I dati dalla ministra del lavoro Marina Calderone, intervenuta alla Camera. Calano gli infortuni mortali
Il lavoro in Italia è (un po’) più sicuro. Questo nonostante la crescita dell’occupazione, con oltre un milione di lavoratori in più rispetto a dicembre 2022. A crescere sono anche controlli e ispezioni, queste ultime più che raddoppiate nell’arco di un triennio. È il quadro tracciato da Marina Calderone, ministro del lavoro, che nell’informativa alla Camera ha illustrato lo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivendicando un bilancio complessivamente positivo.
Il primo dato evidenziato dalla ministra riguarda proprio l’aumento degli occupati. «Per quanto riguarda l’incidenza degli infortuni, soprattutto mortali», ha spiegato Calderone, «vediamo fortunatamente una regressione nei numeri in rapporto a 100.000 dipendenti. Certamente non è sufficiente, certamente l’obiettivo di tutti deve essere, invece, quello di ridurre il numero degli infortuni e, soprattutto, una visione zero».
Nel suo intervento la ministra ha poi ricordato i principali provvedimenti adottati negli ultimi anni: dalla Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030, «destinata a orientare le politiche dei prossimi anni, in coerenza con il quadro strategico europeo e con le profonde trasformazioni del mondo del lavoro», al dl 159/2025, passando per il Protocollo nazionale per il clima, «che contiene misure di prevenzione e di supporto ai lavoratori e alle lavoratrici contro quelli che possono essere i rischi da fattori climatici», fino alla patente a crediti nei cantieri.
Uno dei punti centrali dell’azione del Governo, secondo Calderone, è stato il rafforzamento dell’attività ispettiva. «Le attività ispettive di controllo sono passate da circa 100.000 verifiche nel 2022 a oltre 157.000, con un incremento superiore del 50 per cento. Le sole attività ispettive dell’Ispettorato nazionale del lavoro sono più che raddoppiate nello stesso periodo: da 63.571 ispezioni nel 2022 a 130.579 nel 2025». Un risultato che, secondo la ministra, è stato reso possibile da «una migliore e più organica programmazione».
Anche gli organici sono cresciuti. Il personale ispettivo è passato da 3.848 unità nel 2021 a 4.366 all’inizio del 2026. Inoltre, l’Ispettorato dispone oggi di 2.969 ispettori civili, tra cui 949 tecnici specializzati in salute e sicurezza, ai quali si affiancano 730 ispettori Inps, 175 Inail e 492 militari dell’Arma dei Carabinieri. Nei prossimi mesi arriveranno inoltre altre 750 unità per l’Ispettorato e 500 nuovi ispettori tra Inail e Inps.
I dati Inail mostrano un quadro sostanzialmente stabile. Nel 2025 le denunce di infortunio in occasione di lavoro sono state 416.900 (+0,5%), mentre quelle con esito mortale sono state 792 (-0,6%). Gli infortuni mortali sul lavoro sono invece aumentati del 3,2%, raggiungendo quota 293. Nel confronto europeo, però, l’Italia continua a registrare dati migliori della media: nel 2023 gli infortuni non mortali sono stati 991 ogni 100mila occupati, contro i 1.300 dell’Unione europea, i 2.391 della Spagna, i 2.351 della Francia e i 1.418 della Germania.
Per Calderone, dunque, la direzione intrapresa è quella corretta. Senza dimenticare che il traguardo resta ancora lontano: «Finché in questo Paese ci sarà anche solo un lavoratore che esce di casa e rischia di non tornare a casa perché muore sul lavoro, noi dobbiamo dire che non abbiamo fatto abbastanza». È questa la sfida che, secondo la ministra, continuerà a guidare le politiche del Governo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.














