venerdì, 7 Ottobre 2022

Superbonus 110%: dalle modifiche del Decreto Aiuti alla cabina di regia per il recupero delle frodi

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Nessuna proroga temporale in materia di superbonus ma in compenso sì alla quarta cessione del credito per disincagliare quei crediti rimasti bloccati nelle maglie fiscali delle banche che hanno raggiunto la capienza fiscale. Con questa novità, ma non solo, il Decreto aiuti ottiene con 410 voti favorevoli il via libera dalla Camera. Il testo ora passa all’esame del Senato. Nel frattempo il ministro dell’economia Daniele Franco annuncia l’avvio di una cabina di regia per recuperare le somme delle frodi nel superbonus.

Dunque una delle novità principali contenute nel decreto aiuti e oggetto di dibattito da settimane è quella relativa al Superbonus. Il Governo ha infatti cercato di trovare un accordo che accontentasse tutti, optando per un’apertura relativa alla quarta cessione del credito – ovvero l’ultima cessione effettuabile – che può essere effettuata sia dalle banche sia da qualsiasi altra attività imprenditoriale (commerciale, artigianale o professionale) la cui partita Iva non sia riconducibile a quella del consumatore finale. La misura sarà retroattiva, cioè si applicherà alle cessioni comunicate anche prima dell’entrata in vigore della legge, ma con limiti. Le disposizioni transitorie prevedono infatti che la nuova regola si applica alle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal 1° maggio 2022.

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I soggetti che, entro il 30 settembre 2022, hanno completato il 30% dell’intervento complessivo, possono ottenere il Superbonus sulle spese sostenute entro il 31 dicembre 2022. Nel computo del 30% possono essere compresi anche i lavori non agevolati con il Superbonus. Le Regioni, entro il 31 luglio 2022, e limitatamente all’anno 2022, devono provvedere ad un aggiornamento straordinario dei prezzari in vigore.
In caso di inadempimento, i prezzari aggiornati sono adottati, nei successivi 15 giorni, quindi entro il 15 agosto 2022, dalle competenti articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, sentite le Regioni. I prezzari cesseranno di avere validità il 31 dicembre 2022 e potranno essere utilizzati, in via transitoria, per i progetti a base di gara approvati entro il 31 marzo 2023.

Nell’attesa che i nuovi prezzari regionali siano approvati, le Stazioni Appaltanti quantificano il prezzo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni, cui l’appaltatore ha diritto, incrementando fino al 20% le risultanze dei prezzari regionali esistenti e ancora da aggiornare. Se, dopo l’aggiornamento del prezzario regionale, emerge che la variazione del prezzo è inferiore o superiore all’incremento quantificato, le Stazioni Appaltanti procedono al conguaglio degli importi riconosciuti in occasione del pagamento degli stati di avanzamento dei lavori. Le imprese colpite dall’incremento dei prezzi ottengono una compensazione pari al 90% dell’eccedenza.

E mentre il decreto aiuti prosegue la sua strada verso l’approvazione definitiva, il ministro Franco annuncia che nei prossimi giorni “si riunirà la cabina di regia tra guardia di finanza, ministeri e altri organi pubblici per recuperare le somme delle frodi nel superbonus. Franco ha ricordato come siano stati rilevati 5,7 miliardi di crediti inesistenti, di cui 2 già incassati”.

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