Sulle identità digitali gli obiettivi del Pnrr sono raggiungibili

da | 29 Nov 2023 | Informatica

Ad oggi 36,4 milioni di italiani hanno abilitato Spid, il target è di 42,3 milioni entro giugno 2026

Si legge spesso delle difficoltà nell’implementazione del PNRR in Italia ma per le identità digitali sono raggiungibili. Proprio in questi giorni è arrivato l’ok della Commissione europea alla quarta rata (102 miliardi), con il governo che da mesi è impegnato a ridefinire gli obiettivi, a pubblicare decreti e a rilasciare finanziamenti per rispettare i tempi del Piano. Molti componenti dell’esecutivo hanno già dichiarato apertamente che, per alcuni progetti, si andrà oltre il 2026.

Ci sono, tuttavia, anche alcuni target che potranno essere raggiunti, come quello delle identità digitali. Il Piano stanzia, 9,75 miliardi (sotto la voce di investimento denominata M1C1) per “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione”.Gli obiettivi in quest’area vanno dal potenziamento di piattaforme esistenti, come PagoPA e l’appIO, alle sperimentazioni, come quelle in ambito mobilità urbana. Si punta, come accennato, a raggiungere il numero di 42,3 milioni di identità digitali entro il giugno 2026.

Guardando gli ultimi dati, l’obiettivo pare assolutamente raggiungibile. A inizio 2023, infatti, le identità Spid attivate erano poco più di 33 milioni, mentre a fine novembre se ne contano 36,4 milioni (numeri Osservatorio digital identity). Una crescita continua, che coinvolge anche altri applicativi simili, che si stanno diffondendo sempre di più nella popolazione italiana.

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Nello specifico, in Italia oggi il 61% della popolazione ha attivato Spid: 36,4 milioni di cittadini maggiorenni (il 73% degli over 18) a cui si aggiungono 13mila minorenni (appena lo 0,18% della platea), con accessi totali stabili (oltre 1 miliardo nel 2022), in media 25 l’anno per utente. Sono 39,3 milioni, invece, gli italiani dotati di Carta d’Identità Elettronica, anche se la versione digitale della Cie, abilitata dall’app CieID, risulta ancora fortemente sottoutilizzata: solo 4 milioni di utenti la usano per accedere ai servizi online. Se i rilasci della Carta d’Identità Elettronica sono cresciuti del 23% in un anno, però, Spid sembra aver raggiunto un plateau, assestandosi a un tasso di crescita più contenuto rispetto agli ultimi anni: +9% da gennaio a novembre 2023 contro il +23% registrato nel 2022. (I numeri sono presi sempre dall’Osservatorio digital identity).

Un rallentamento che si osserva anche nel confronto internazionale: se in Svezia e Norvegia i sistemi di identità digitale, già molto diffusi negli anni scorsi, raggiungono già circa l’80% della popolazione, nei Paesi simili all’Italia la spinta della pandemia sembra essersi fermata: il sistema francese FranceConnect in un anno è salito dal 60% al 61%, quello belga itsme® dal 56% al 58%. Con un’incidenza inferiore allo Spid italiano, il Chave Movel Digital portoghese raggiunge il 54% della popolazione, lo SwissId elvetico il 39%.

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