martedì, 27 Settembre 2022
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Rischio biologico nelle attività agro-zootecniche: nuova guida INAIL

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Nuova guida Inail: agricoltura e zootecnia

In materia di sicurezza, va senza dubbio segnalata la nuova guida dell’INAIL che offre una panoramica sintetica su normativa, rischi e misure di prevenzione e protezione per i lavoratori impegnati in agricoltura e in zootecnia.

Si tratta di un vero e proprio prontuario, con box, tabelle e illustrazioni grafiche – che offre un riepilogo esaustivo su rischi biologici, pericoli e patologie ricorrenti nelle attività agro-zootecniche. 

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Redazione e obiettivi

La guida – segnala l’INAIL – è il frutto di un progetto messo a punto congiuntamente dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit), dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, e igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) e dalla sede territoriale di Ascoli Piceno.

L’obiettivo è quello di promuovere la salvaguardia della salute occupazionale nel rispetto della normativa vigente in tema di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Cause e motivazioni, oggettive e soggettive

Le motivazioni degli infortuni sul lavoro ‘agricolo’ sono diverse. Tra queste, nella guida si troviamo:

  • utilizzo di macchinari privi dei requisiti essenziali di sicurezza;
  • uso di determinate materie prime;
  • processi lavorativi non standardizzati;
  • malfunzionamento e scarsa manutenzione degli impianti di ventilazione dell’aria;
  • condizioni igienico-sanitarie precarie;
  • contatto con fluidi biologici di origine animale.

Inoltre, il ricorso a figure professionali non specializzate, la mancata attuazione periodica dei piani di formazione e informazione rendono difficile l’applicazione delle misure di prevenzione dei rischi lavorativi.

In alcuni casi specifici la manifestazione della malattia è legata anche a suscettibilità individuali riconducibili a stili di vita, età e patologie pregresse. 

Norme, misure di prevenzione e dispositivi di protezione, caratteristiche degli agenti biologici di rischio

La pubblicazione si apre con una sezione generale incentrata sulla normativa di riferimento in vigore, sui soggetti coinvolti e i relativi obblighi, sulla valutazione del rischio e sulla sua gestione.

Dopo un focus sui rischi biologici in ambito agro-zootecnico e sulle infezioni occupazionali causate anche da malattie emergenti, il documento si sofferma sulle misure di prevenzione e protezione, in particolare sui dispositivi di protezione individuali.

In seguito, vengono illustrate le azioni di sorveglianza sanitaria e i rischi biologici potenziali nei singoli settori di riferimento, dalla serricoltura agli allevamenti, dal lavoro in pieno campo all’apicoltura.

Completano la pubblicazione alcune interessanti schede monotematiche, dove vengono descritte le caratteristiche degli agenti biologici identificati con maggiore frequenza nel comparto agro-zootecnico, unitamente ai loro effetti sulla salute umana.

West Nile: occhio agli agenti biologici emergenti

Infine, è stata posta particolare attenzione ad alcuni agenti biologici emergenti, già noti e monitorati dalla sanità pubblica ma con evidenze ancora scarse sull’impatto occupazionale.

Fra queste, la più recente a essere segnalata dalle cronache è la febbre West Nile, malattia provocata dal virus omonimo proveniente da uccelli selvatici e da alcuni tipi di zanzare attraverso la puntura, che colpisce l’uomo e altri mammiferi.

L’infezione può rappresentare un rischio per i lavoratori impegnati in attività agricole svolte in ambienti esterni a contatto con gli animali.

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