martedì, 27 Settembre 2022
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Superbonus 110% e contributo di ricostruzione post-sisma: la guida speciale

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Il vademecum dell’Agenzia delle Entrate e del Commissario alla Ricostruzione è dedicata all’uso combinato del Superbonus e del contributo di ricostruzione statale per le abitazioni danneggiate dal sisma 2016-2017 in Centro Italia

Tra tutte le guide del Fisco in materia di bonus edilizi, quella sul Superbonus 110% combinato al contributo per la ricostruzione post-sisma concesso dallo Stato è davvero molto utile perché consente, agli operatori impegnati con la progettazione di interventi edilizi nelle zone terremotate, di poter disporre di un documento operativo che snellisce le procedure di rendicontazione e fatturazione degli interventi e semplifica le possibilità di accesso alle detrazioni fiscali, ammesse anche nel caso di lavori già avviati.

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 I perché della guida congiunta

 La guida, realizzata congiuntamente dal Commissario alla Ricostruzione post-sisma e dall’Agenzia delle Entrate, si prepone di:

  •  coordinare gli strumenti del Superbonus e del contributo, rendendo più efficace l’utilizzo delle cospicue risorse pubbliche stanziate per questi obiettivi;
  • semplificare l’attività dei professionisti e delle imprese;
  • massimizzare i benefici per i cittadini, considerato che il Superbonus spetta ai proprietari degli immobili danneggiati dal sisma per la parte di spesa che non è coperta dal contributo pubblico, a volte insufficiente;
  • ricostruire abitazioni più sicure ed efficienti dal punto di vista ambientale.

Gli edifici inagibili causa terremoto

Nella guida, in primis, si evidenzia che i terremoti del 2016-2017 hanno reso inagibili circa 80 mila edifici: le domande di contributo presentate sono 20 mila, quelle già approvate 9 mila, con metà degli interventi già chiusa e circa 4.500 cantieri in fase di lavorazione. Ricordiamo, inoltre, che al momento la ‘dead-line’ per il Superbonus resta il 30 giugno 2022. 

Progetto di ricostruzione unificato

Entrando nelle specificità, nel documento si sottolinea come il progetto di ricostruzione finanziato dal contributo e che si avvale del Superbonus per le quote in accollo ai proprietari può essere presentato come un unico progetto, corredato da un unico computo metrico. 

Cosa significa a livello pratico? Che la detrazione fiscale si prende anche sulle spese complementari e non necessariamente per quelle relative agli interventi cosiddetti “trainanti” e “trainati”, previsti dal regolamento classico del Superbonus 110% (art.119 del DL 34/2020 – Rilancio), sempre che gli stessi interventi siano realizzati con il contributo di ricostruzione a matrice statale. 

I lavori in corso d’opera

Sappiamo poi che, come chiarito dal CSLLPP (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), il Superbonus è accessibile anche nel caso in cui i lavori siano già in corso d’opera.

Ma in questo caso le asseverazioni necessarie, che di base vanno richieste prima dell’avvio dei lavori, devono essere presentate tempestivamente in sede di variante progettuale o come documentazione integrativa nel corso dei lavori.

 

Il Superbonus rafforzato e i nuovi tetti di spesa

Questa parte della guida perché spiega dettagliatamente come il 110% può essere utilizzato assieme al contributo per la ricostruzione, sia nel cratere 2016-17 che in quello dell’Aquila 2009.

Nel caso i proprietari rinuncino al contributo, i tetti della spesa ammissibile alle detrazioni Superbonus aumentano del 50%.

 Esempi numerici a corredo? Il tetto di spesa:

  •  per gli interventi di rafforzamento antisismico passa da 96 a 144 mila euro;
  • per gli impianti termici “trainanti” da 30 a 45 mila euro;
  • per gli infissi “trainati” da 60 a 90 mila euro per ciascuna unità immobiliare.

La conformità urbanistica nella ricostruzione post-sisma

 Il vademecum fornisce, infine, alcune importanti precisazioni sulla disciplina urbanistico edilizia applicabile agli interventi della ricostruzione privata che possono accedere al Superbonus 110%.

Per la verifica della compatibilità urbanistica degli interventi di ripristino/ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma, anche con totale demolizione e ricostruzione, si applica l’art.12 comma 2 DL 189/2016 (cd. Decreto Terremoto), come modificato dal DL 76/2020 (Primo DL Semplificazioni), che è norma speciale, nonché le disposizioni delle ordinanze commissariali n. 100/2020 e n. 107/2020. 

In particolare, rispetto alle limitazioni introdotte anche dalla più recente normativa del 2020, per i casi di “ristrutturazione edilizia” degli immobili vincolati o di quelli ubicati nei centri storici (per i quali è previsto il mantenimento della sagoma, dei prospetti, eccetera), risulta prevalente, per specialità, la previsione di semplificazione, riferita ad hoc agli interventi rientranti nell’ambito della ricostruzione. 

In particolare, il comma 2 dell’art.12 del DL 189/2016 è stato modificato dal comma 6 dell’art.10 del DL 76/2020, che ha espressamente escluso l’“obbligo di speciali autorizzazioni”, “anche con riferimento alle modifiche dei prospetti”. 

Ciò significa che ai predetti fini non si applicano le norme del Testo unico dell’edilizia (DPR 380/2001), anche per quanto concerne le ristrutturazioni edilizie nei centri storici. 

 PDF GUIDA INTEGRALE

 

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