Sismabonus Acquisti: gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia Entrate

da | 12 Mar 2024 | Costruzione, ambiente e territorio

Il Fisco interviene ‘back-to-back’ sul Sismabonus Acquisti fornendo una serie di chiarimenti sia nella risposta a interpello 56/2023 che nella risoluzione 14/E/2024.

Si tratta di informazioni di assoluto interesse per dirimere alcuni dubbi su questa agevolazione che, lo ricordiamo, è valida al momento fino al 31 dicembre 2024.

Sismabonus Acquisti: riepilogo

L’articolo 16, comma 1-septies, del DL 63/2013 stabilisce che nel caso in cui gli interventi per adottare misure antisismiche, focalizzati sulla sicurezza statica degli edifici, portino a una riduzione di una o due classi di rischio e siano eseguiti mediante demolizione e ricostruzione completa di edifici interi nei comuni classificati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, con possibile variazione volumetrica rispetto alla struttura preesistente, (purché consentita dalle norme urbanistiche), le detrazioni fiscali saranno fruibili dall’acquirente delle unità immobiliari se tali interventi sono eseguiti da imprese operanti nel settore della costruzione o ristrutturazione immobiliare e se l’immobile viene alienato entro trenta mesi dalla conclusione dei lavori.

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Le detrazioni ammontano al 75% o all’85% del prezzo di ciascuna unità immobiliare, a seconda che l’intervento di demolizione e ricostruzione porti alla riduzione di una o due classi di rischio inferiori, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro.

Attualmente, la scadenza del Sismabonus Acquisti è fissata al 31 dicembre 2024, in linea con quella del Sismabonus ordinario.

Basta il completamento delle parti strutturali, le finiture non fanno ‘testo’

Nella risoluzione 14/E/2024, l’Agenzia chiarisce che l’agevolazione è fruibile anche se, all’atto dell’acquisto, sono stati completati solo i lavori strutturali ma non anche quelli di finitura.

Infatti, i requisiti che vanno rispettati per prendere l’agevolazione sono:

  • che l’intervento di demolizione e ricostruzione dell’edificio determini la riduzione di una o due classi di rischio sismico, asseverata ai sensi dell’articolo 3 del decreto del MIT n. 58/2017;
  • che l’atto di compravendita sia stipulato entro il termine di vigenza dell’agevolazione (entro il 31 dicembre 2024).

In sintesi, secondo le disposizioni fiscali, è cruciale ottenere attestazioni che comprovino la riduzione di una o due classi di rischio per beneficiare della detrazione. Tali attestazioni devono essere rilasciate “all’atto dell’ultimazione dei lavori strutturali e del collaudo”.

L’Agenzia precisa che, ai fini della detrazione, non sono considerati rilevanti:

  • il completamento dei lavori di finitura delle unità immobiliari e degli edifici soggetti all’intervento di demolizione e ricostruzione;
  • la classificazione delle unità immobiliari in una categoria catastale “fittizia” al momento della vendita. Infatti, il mancato completamento dei lavori e la classificazione dell’unità immobiliare come F/3 (unità in corso di costruzione) possono influire sulla compravendita degli immobili beneficiari dell’agevolazione, ma queste considerazioni rientrano nell’ambito delle normative non fiscali.

Sismabonus Acquisti: possibilità di applicazione con due titoli edilizi distinti

Nella risposta 56/2024, l’AdE sostiene che la presenza di due distinti titoli edilizi non impedisce agli acquirenti delle unità immobiliari di usufruire del Sismabonus Acquisti.

Tale affermazione si basa sull’art. 16, comma 1-septies del DL 63/2013, che, pur rispettando tutte le altre condizioni previste, non stabilisce l’obbligo di interventi autorizzati da un unico titolo, limitandosi a richiedere che gli interventi, effettuati mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici nei comuni classificati nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3, abbiano lo scopo di ridurne il rischio sismico, incluso il cambiamento volumetrico rispetto alla struttura preesistente, se consentito dalle norme urbanistiche, e siano eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare.

Acquisto di posti auto o moto: niente Sismabonus Acquisti

Il Sismabonus Acquisti non è invece applicabile nel caso di acquisto esclusivamente di autorimesse o posti moto.

L’agevolazione si applica infatti solo a interventi previsti dal comma 1-quater del DL 63/2013, riguardanti costruzioni adibite ad abitazione o attività produttive.

L’Agenzia specifica che per attività produttive si intendono le unità immobiliari utilizzate per attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali.

Pertanto, l’acquisto solo di autorimesse o posti moto, privi di una di tali destinazioni d’uso, esclude la possibilità di usufruire del Sismabonus Acquisti.

Momento di presentazione dell’asseverazione e cumulabilità col Bonus Mobili

L’Agenzia delle Entrate conferma che il Sismabonus Acquisti è valido anche per gli acquirenti di unità immobiliari soggette a interventi con autorizzazioni avviate prima del 1° maggio 2019, purché l’asseverazione dell’Allegato B sia presentata entro la data di stipula del rogito dell’immobile. In questo caso, non è necessario ricorrere all’istituto della remissione in bonis.

Infine, sempre nella risposta 56/2024, si evidenzia che il Bonus Mobili è cumulabile con il Sismabonus Acquisti solo se l’intervento è classificato come ristrutturazione edilizia secondo le norme comunali.

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