Primo parere (in Commissione Bilancio del Senato) per il testo di Calderone-Nordio
È iniziata la «marcia» parlamentare dei disegni di legge delega per la riorganizzazione degli ordinamenti professionali: a compiere i primi passi in avanti è stato il provvedimento promosso dalla titolare del ministero del Lavoro Marina Calderone (e siglato da quello della Giustizia guidato da Carlo Nordio) finalizzato al «restyling» delle regole di 14 categorie, fra cui i periti industriali, che ha appena incassato il primo «sì» dalla Commissione Bilancio del Senato.
E, nel frattempo, a muoversi è pure la riforma degli avvocati, su cui ieri si sono accesi i riflettori della II Commissione della Camera, che ha incardinato il testo, i cui relatori sono lo stesso presidente dell’organismo Ciro Maschio e la deputata Marta Schifone (entrambi di FdI). I disegni di legge delega che mirano a modificare i «paletti» del perimetro ordinistico (sul fronte della formazione, dell’accesso, della deontologia, delle procedure elettorali, etc) approvati dai Consigli dei ministri del 4 e dell’11 settembre scorsi, va ricordato, sono quattro: il primo va verso il riordino globale, gli altri sono concentrati sull’ammodernamento degli Statuti delle professioni sanitarie e di quelle degli avvocati e dei commercialisti. E sono tutti collegati alla manovra economica per il 2026.
A più di dieci anni dall’ultima riforma organica del 2011-2012, che aveva definito regole generali, tra l’altro, su accesso, formazione continua, pubblicità e disciplina, il provvedimento dell’Esecutivo, che avanzerà nei prossimi giorni, in Commissione Giustizia al Senato, si prefigge di aggiornare la normativa tenendo conto delle innovazioni tecnologiche, della digitalizzazione delle procedure e della necessità di armonizzare le regole per professioni con competenze affini. È un testo composto da tre articoli: si parte dalla delega al governo per adottare entro 12 mesi uno o più decreti legislativi, con eventuali interventi correttivi entro sei mesi.
E, nelle disposizioni successive si è orientati, tra l’altro, alla valorizzazione del ruolo economico e sociale delle professioni, dando una garanzia di indipendenza intellettuale e una definizione chiara delle competenze riservate, evitando sovrapposizioni, nonché andando alla ridefinizione delle incompatibilità e al chiarimento della natura giuridica degli Ordini (enti pubblici non economici). Riorganizzazione della vigilanza ministeriale. Il terzo articolo è quello sulla clausola di invarianza finanziaria che esclude, cioè, che il disegno di legge delega recherà nuovi oneri per la finanza pubblica.
Quanto, infine, alla riforma della professione forense che viene esaminata a Montecitorio, a giudizio del presidente della Commissione Giustizia Maschio è un’iniziativa che «affronta temi di grande rilievo per il sistema giustizia: dall’equo compenso alla formazione continua, dalla disciplina delle specializzazioni e delle società tra avvocati, fino alla riorganizzazione degli Ordini forensi e del Consiglio nazionale forense. Un’attenzione particolare è rivolta alla valorizzazione del ruolo dell’avvocato, quale garante del diritto di difesa e parte integrante del sistema della giurisdizione», ha chiuso Maschio.













