Sicurezza in cantiere e contrasto al lavoro nero: le novità del DL PNRR 2024

da | 28 Feb 2024 | Prevenzione e igiene ambientale

Approccio delle tre C: novità del DL PNRR 2024 su sicurezza in cantiere e contrasto al lavoro nero

L’approvazione del decreto-legge relativo a disposizioni urgenti finalizzate a garantire l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (DL PNRR 2024), avvenuta lo scorso 26 febbraio, in attesa della pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, lascia già spazio all’esame di novità di assoluto rilievo in materia di sicurezza in cantiere, ma anche controlli, contrasto, compliance per agire sul lavoro ‘nero’ e sommerso.

Le tre C

Come ha sottolineato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, nella conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio dei Ministri, si agisce con l’approccio delle “tre C”: controlli, contrasto e compliance.

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Controlli e contrasto

Nel dettaglio, il provvedimento contiene, all’articolo 32 della prima bozza, disposizioni relative alla sicurezza, alla prevenzione e al contrasto del lavoro irregolare, misure finalizzate al rafforzamento delle attività di accertamento e contrasto delle violazioni in campo contributivo, nonché azioni di potenziamento del personale ispettivo nell’ambito del lavoro (Ispettorato Nazionale del Lavoro, Nucleo dei Carabinieri, INPS e INAIL) per la vigilanza sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nel contesto della prevenzione e contrasto del lavoro irregolare, vengono introdotte disposizioni sia di natura preventiva e incentivante (come, ad esempio, subordinare l’ottenimento di benefici normativi e contributivi all’assenza di violazioni della normativa sul lavoro e sulla legislazione sociale, e istituire premialità per datori di lavoro che dimostrino comportamenti virtuosi nella gestione dei rapporti di lavoro) sia di carattere repressivo (applicazione di sanzioni penali al posto delle sanzioni amministrative, precedentemente depenalizzate, per situazioni di somministrazione fraudolenta di lavoratori, utilizzo illecito di lavoratori e somministrazione abusiva con sfruttamento di minori).

Quindi, in definitiva, la possibilità di incidere sui controlli passa da un rafforzamento del contingente ispettivo, grazie a un raddoppiamento degli ispettori tecnici in azione rispetto a quelli al momento in organico. In ogni caso, ha fatto sapere il Ministero del Lavoro, è già oggi possibile prevedere un aumento del 40% delle ispezioni nel 2024.

Inoltre, si prevede l’estensione del regime di solidarietà nell’obbligazione retributiva e contributiva, oltre a una verifica di congruità del costo della manodopera nei contratti di appalto, sia nel settore pubblico che privato.

Cantieri edili: arriva la patente a crediti

Un’altra parte di notevole interesse è senz’altro quella relativa al nuovo sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi (cosiddetta patente a crediti), ‘normata’ sempre dall’articolo 32 della bozza, che va a sostituire integralmente l’articolo 27 del Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro.

Questa nuova patente, sulla scia di quella già esistente per guidare le autovetture, sarà obbligatoria dal prossimo 1° ottobre 2024 per imprese e lavoratori autonomi che intendano operare nell’ambito di cantieri edili.

La patente è rilasciata, in formato digitale, dalla competente sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) subordinatamente al possesso dei determinati requisiti da parte del responsabile legale dell’impresa o del lavoratore autonomo richiedente:

  • iscrizione alla camera di commercio industria e artigianato;
  • adempimento, da parte del datore di lavoro, dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori dell’impresa, degli obblighi formativi di cui all’articolo 37;
  • adempimento, da parte dei lavoratori autonomi, degli obblighi formativi previsti dal presente decreto;
  • possesso del documento unico di regolarità contributiva in corso di validità (DURC);
  • possesso del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
  • possesso del Documento Unico di Regolarità Fiscale (DURF).

La dotazione iniziale è di 30 crediti, e ne servono almeno 15 per poter ‘operare’, salvo il completamento delle attività in corso.

I crediti si possono perdere al verificarsi di determinate situazioni, come accertamenti di violazione, provvedimenti sanzionatori in materia di sicurezza, riconoscimento di responsabilità per infortunio sul luogo di lavoro che ha portato a morte, inabilità permanente assoluta o parziale, inabilità temporanea assoluta o parziale con più di 40 giorni di astensione dal lavoro.

I crediti si potranno ‘recuperare’ attraverso precisi corsi formativi.

In ogni caso, l’infrazione (cioè il ‘restare’ con meno di 15 crediti sulla patente o il non possedere la patente) comporta sanzioni amministrative da 6.000 a 12.000 euro e l’esclusione dalla partecipazione ai lavori pubblici di cui al Nuovo Codice Appalti per un periodo di sei mesi.

Le informazioni relative alla patente confluiscono in un’apposita sezione del portale nazionale del sommerso.

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