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Riqualificare per la sostenibilità e la sicurezza del Paese

da | 22 Set 2025 | Voci dal territorio

Grande successo e partecipazione alla tavola rotonda organizzata dal CNPI e dalla Fondazione Opificium al B-CAD di Roma

Ampia partecipazione alla tavola rotonda Dalla riqualificazione energetica alla rinascita della comunità. Una filiera per la transizione sostenibile e condivisa, organizzata dal Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dalla Fondazione Opificium, lo scorso 19 settembre, nell’ambito di B-CAD – Fiera delle Costruzioni che si è tenuta presso il Convention Center “La Nuvola” a Roma.

Il convegno è stato tradotto simultaneamente anche in lingua inglese per agevolare il coinvolgimento di Smart Cities Marketplace che ha seguito i lavori da remoto.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, professioni tecniche ed esperti del settore sulle tecnologie, le politiche e le sinergie indispensabili per costruire un sistema energetico efficiente, in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione Europea: riduzione delle emissioni di gas serra, incremento della produzione da fonti rinnovabili, miglioramento dell’efficienza energetica e rafforzamento della partecipazione attiva di cittadini e territori verso un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo.

Ad aprire i lavori della giornata, Georg Houben, Policy Officier at the EU Commission’s Directorate General for Energy (DG ENER), coordinatore del Gruppo Smart Cities Marketplace che ha sottolineato come “ad oggi circa il 75% del patrimonio edilizio è energicamente inefficiente e, allo stesso tempo, il tasso medio di ristrutturazione energetica è solo dell’1% (circa). C’è, dunque molto da fare. Le politiche sugli edifici potrebbero, dunque, giocare ruolo importante nel rafforzare, ad esempio, la sicurezza energetica, la competitività economica dell’Europa, ridurre le bollette energetiche e fornire, non da ultimo, un ambiente abitativo di qualità accessibile ai nostri cittadini”. Un tema che – come ha ribadito – è al centro del lavoro della Commissione UE, ricordando l’ultima direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici adottata dal Parlamento Europeo che prevede che i nuovi edifici residenziali e non dovranno essere a zero emissioni a partire da gennaio 2028. Il lavoro della Commissione ha ricordato Houben è ora incentrato per rendere l’energia più accessibile e per fornire più supporto, finanziario e tecnico, alle amministrazioni pubbliche locali per le ristrutturazioni degli edifici e per realizzare profonde trasformazioni per rendere l’Europa un posto migliore in cui vivere.

«La transizione energetica non è solo una sfida tecnologica, ma un percorso che deve mettere al centro le comunità, i territori e le persone» – ha dichiarato Giovanni Esposito, Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati e di PERCERTO, aprendo i lavori del convegno. «Le professioni tecniche hanno il compito di accompagnare cittadini, imprese e istituzioni in questo cambiamento, garantendo qualità, sicurezza e innovazione. Smart city, domotica, comunità energetiche e riqualificazione degli immobili: queste sono le priorità per migliorare il patrimonio immobiliare del Paese. Auspichiamo – ha detto – che in questo ultimo scorcio del Pnrr si possano utilizzare risorse europee in grado innalzare il livello qualitativo delle nostre città».

Alla tavola rotonda sono intervenuti: oltre a Giovanni Esposito, Presidente del CNPI e di PERCERTO, Georg Houben, Policy Officer presso la DG ENER della Commissione Europea, Antonio Salvatore Trevisi, Senatore della Repubblica, già membro della VIII Commissione permanente Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica, Edoardo Zanchini, Direttore dell’Ufficio Clima del Comune di Roma. E ancora: Giovanni De Baggis, Presidente dell’Ordine dei Periti Industriali di Roma; Francesco Burrelli, Presidente ANACI; Amos Giardino, Direttore tecnico di PERCERTO; Sergio Olivero, Coordinatore del Deep Retrofitting Focus Group dello Smart Cities Marketplace della Commissione Europea e responsabile Business & Finance Innovation dell’Energy Center del Politecnico di Torino; Gianmarco Sitzia, esperto di cybersecurity applicata alle comunità energetiche.

Nel suo intervento, Edoardo Zanchini ha sottolineato l’importanza del contributo delle professioni per la transizione energetica: «Roma è il Comune più grande d’Italia e conta un patrimonio edilizio imponente: basti pensare alle 1.200 scuole presenti sul territorio. La condivisione dell’energia rappresenta quindi una leva fondamentale per affrontare la sfida climatica».

Francesco Burrelli, Presidente di ANACI, ha puntato l’accento sulla necessità di riqualificare gli impianti elettrici nelle abitazioni: «Non adeguare gli impianti elettrici, in Italia, costa 300 morti l’anno», ha ricordato. Burrelli ha poi aggiunto che «nel nostro Paese ci sono 1 milione e 300 mila condomini: per riqualificarli servirebbero circa 800 miliardi di euro», sottolineando come la sicurezza e l’efficienza degli edifici rappresentino una priorità nazionale.

Gianmarco Sitzia ha richiamato l’attenzione sui rischi di cybersicurezza legati alla crescita delle Comunità Energetiche e dei dispositivi intelligenti. «Nel 2025 gli attacchi informatici sono aumentati del 53% e il settore energetico è oggi il terzo più colpito dopo pubblica amministrazione e telecomunicazioni. Sistemi fotovoltaici, wall box e dispositivi smart home rappresentano potenziali punti di accesso. Un attacco ben orchestrato potrebbe arrivare a bloccare intere città o Stati». La soluzione passa per segregazione delle reti, protocolli sicuri come KNX Secure e progettazioni che tengano conto delle vulnerabilità. In questa direzione si muove anche il progetto CER BOX, sviluppato in partnership con ANACI.

Sergio Olivero ha evidenziato come gli edifici siano responsabili di oltre il 40% dei consumi energetici europei e di un terzo delle emissioni climalteranti: «La riqualificazione profonda del patrimonio edilizio – attraverso interventi di deep retrofit, elettrificazione dei carichi termici, sostituzione dei combustibili fossili con pompe di calore alimentate da rinnovabili e integrazione con sistemi di accumulo – è la chiave per una vera transizione ecologica». Olivero ha inoltre richiamato il ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili come strumenti di innovazione sociale ed economica, proponendo la figura dell’Aggregatore Sistemico, capace di coordinare più comunità e garantire una governance territoriale efficace.

Infine, Olivero ha posto l’accento sul tema cruciale delle risorse: «Chi paga la riqualificazione? Le Direttive europee prevedono obblighi, ma anche strumenti: detrazioni, contratti EPC, incentivi alle CER e meccanismi di redistribuzione del valore. Se ben utilizzati, possono trasformare la transizione energetica in un’occasione di sviluppo locale, sicurezza, sostenibilità e migliore qualità della vita».

Amos Giardino, Direttore tecnico di PERCERTO, ha parlato invece dei benefici di aderire ad una Comunità energetica, chiarendo alcuni aspetti relativi alla stabilità delle reti elettriche e le prospettive di stoccaggio energetico.

In chiusura, il Presidente Esposito ha ribadito il ruolo dei Periti Industriali nella sfida delle transizioni: «Il nostro compito è connettere competenze, cittadini e istituzioni, perché solo attraverso un approccio condiviso e multidisciplinare la transizione energetica potrà diventare una concreta occasione di rinascita per i territori».

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