Rispetto del principio DNSH: aggiornamento della Guida operativa

da | 20 Mag 2024 | Prevenzione e igiene ambientale

Ci sono novità per quanto riguarda l’importante applicazione del principio DNSH (‘do not significant harm’) in materia di PNRR: la Ragioneria generale dello Stato, infatti, ha aggiornato, con circolare 22/2024, la Guida operativa per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente (cd. DNSH).

Le principali novità riguardano:

  • l’inclusione di ulteriori schede tecniche necessarie a seguito dell’introduzione di nuove misure nella riprogrammazione del PNRR e la revisione di alcune schede precedenti per adeguarsi all’evoluzione della normativa ambientale;
  • un maggiore allineamento con i criteri degli Orientamenti tecnici sull’applicazione del principio “non arrecare un danno significativo” ai sensi del Regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza della Commissione europea;
  • il recepimento delle indicazioni del Regolamento Delegato (UE) 2023/2486, pubblicato a giugno 2023, che introduce criteri di vaglio tecnico per gli obiettivi Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, Economia circolare (inclusa la prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti), la prevenzione e riduzione dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua o del suolo, Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi;
  • la specificazione degli elementi di comprova da caricare sul sistema ReGiS nelle fasi principali dell’attuazione;
  • l’individuazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), come previsto dall’articolo 57 del Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023), per specifiche attività, al fine di garantire il rispetto dei vincoli DNSH di interesse.

Principio DNSH: cosa prevede

Il principio Do No Significant Harm (DNSH) prevede che gli interventi previsti dai PNRR nazionali non arrechino nessun danno significativo all’ambiente: questo principio è fondamentale per accedere ai finanziamenti del RRF. Inoltre, i piani devono includere interventi che concorrono per il 37% delle risorse alla transizione ecologica.

Il Regolamento individua sei criteri per determinare come ogni attività economica contribuisca in modo sostanziale alla tutela dell’ecosistema, senza arrecare danno a nessuno degli obiettivi ambientali:

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  • mitigazione ai cambiamenti climatici;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • uso sostenibile e protezione delle risorse idriche marine;
  • transizione verso l’economia circolare;
  • riduzione inquinamento aria, acqua e suolo;
  • protezione e ripristino della bio-diversità.

Un allegato tecnico specifico della Tassonomia fornisce i parametri per valutare se le diverse attività economiche contribuiscono in modo sostanziale alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici o se causano danni significativi a uno degli altri obiettivi.

Utilizzando il sistema europeo di classificazione delle attività economiche (NACE), vengono identificate le attività che possono contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici, evidenziando i settori cruciali per una riduzione efficace dell’inquinamento. Il quadro definito dalla Tassonomia offre quindi una guida affidabile affinché le decisioni di investimento siano sostenibili ed è diventato un elemento fondamentale nei criteri di assegnazione delle risorse europee.

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