martedì, 17 Maggio 2022

Successo del Superbonus nel 2021, investimenti oltre la soglia dei 16 miliardi

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L’anno che si è appena concluso ha visto il Superbonus 110% staccare un traguardo rilevante: in un solo mese, infatti, tra novembre e dicembre del 2021, le asseverazioni presentate per dare il via ai lavori di ristrutturazione, usufruendo dell’agevolazione (ossia le necessarie certificazioni dei requisiti minimi e della congruità delle spese), sono salite su tutto il territorio italiano ad oltre 95.000 e gli investimenti ammessi hanno oltrepassato la soglia dei 16 miliardi (precisamente sono arrivati a 16,2), in ascesa di circa il 36%, al confronto con gli 11,9 miliardi toccati a novembre. La rilevazione è stata curata dall’Enea (l’Ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie) e del ministero della Transizione ecologica: in totale, è stato riferito, le detrazioni «prenotate» a carico dello Stato sono arrivate a ben 17,8 miliardi, di cui 12,3 già maturate per lavori oramai conclusi.

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Globalmente, si è appreso, sono stati gli investimenti condominiali a trainare i cantieri, anche se segnali di estrema vitalità arrivano anche dalle villette unifamiliari, quelle che, qualora non fossero state apportate delle modifiche nella Legge di Bilancio per il 2022, nelle ultime settimane, avrebbero decisamente «patito» l’imposizione di un «Isee» (l’Indicatore della situazione economica equivalente, ovvero il «termometro» della condizione reddituale delle famiglie del nostro Paese), che poi è, invece, scomparso dalla normativa.

Le asseverazioni riferite ai cantieri condominiali, viene spiegato nel testo dell’Enea e del dicastero guidato da Roberto Cingolani, al 31 dicembre scorso, risultano pari a 14.330, per 7,76 miliardi di investimenti. Per gli edifici unifamiliari l’Ente pubblico indica, invece, circa 50.000 certificazioni per 5,4 miliardi di investimenti. Quanto, poi, alle unità immobiliari qualificate come «funzionalmente indipendenti», le certificazioni son pari a circa 31.400 unità, per un totale di 3 miliardi.

L’investimento di chi ricorre al Superbonus 110%, in media, assomma a 541.000 euro per i condomini, 108.000 euro per gli edifici unifamiliari e 96.000 euro per le unità indipendenti. Puntando, inoltre, la lente d’ingrandimento sulle varie Regioni italiane, viene segnalato come il numero maggiore di richieste si confermi in arrivo da Lombardia e Veneto (rispettivamente oltre 14.000 e oltre 12.000 asseverazioni), mentre in coda vi sono le aree amministrative più piccole e meno popolate, ossia la Valle d’Aosta ed il Molise.

I dati hanno suscitato entusiasmo nel partito politico che ha promosso la misura agevolativa, il M5s: tra gli esponenti pentastellati, c’è, infatti, chi non esita a considerare le «performance» del Superbonus nel 2021 quale elemento di «buon auspicio» per il 2022 appena iniziato. E avanza l’idea di studiare «un’aliquota strutturale» nella fase successiva al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), viste le conseguenze positive sia in termini occupazionali, sia sul versante della transizione ecologica.

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