venerdì, 7 Ottobre 2022
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Super e iper ammortamento da 12 miliardi nel 2019

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Boom di utilizzi per il super e l’iper ammortamento. Le agevolazioni messe in campo dal Governo per favorire i processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello «Industria 4.0» infatti hanno trainato oltre 12 miliardi di investimenti. A dirlo le statistiche sulle dichiarazioni IRES (Imposta sul Reddito delle Società) e IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) diffuse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze relative all’anno d’imposta 2019 e presentate nel corso degli anni 2020 e 2021.

Scorrendo i numeri emerge come nel 2019 il super ammortamento, che prevedeva la possibilità di dedurre il 130% della quota di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria sugli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, sia stato utilizzato da 317.000 soggetti, per un ammontare totale di investimenti incentivati di ben 7,2 miliardi di euro. La maggiore deduzione è concentrata nel settore manifatturiero (38%), nel noleggio, agenzie viaggio e servizi di supporto alle imprese (17,2%), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (10,9%) e nei servizi di informazione e comunicazione (8,7%).

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Per quanto riguarda invece l’iper-ammortamento -per il quale nel 2019 è stata rivista la disciplina prevedendo aliquote di maggiorazione differenziate in base all’importo dell’investimento- è stato utilizzato da oltre 28.200 soggetti, per un ammontare di circa 4,8 miliardi di euro, di cui 569 milioni di euro relativi agli investimenti effettuati nel 20199.L’utilizzo è concentrato prevalentemente nel settore manifatturiero (80% dell’ammontare dell’agevolazione).

Nell’ambito del modello “Industria 4.0” è stata prevista anche una maggiorazione del 30% (fino al 2017 era del 40%) sugli investimenti in beni strumentali immateriali che è stata utilizzata da oltre 23.200 soggetti per un ammontare di 388 milioni di euro. Per fruire di questa agevolazione occorreva aver effettuato anche un investimento in beni materiali. In pratica quasi tutte le aziende hanno sfruttato l’incentivo abbinato.

Per quanto riguarda il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno, introdotto con la Legge di Stabilità 2016, dalle dichiarazioni per il 2019 risultano oltre 17.400 soggetti (+46% rispetto al 2018), per un ammontare di circa 1,3 miliardi di euro. Invece in relazione ai principali crediti d’imposta usufruibili dalle società, il credito d’imposta per ricerca e sviluppo è stato dichiarato da 26.700 soggetti per un ammontare di credito spettante nel periodo di 3 miliardi di euro (-11,2% rispetto al 2018).

I principali settori in cui si concentra l’ammontare del credito sono: il manifatturiero (50,3%), i servizi di informazione e comunicazione (14,2%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (8,2%) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (8,3%).

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