Sicurezza sul lavoro: passati al setaccio quasi 400 cantieri

da | 2 Nov 2022 | Prevenzione e igiene ambientale

Cantieri edili al setaccio: oltre 8 su 10 presenta irregolarità

Riflettori puntati sul lavoro in edilizia, nel nostro Paese: nell’ambito della vigilanza «110 in sicurezza», che è stata coordinata dall’Ispettorato nazionale del lavoro, è stata effettuata un’operazione straordinaria di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e di contrasto al sommerso nel settore delle costruzioni, che ha interessato 377 cantieri in tutto il territorio nazionale, con la sola esclusione delle province di Trento e Bolzano (in funzione della loro autonomia speciale), e sono state «riscontrate irregolarità nell’86%» delle sedi passate al setaccio. Le verifiche, che hanno interessato 794 aziende operanti nei cantieri ispezionati e 1910 posizioni lavorative, hanno portato all’adozione di 194 provvedimenti di sospensione delle attività d’impresa, di cui 133 per gravi violazioni in materia di sicurezza e 61 per lavoro nero.

L’intervento dal Direttore Generale dell’Ispettorato nazionale del lavoro

L’intervento, concertato dal Direttore Generale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano, con il Comandante Carabinieri Tutela Lavoro, Generale Antonio Bandiera, è stato coordinato dalla Direzione Centrale per la tutela, la vigilanza e la sicurezza del lavoro dell’Ispettorato; gli accertamenti hanno individuato 474 aziende irregolari, 347 posizioni lavorative irregolari, 112 lavoratori «in nero», tra cui 1 minore e 41 lavoratori extra-Ue, tra i quali 19 senza permesso di soggiorno, 763 prescrizioni per violazioni in materia di sicurezza e 194 sospensioni dell’attività d’impresa. Le sanzioni comminati ammontano a 3 milioni di euro.

Le maggiori irregolarità

In materia di salute e sicurezza, recita una nota del ministero del Lavoro, le irregolarità maggiori hanno riguardato le cadute dall’alto e la mancata protezione delle aperture verso il vuoto, l’irregolarità dei ponteggi e l’utilizzo di ponteggi non autorizzati, il rischio elettrico, il mancato controllo delle gru, l’omessa fornitura e utilizzo dei Dpi (Dispositivi di protezione individuale), la viabilità inadeguata dei cantieri e la mancata protezione da investimento per caduta di materiali dall’alto, l’omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la mancata formazione e informazione dei lavoratori, l’omessa redazione del Dvr (Documento valutazione rischi), del Pos (Piano operativo di sicurezza) e del Pimus (Piano di montaggio, uso e smontaggio dei ponteggi). Le violazioni riconducibili ai rapporti di lavoro attengono, oltre al lavoro nero, principalmente a somministrazione illecita e distacchi/appalti non genuini, riqualificazione dei rapporti di lavoro, orario di lavoro, sotto inquadramento dei lavoratori, indebita percezione del reddito di cittadinanza e della Naspi, omissioni contributive e mancata iscrizione alla Cassa edile.

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«Quello della legalità nel mondo del lavoro è un tema strategico per il Paese», ha commentato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, sottolineando che «la tutela della sicurezza dei lavoratori è una sfida che non si può vincere da soli, bensì con la collaborazione di tutte le parti sociali. Il prossimo 4 novembre, durante l’incontro al ministero, questo sarà il primo tema all’ordine del giorno del confronto», ha concluso.

 

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