli intermediari di ampliare la propria capacità di acquisto utilizzando una parte dei debiti fiscali raccolti con gli F24, compensandoli con i crediti da bonus edilizi ceduti dalle imprese e acquisiti dagli intermediari.

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